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I lavori di Giugno

Siamo a Giugno, ormai l’estate è alle porte e la natura è inondata di profumi e colori. Dall’andamento climatico dipenderanno le dimensioni degli ortaggi e dei fiori, ma, per una buona riouscita delle coltivazioni, la vostra presenza dovrà essere assidua e costante: tradotto in parole semplici, mica pensavate di andarvene in vacanza eh? =)

I LAVORI NELL’ORTO

Dopo le fatiche dei mesi passati, ecco che iniziamo ad avere le prime raccolte: aglio, basilico, prezzemolo, bietole da coste, carote (precoci), cipolle, finocchi estivi, lattughe varie e piselli, per i quali termineremo le ultime mietiture entro la prima decade del mese, dopodiché li toglieremo e avremo cura di riutilizzare fusti e foglie nel compost (dopo averle adeguatamente sminuzzate!). Potremmo anche avere, in coltura protetta, le prime melanzane, peperoni e pomodori, mentre dovremo attendere la seconda metà del mese, se siamo a latitudini compiacenti, per avere dalla nostra i meloni e le angurie.

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Se desideriamo avere una buona produzione anche nella seconda parte dell’estate – e durante l’inverno – sarà ugualmente nostra cura procedere alle semine: rigorosamente in luna crescente potremo seminare a dimora all’aperto, cardi, fagioli e fagiolini rampicanti, bietole da orto, carote e zucchini (per averli tra la fine di Agosto e l’inizio di Settembre), e dedicarci al trapianto dei virgulti messi a germinare in Aprile e Maggio per ottenere nuove linee di pomodori tardivi, cavoli cappuccio estivi-autunnali, porri, lattughe e indivie. Questo è anche un buon periodo se vogliamo anticipare la messa in opera di una coltivazione di fragole (pure se io aspetto sempre Settembre/Ottobre) raccogliendo gli stoloni e interrandoli, come vi ho già spiegato.
In luna calante invece potremo dedicarci alla semina, in semenzaio all’aperto, delle varietà autunnali/invernali medio-precoci dei cavoli cappucci, dei finocchi e delle bietole da orto, oltre al trapianto dei porri seminati con previdenza ad Aprile-Maggio.

  • qualunque ortaggio si stia seminando, è opportuno che il semenzaio all’aperto sia in posizione semiombreggiata, per evitare che il sole spietato ci cuocia i semi nei vasi X.x possiamo procurarci al proposito dei teli oscuranti, che dovremo mantenere in posizione per l’intera vita dei nsotri virgulti, fino al trapianto.

Con l’arrivo dei caldi è anche possibile pensare alla propagazione per talea di salvia e rosmarino, e attendere che le piante officinali – timo, maggiorana, menta, melissa, lavanda, origano, dragoncello – siano belle esplose e profumate per raccoglierle e conservarle ;).

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Risulta anche utile pensare alla pacciamatura del terreno, se già non l’avete fatto, per controllare le infestanti ed evitare la disidratazione troppo marcata del terreno: io consiglio sempre di usare il MATER-B, perché pacciamare con metodi naturali su estensioni importanti è un lavoro laborioso e da ripetere, giacché vento e pioggia faranno il loro per disperdere la copertura. Anche il tutoraggio delle colture è operazione che va effettuata di continuo per seguire le piante nella loro vegetativa ed evitare che ci scappino di mano: dovremo continuare la sfemminatura dei pomodori, ricordarci di cimare le zucche e i meloni due foglie sopra il frutto allegato, e passare in rivista con pali e picchetti tutto ciò che necessita di sostegno in una crescita che si farà per forza di cose vertiginosa. Ma tanto sapete già tutto, in qualsiasi caso qui c’è il solito articolo ;).

