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Recensione: Il colore della magia

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“Il colore della magia” – Terry Pratchett

Credo che se fossi vissuto negli anni ’80 li avrei adorati. Vissuto, intendo dire, a vent’anni e non a sette. Avevano ancora il gusto della psichedelia e dei capelli lunghi dei sixties e dei seventies, ma erano già proiettati al futuro dell’elettronica, dell’informatica e del sintetico. Non sono un’era antica, gli ’80, hanno semplicemente anticipato e preparato la cultura di oggi, e la letteratura del periodo non sa di muffa e non è noiosa come molti pensano: è solo profondamente diversa da quello che possiamo trovare oggi. Parole diverse, un modo diverso di raccontare, in un contesto dove il fantasy era un terreno fertilissimo e molte idee non erano ancora state sfruttate (e sotto questo punto di vista, a sapere di muffa sono più le produzioni attuali :D), dove non c’erano gli ebook e i nomi degli elfi in un romanzo fantasy non ti facevano finire dal laringoiatra per complicazioni improvvise (né i suicidi logici delle trame dei giovani racc talenti dal neurologo).

“Colours of magic” , tradotta in italiano come “Il colore della magia”, è un’opera del 1983 scritta da quel genio ormai scomparso di Terry Pratchett, che adesso andremo a esaminare; la cosa sarà veloce perché il libro – alla sua decima rilettura o giù di lì, mi ha davvero conquistato, anche se non rappresenta certo l’opera perfetta di Tolkien o Brooks. Diciamo che si mette su un altro piano, con la pretesa – davvero ben riuscita entro i suoi limiti – di fare del fantasy che non si prende per niente sul serio. Il che non significa, occhio, fantasy stupido…

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Pubblicato da su 19 luglio 2015 in Cose utili, Recensioni

 

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Recensione: il Riparatore

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Il Riparatore

Talvolta, facendosi una passeggiata nel sottobosco degli autori esordienti capita di imbattersi in qualcosa di notevole: può essere una notevole porcata, come quelle che ci hanno afflitto negli anni del boom del fèntasi (2004-2009), anni felici e spensierati in cui c’erano le mezze stagioni, i treni arrivavano in orario e la fuffosità gocciolava come caramello dagli scaffali delle librerie, sprofondando l’ignaro lettore nell’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli elfi dai nomi che al solo pronunciarli le corde vocali ti saltano via. O più raramente, può essere una storia notevole, ed è proprio questo il caso; per farla breve oggi parliamo del lavoro d’esordio di un autore sconosciuto, Elia Spinelli, pubblicato presso 0111 Edizioni e intitolato “Il Riparatore”. E vi preannuncio subito che non ci saranno prese per il culo, giacché non stiamo umiliando l’ultima fatica della regina del fèntasi italiano, ma solo commentando una storia piacevole, originale e molto godibile.

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Pubblicato da su 26 giugno 2015 in Recensioni

 

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Un post fuori di testa

Io ve lo offro, poi chi vuol leggere legge, chi non vuol leggere fanculo: vivo bene lo stesso :P

WARNING! BULLSHIT AHEAD!

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Pubblicato da su 28 aprile 2015 in Fuffosità, Scrittura

 

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Recensione: I Regni di Nashira 3 – Il Sacrificio (Parte I)

I regni di Nashira 3 – Il Sacrificio

Ciao bimbi belli, post-fiume perché voglio tornare a farmi del male con le produzioni made in Licia Troisi; e giacché la tipa, questa primavera, ci scodellerà Nashira 4, quale modo migliore per ingannare l’attesa che effettuare una dissezione completa del terzo numero della trilogia?

Il Sacrificio, serie de “I Regni di Nashira” è un tomo di quattrocento e passa pagine edito da Mondadori nell’autunno 2013, che riprende le vicende di Talitha e Saiph in quel di Talaria, terra lacerata dalla guerra civile e prossima all’annientamento causa misterioso cataclisma che, guarda un po’, soltanto loro due possono attivamente scongiurare….e io devo dire che sono curioso come un mormone alla sua prima notte di nozze di vedere se Talitha ha il pratino all’inglese o se è selvaggia se dopo l’1 (una zangolata sui cojones come pochi, e non ho ancora capito come mai l’hanno intitolato “il sogno di Talitha”: quale cazzo dovrebbe essere ‘sto sogno?) e il 2 (fuffosità ridanciana leggibile e dimenticabile) il capitolo numero 3 saprà regalarmi almeno una parvenza di emozione: mica mi aspetto chissà quale epifania, solo un minimo di coinvolgimento emotivo (come quando WordPress mi avvisa che ho salvato l’articolo: “Bozza salvata. Avanti così!” x.x). Sarò stato soddisfatto?

Dato che mi va di risparmiarvi l’ansia, e la tirata (sebbene divisa in due parti) sarà notevole, vi do subito la risposta: ovviamente NO, ma il perché e il percome li vedremo soltanto nella  tirata di cui sopra; per adesso tranciamo il nostro solito giudizio d.d I Regni di Nashira 3: Il Sacrificio è:

meh

…meh?

