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I lavori di Novembre

Novembre: migrano gli uccelli, seccano i piselli, si alza la nebbia e non si vede più un cazzo. Non per niente è il mese più odiato dalle femmine fertili. A parte questo, si tratta di un periodo di relativa calma per l’agricoltore, durante il quale le operazioni si concentrano sulla preparazione del terreno per la prossima stagione, e sulla semina in coltura protetta di varietà specifiche…

I LAVORI NELL’ORTO

Per prima cosa, è opportuno ripulire il terreno dalle piante della passata stagione, dopo aver atteso i ritardatari ed eventualmente aver raccolto i frutti per la maturazione forzata; l’operazione di vangatura invernale prevede di lavorare grossolanamente la terra mescolando alla medesima una buona quantità di letame maturo, che verrà disgregato durante l’inverno ridonando fertilità alla terra stanca, lasciando integre le zolle smosse: ci penseranno gli agenti atmosferici, pioggia e neve, a sminuzzarle a dovere! L’operazione dovrà essere, di norma, svolta in luna calante.

Per quanto riguarda la semina, in luna crescente è possibile seminare i piselli…ma solo se il clima della vostra regione è mite! In altro caso, meglio posticipare a fine Febbraio-inizio Marzo, ci siamo capiti? ;) Altra cosa per quanto riguarda la coltura protetta, semenzaio o serra: il ravanello rende bene d’inverno e se lo curate, e il clima accompagna, potrete gustare per Natale dei bulbi non grandissimi ma certamente saporiti *_*. In fase di luna calante la semina, sempre in coltura protetta, si orienterà verso lattuga, radicchio da taglio, rucola e valerianella. Anche il trapianto dell’aglio è un’attività che è possibile svolgere, indifferentemente dalla fase lunare; altre semine invece sono fortemente sconsigliate poiché, nella migliore delle ipotesi, il seme rimarrà quiescente sotto terra fino alla stagione successiva…col rischio di guastarsi per l’eccessiva umidità! Nella peggiore non otterrete invece nulla :).

Per quanto riguarda le altre cose; è bene, in Novembre come in tutti i mesi invernali, controllare la conservazione di patate, cipolle e zucche raccolte in primo autunno eliminando i frutti guasti. Possiamo anche adoperarci per l’imbianchimento delle insalate indivie seminate/trapiantate in Ottobre, legando le foglie fra loro o rincalzandole in modo che risultino più croccanti: avrete cura di farlo in giornate soleggiate ed asciutte, quando le foglie sono prive di umidità che porterebbe a marciumi del cuore.

Per finire, in questo mese potremo raccogliere coste e bietole da taglio, spinaci, cardi, cavoli e cavolfiori, finocchi autunnali, ed insalate varie (con un occhio di riguardo al radicchio rosso! *_*) proseguendo le operazioni iniziate in Ottobre.

I LAVORI NEL FRUTTETO

In Novembre è possibile mettere a dimora in piena terra le piante giovani di melo, pero, cotogno, lamponi, ribes e uva spina: volendo fare le cose come Cristo comanda, avremo cura di preparare il terreno e fare il buco (in gergo, lo scasso) già in Ottobre, quindi posizioneremo la pianta di fianco ad un tutore, in modo che il livello del terreno arrivi a filo del pane di terra, poi riempiremo con del terriccio adeguato e presseremo con cura il suolo, una volta coperta la buca, di modo che aderisca bene alle radici. Dovremo anche controllare i tutori messi negli anni precedenti e soprattutto le legature, che andranno allentate se a rischio di stenosi per la pianta!

Per agevolare le piante al passaggio indolore dell’inverno, dovremo ripulire il terreno dalle foglie cadute e dalle erbe infestanti, quindi ammendare con letame maturo ed eventualmente praticare una fasciatura del fusto con paglia (o altro materiale simile) stretta fra stracci o fogli di plastica strettamente legati; dell’operazione ne giovano soprattutto le piante giovani, e io mi sentirei di consigliarlo senza riserve per i frutteti a latitudini in cui il clima diviene inclemente durante i mesi più freddi…
Inoltre sarà opportuno, sempre in base alla latitudine, valutare se proteggere o meno le piante delicate, come i limoni o gli aranci, ricoverando in aree indoor  i vasi, o costruendo dei ripari intorno alle piante in campo.

Raccoglieremo i kiwi in questo periodo, acerbi, e li disporremo in cassette foderate di paglia perché maturino con calma nei mesi invernali, oltre ai cachi e alle mele cotogne (vale lo stesso discorso). Per chi ha la fortuna di possedere un uliveto, infine, Novembre è il mese in cui si inizia la raccolta delle olive.

LA CURA DELLE PIANTE

Una processionaria. Qualcuno la disegnerebbe così.

Una processionaria. Qualcuno la disegnerebbe così.

Di buono l’inverno porta che i parassiti, i fitofagi e le bestiacce in genere vanno in letargo…ma lo scontro è soltanto rimandato alla primavera successiva! Dovremo inoltre prestare parecchia attenzione alle processionarie, larve pelose che scelgono i mesi invernali per colonizzare le piante e quelli primaverili per svegliarsi, crescere e mutare in farfalle: possono defogliare una pianta da frutto in un tempo minore di quello che impiegate voi a fare lo stesso con la topa della vostra femmina, quindi occhio :P possiamo identificare i bozzoli di processionaria come sacche biancastre fra i rami, che dovremo asportare prima di trattare l’intera pianta con preparati insetticidi specifici (tanto per essere sicuri).

Altro flagello che non conosce stagioni: la cocciniglia, che d’inverno prolifera sotto le foglie dei limoni al riparo; per questo è consigliabile disinfettarli il più possibile prima di metterli al chiuso, e poi di controllarli periodicamente. L’utilizzo di insetticidi a base di piretro può aiutare, se volete un approccio più bio, dato che il ritrovato, oltre che essere di origine naturale, è anche a bassa carenza.

Per quanto riguarda le colture orticole, uno dei pericoli principali è rappresentato dal marciume, causato dalle infiltrazioni di umidità e dalla condensa che si forma sotto i tunnel e nelle serre; a questo si abbinano varie ed eventuali malattie fungine, come l’oidio (specie su finocchi, zucchini, insalate e verdure a foglia verde), la fumaggine, l’occhio di pavone e la botrite, contro cui difesa assoluta non esiste, ma soltanto cure di contenimento: vale sempre la regola di estirpare le piante particolarmente compromesse.

Anche gli attacchi dei minatori fogliari, per le vostre verdure a foglia verde in serra, sono un pericolo costante, che combatterete col piretro o insetticidi blandi per non avvelenarvi da soli (si tratta comunque più di seccature che altro, perché le foglie rovinate vengono facilmente scartate; dovete preoccuparvi soltanto in caso di infestazioni estese che pregiudichino la resa di intere piantagioni).

Un attacco di minatori fogliari si riconosce molto facilmente: cercate queste tracce a forma di spezzata sulla pagina superiore delle foglie, e se le trovate iniziate pure a preoccuparvi…

 

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