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I lavori di Maggio

A Maggio la primavera è piena, gli ormoni si risvegliano e il desiderio di accoppiamento per noi animali umani è elevato: e come dico sempre ai miei studenti, perché reprimere ciò che la Natura ci comanda? Trovatevi una femmina e dateci dentro con le dovute precauzioni, per la soddisfazione reciproca…e tra una pausa e l’altra pensate anche a lavorare un po’ all’aperto, che è piacevole e necessario perché le cose da fare, in questo mese di anticipazione dell’estate, sono davvero molte.

I LAVORI NELL’ORTO

In Maggio possiamo seminare (o mettere a dimora in pieno campo), in luna crescente, le cucurbitacee e le solanacee: angurie e meloni – alle latitudini che lo consentono – oltre a cetrioli e cetriolini, zucche e zucchine (in quest’ultimo caso possiamo già avere le prime raccolte, se siamo stati abbastanza svegli da mettere a dimora in Aprile) e, naturalmente, melanzane, pomodori e peperoni. Anche le verdure a foglia verde, come cardi e bietole da taglio, carote, fagioli e fagiolini iniziano a trovare un clima ideale: se siamo stati previdenti, di nuovo, vedremo i primi frutti che iniziano ad allegare sulle piante già dimoranti da Aprile,altrimenti dovremo attendere Giugno con le mazzate dei primi veri caldi per l’esplosione della nostra produzione. Anche le erbe aromatiche, come basilico e prezzemolo, possono venire trapiantate con profitto, insieme all’insalata estiva (indivia riccia, scarola). Possiamo anche valutare di mettere giù qualche cavolo cappuccio estivo, se vogliamo, ma io attenderei Luglio per pensare alla produzione autunnale.
In fase di luna calante ci preoccuperemo invece di seminare radicchio, lattuga e pan di zucchero, pori e sedani, e mettere a dimora, se lo desideriamo, ancora qualche bietola da coste.

  • sarebbe opportuno che effettuaste i trapianti su teli di pacciamatura, che hanno il duplice scopo di proteggere il terreno dallo sviluppo incontrollato delle infestanti (vedi seguito) e conservare meglio la sua umidità; senon avete mai provato questa tecnica, potete leggere qualcosa qui e valutare di fare una sperimentzione su piccola scala, eprchè no? ;)

Per quanto riguarda la raccolta invece, come accennato poco sopra, dipende da quanto ci siamo portati avanti nei mesi precedenti, e quanto il clima ci ha assecondati: asparagi, bietole, carote, piselli, spinaci e zucchine sono tutte verdure di cui potreste avere disponibilità, e che è bene raccogliere giornalmente per evitare montate e indurimenti. Potreste pure già avere dei pomodori, se avete messo delle cultivar precoci in serra riscaldata, ma non saranno certo come quelli di Luglio ;).

Nel capitolo cure colturali mettiamo prima di tutto la cimatura di meloni e angurie, che è opportuna come quella delle zucche (a cui vi rimando nell’articolo). Allo stesso modo la sfemminatura dei pomodori non potrà attendere, ed è bene che vi dedichiate ad essa con calma ma senza aspettare l’ultimo momento: prima levate i getti ascellari e meno energie la pianta disperderà inutilmente (anche qui c’è un articolo che fa al caso vostro).

Un lavoro ingrato che peròci tocca...

Un lavoro ingrato che peròci tocca…

Anche il rincalzo delle colture già a dimora di finocchi, ravanelli, ma anche melanzane, peperoni, piselli e gli onnipresenti pomodori, è un’operazione di cui non dobbiamo dimenticarci (sia per l’imbianchimento delle radici carnose, sia per il sostegno dei fusti) insieme alle irrigazioni che si faranno giocoforza più serrate a causa dell’aumento delle temperature; a questo proposito, vi ricordate che cosa vi dissi nell’articolo? ;)

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Infine, così come le piante benefiche iniziano una vegetativa esplosiva, allo stesso modo da Maggio in avanti è il trionfo delle erbe infestanti :S io dico subito che sconsiglio di usare diserbanti chimici, se lo fate e vi viene un canchero, ve lo siete cercato e ben vi sta d.d l’estirpazione manuale è la strada più sicura, è massacrante, ma non comporta rischi per la vostra salute o quella delle piante (se non usate il MATER-B la scelta è obbligata); anche la sarchiatura superficiale del terreno, come spiegato nell’articolo sulla semina e gestione delle colture, è necessaria per mantenere la terra ossigenata e rompere le croste che si formeranno nei canaletti d’irrigazione (nei quali sarà conveniente spargere concime in pellets una volta ogni tanto per reintegrare i nutrimenti persi…ma occhio all’over di N!)…naturalmente con attenzione: non vogliamo certo guastare le radici, giusto? ;)