Esatto, non so decidermi, perché se è vero che il libro si fa leggere e coglie il suo obiettivo di intrattenimento (anche se, in molti casi, mi sento di dire che non lo fa nel modo in cui l’autrice si era proposta :D) lo è anche che si dimentica con la stessa facilità con cui si è letto, lasciando al Lettore un po’ più maturo del target di riferimento la sensazione amara dell’occasione sprecata, che oramai si trascina dal primo libro della covata. Nello specifico:

  • il ritmo di narrazione è veloce ma a volte affrettato;
  • i personaggi ci provano ad avere uno spessore, ma si arroccano sostanzialmente sulle posizioni del libro precedente  (eccetto Saiph, che già dall’inizio si capisce essere destinato ad alte vette di miticità – chi ha detto “Gary Stue”? xD) e spesso scivolano nel cliché;
  • lo stile è quello della Licissima da guerra, snello, comprensibile, senza farloccate e con una ridotta percentuale di cortocircuiti logici, ma ancora grondante fuffosità, in special modo nei combattimenti;
  • la trama è lineare e dopo la metà del libro diventa pericolosamente simile ad una sessione di ADnD (con tanto di main quest “alla ricerca dell’artefatto [inserire nome fuffoso qui]”) e genera un ridotto hype nel Lettore, che soltanto alla fine (come dirò tra un momento) si trova a domandarsi che cosa succederà dopo;
  • alcuni colpi di scena, che avrebbero potuto essere tali se sfruttati nel libro precedente (o addirittura nell’1) quando si verificano sono adesso talmente preannunciati e attesi che non stupiscono manco di striscio

In buona sostanza vale il discorso de “Le Spade dei Ribelli”: se siete tredicenni dall’emozione facile e la tempesta ormonale, qualcosina potrebbe darvi. Sicuramente è al di sopra delle vaccate à la Geronimo Stilton ed è pure meno stupido delle produzioni dei vari Clare, Jackson e Meyer. Se invece vi aspettate che la vicenda vi emozioni veramente, che i personaggi vi coinvolgano, che le situazioni narrate vi entrino nel cuore, io mi sento di consigliarvi i soliti Martin, Brooks, Pratchett, King ecc…o almeno Francesco Gungui, l’uomo dal cognome che sembra il gemito di morte di un cincillà e che fa rivoltare Dante nella tomba (ma la trilogia dei Canti delle Terre Divise l’ho letta con piacere e prima o poi la disseziono :P)…perché l’unica ventata di emozione che io ho provato, al di là dei sopraccigli sollevati, dei barriti che vorrebbero essere risate, e dei

masticazzichecazzoscriviunnaiancoraimparatomalimmortaaaaa…!

…l’unico anelito di emozione, di voglia di vedere cosa succede dopo, dicevo, ce l’abbiamo nel finale. E può bastare un finale sospeso a rendere bello un libro mediocre, che si accontenta di galleggiare (come – cit. – una nota sostanza anfibia comunemente detta merda) per tutta la sua durata, fra colpi di scena al sapore dell’ovvio, personaggi che si applicano ma non ce la fanno e fuffosità raccontate di draghi e fughe, cazzi e mazzi, mentecatti e sessantottini in ritardo, Evil Overlords™ schiumanti di rabbia (“TALITHA TI UCCIDERO’! TI UCCIDEROOOOOO!!!!!111) e spade mulinanti? xD

Al sgt. Hartman il libro non è proprio andato giù: Licia, hai sulla coscienza le duecento flessioni del soldato Palla di Lardo di ieri…

Che entrino i draghi di terra adesso, naturalmente rosso fuoco e giallo oro, che abbiamo ben 11.412 parole con cui fare i conti!

WARNING! SPOILER AHEAD!

WARNING! SPOILER AHEAD!

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Pubblicato da su 27 febbraio 2015 in Fuffosità, Recensioni

 

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Recensione: i Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli

I Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli

Il 29 Ottobre è uscito Nashira 3, in concomitanza con il Lucca Comics. Non sono ancora riuscito a metterci le grinfie sopra, in ogni caso lo attendevo, pure se non con il sacro zelo dei Licia-fèns più scatenati. Lo attendevo perché dal primo al secondo, come ribadirò più di una volta da qui in avanti, Licia è migliorata.

Ebbene si, l’evento impossibile profetizzato da tanto tempo si è finalmente avverato! *____* Lieto & gaio happyfaic come non mai, a suo tempo lo scrissi in un commento sul blog dell’autrice (accompagnato ad una critica su Nashira 1) ma non sono stato pubblicato: di certo per via di un qualche disguido alla connessione, in fondo tu, scrittore Italiano di fantasy più venduto al mondo, non puoi DAVVERO prendertela se io, ultimo cane fra i cani, ti dico che uno (uno? PfahahahahHAHAHAHAHAHAHAAaaaaaH!) dei tuoi libri è pieno di buchi di trama e corbellerie stilistiche – e perciò innescherebbe movimenti peristaltici anche in un missionario stitico – fintantoché do fondamento e motivazione alle mie critiche, GIUSTO cocchi della mamma? =)

In qualsiasi caso, passata la festa e campato lo santo, da qui in poi parliamo de I Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli e le chiacchiere stanno a zero.

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Pubblicato da su 17 novembre 2013 in Fuffosità, Recensioni

 

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Recensione: I Regni di Nashira 1- Il Sogno di Talitha

I regni di Nashira – Il sogno di Talitha

Dunque: tra breve deve uscire il terzo capitolo della saga di Nashira, ultimo parto creativo della “scrittrice fèntasy Italiana più venduta al mondo”: Licia Troisi, d’ora in avanti L. T.

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Pubblicato da su 3 ottobre 2013 in Fuffosità, Recensioni

 

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