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I LAVORI NEL FRUTTETO

Anche qui, la raccolta dei frutti è la prima operazione importante che potremo iniziare ad effettuare in Giugno: inizieremo con le fragole – nel caso avessimo le cultivar rifiorenti prolungheremo la faccenda fino a fine Luglio – per prose3guire con ciliegie e le varietà precoci di pesche, albicocche e susine…

  • nel caso delle fragole, ci muoveremo nelle ore della mattinata, più fresche, tirando via i frutti di un bel colore rosso acceso con calice e picciolo annessi in modo da evitare marciumi della pianta e del frutto stesso…
  • …mentre nel caso delle nostre amate drupacee ci affideremo al profumo e alla consistenza del frutto, più che al semplice colore, che può trarre in inganno e indurci a prendere frutti ancora asprigni: solo quando la polpa è lievemente cedevole, e fiutando col naso sulla buccia si sente un buon profumo di frutto, potremo dire che la faccenda è pronta!

I frutti così raccolti potranno essere conservati in frigorifero per qualche giorno, o trasformati in marmellata, o conservati sotto spirito.

Sempre nel caso delle drupacee, e della vita, potremo proseguire le operazioni di potatura verde e di diradamento dei frutticini, e nello specifico dell’uva potremo praticare la cimatura dei germogli che consiste nel rimuovere i germogli dal ramo che porta il grappolo (così da non disperdere energie per produzioni inutili di verde).

L’ultima operazione importante è quella della creazione dell’invaso attorno alle piante da frutto dimoranti, il cosiddetto sòt, che permetterà all’acqua di irrigazione di non disperdersi, agevolando eventualmente la somministrazione di concime…che risulterà essere “a portata di radice” (ma sempre occhio a non esagerare!); creeremo l’invaso sarchiando superficialmente il terreno, rimuovendo eventuali zolle d’erba, e allargando un solco circolare tutto intorno al fusto, con l’accorgimento di non andare a offendere le radici stesse o il colletto della pianta…!

LA CURA DELLE PIANTE

D’estate la vita si risveglia, e pure le bestiacce…

Il grillotalpa è uno dei big killers del momento: grosso insetto che vive sotto la superficie del terreno, è segnalato dalla presenza di piccoli mucchietti di materiale triturato (da non confondersi con l’humus – cioè la caccona – dei vermi) ed ha come unico scopo nella vita quello di rodere le radici e il colletto delle piante (più sono giovani e più sono grossi i danni) causandone molto spesso la morte per decapitazione, nel caso dei virgulti più teneri. Si muove allo scoperto solo di notte e si combatte con esche avvelenate: il consiglio è, se vedete piante che da un giorno all’altro iniziano ad abbassare le foglie e poi a seccare, prima di tutto estirpatele e poi passate alla controffensiva coi prodotti specifici in commercio.

Certo che il grillotalpa è proprio brutto…

Anche la dorifora è una peste di questi tempi: la troviamo localizzata sulle solanacee (patate, melanzane, peperoni e pomodori) come un insetto delle dimensioni di un polpastrello, di forma rotonda, dipinto a strisce longitudinali nere su un carapace giallo (nelle larve è rosso scuro e morbido) che si nutre delle foglie; può causare, in caso di infestazioni estese, anche una distruzione completa degli apparati aerei, e voi potete combatterlo con l’uso di antigrittogamici industriali o con il caro vecchio piretro, che ha una carenza più bassa. Oltre naturalmente all’eliminazione manuale degli esemplari, come faceva mia nonna (ho gli incubi d’infanzia, di vederla aggirarsi cone una strega con le mani impiastrate dei residui delle bestioline spappolate :SSS).

…ma anche la dorifora non scherza per niente!

Per finire, la cavolaia farà in modo di rendervi antipatiche all’istante tutte le farfalle di questo mondo: trattasi di un lepidottero dalle ali bianche puntinate di nero, che depone le uova all’interno delle brassicacee (i cavoli) di modo che, quando si schiudono, le larve possano rodervelo dall’interno (e riempirvelo di cacche nere che di sicuro non aumentano la palatabilità dell’ortaggio d.d). Io consiglio sempre di coprire i cavoli con una rete antigrandine in modo da tenerle lotnane, ma dato che tendono a ifnilarsi comunque, potete farle fuori con l’uso di anticrittogamici, piretrina o macerati di tanaceto.

Pure la cavolaia, che qui sembra tenera & coccolosa, in realtà è proprio una gran troia :S

 

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