I LAVORI NEL FRUTTETO

Anche nel nostro frutteto dovremo prestare particolare attenzione all’irrigazione, se la piovosità è scarsa e le temperature elevate, specie nel caso di piante messe a dimora di recente. Naturalmente sappiamo che dovremo irrigare NON col sole a picco, ci siamo capiti capre? :P Anche le lavorazioni del terreno sono utili, ricordandoci di rasare l’erba ogni 3 settimane fra una pianta e l’altra (non so voi ma io adoro il pratino rasato, sia nel frutteto che nella femmina d.d) oppure, se abbiamo scelto di tenere diserbato, ripuntarela superficieper rompere la crosta che si formerà fisiologicamente fra i filari di piante.

Maggio è anche un mese che si presta bene agli innesti: potremo praticare l’innesto a corona su melo e cotogno, avendo cura di proteggere le marze dai venti e dai temporali legandole saldamente con tessuto di rafia e valutando se proteggere con stracci o mastice apposito (che io comunque non ho mai usato). Su castagni e ulivi, in Maggio, è inoltre possibile praticare l’innesto a cella prediligendo marze di un anno…

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Possiamo infine mettere a dimora, in un angolo del nostro frutteto, piante di lampone e mirtillo, tenendo però presente che i merli e gli altri uccellacci dannosi non aspettano altro che fruttifichino: io ho risolto, oltre che sparando a vista ai detti uccellacci, creando coperture di telo antingrandine sulle piante. Echeccazzo! :P

Sempre rimanendo in tema, a fine mese avremo le prime raccolte di limoni e ciliegie (occhio a queste ultime,dopo il 21 Giugno i frutti diventano verminosi!), ma prima di arrivare a tanto, dovremo preoccuparci di effettuare le dovute potature, con lo scopo di sfoltire i rametti collaterali, e il diradamento dei frutticini, in particolare su rosacee e drupacee, quando gli elementi hanno le dimensioni di una bacca.

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In assenza di diradamento rischieremmo una riduzione della grandezza dei frutti, un ritardo nella maturazione (perché la pianta disperde energie!) e di conseguenza un peggioramento della qualità dei frutti finali. Elimineremo, come è ovvio, soltanto i frutticini danneggiati da grandine o uccelli, o malformati. Adoro la selezione naturale :[.

LA CURA DELLE PIANTE

Abbiamo già detto che le erbe infestanti cercano di conquistarci con l’avvento dei primi caldi; allo stesso modo le malattie fungine e parassitarie diventno una vera calamità, perché gli organismi si risvegliano e noi dobbiamo esserepronti a trattarli…

La cocciniglia è la vera maledizione di questo periodo: attacchiamoli a vista con ritrovati vegetali (macerati vari, piretro, neem) o di sintesi (l’olio bianco) perché possiamo soltanto tenerle sotto controllo, quasi mai eliminarle definitivamente da una pianta…

Agiremo in modi differenti se l’infestazione si presenta sul fusto o sulle foglie: nel primo caso dovremo far penetrare il principio attivo con spazzole morbide, nel secondo ci avvarremo di spruzzatori, stracci o spazzolini (non dimenticate i guanti e le eventuali mascherine) per cercare di contenere i danni. Anche gli afidi (volgarmente detti pidocchi) tendono a diventare delle preoccupazioni in questo periodo…

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Un’altra malattia frequente, di questi tempi, è l’oidio (mal bianco), che si manifesta come una muffa bianca e feltrosa  che si manifesta su foglie, steli e boccioli di piante come rose, zucche, zucchini, meloni e varie ornamentali, fra cui gerani e anemoni. Si può lottare contro l’oidio mediante i fungicidi adampio spettro in commercio, o preparando soluzioni di zolfo e/o verderame. L’idea sarebbe quella di prevenire il più possibile, comunque, evitando irrigazioni a pioggia (o troppo frequenti) ed eccessi d’azoto in concimazione. Ma tanto la malattia verrà, e possiamo solo sperare che colpisca, più avanti, piante già avviate alla fine del loro ciclo vitale.

 

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