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I lavori di Febbraio

Febbraio è il mese in cui la Natura si avvia al risveglio: le giornate iniziano ad allungarsi e il sole prende a spuntare più frequentemente, anche se le temperature (specie di notte) rimangono rigide; vediamo i primi crocus e i bucaneve negli alberi, e le gemme iniziano ad apparire sui rami delle piante da frutto. Tempo di iniziare a darsi da fare

POTATURE TARDO-INVERNALI

Il mese di Febbraio è particolarmente indicato per i lavori di potatura delle piante da frutto: noi li facciamo dalla settimana di San Valentino alla fine del mese per una mera questione di abitudine, mentre altri iniziano già dai primi giorni. Le prime piante ad essere potate sono i meli, i peri e i cotogni (le cosiddette rosacee); seguiranno le appartenenti alla famiglia delle drupacee, vale a dire i peschi, i susini, gli albicocchi e i ciliegi, per finire con le actinidie ( i kiwi) e le viti. Diamo alcune linee-guida nel seguito…

Per prima cosa, nel potare bisogna rispettare la forma naturale della pianta, dunque accantoniamo gli stili di potatura più arditi (che talvolta sovvertono questa forma naturale) fino a quando non saremo più esperti; dovremo dunque ragionare seguendo due criteri generali:

  1. la parte interna di ogni albero necessita di aria e di luce: dobbiamo potare nell’ottica di migliorare la circolazione di questi due elementi nella chioma, in ogni sua parte.
  2. ogni albero ha bisogno di una “impalcatura” che ne diriga lo sviluppo: pertanto, prima di partire in quarta individuiamo quei due-tre rami portanti, diciamo così, della nostra pianta, che a partire dal tronco si diramano e costituiscono l’ossatura della pianta stessa.

Detto questo, l’idea è di potare in modo simmetrico e armonico il nostro albero, facendo in modo che si articoli il più possibile su due parti simmetriche; nell’ordine regoleremo:

  • i rami secchi, i rami rotti e i rami deboli
  • i rami orientati verso l’interno della chioma
  • i rami alti, che possiamo addirittura fare fuori senza troppi patemi d’animo (perché tanto non li raggiungeremmo mai, a meno di avere a disposizione un carrello elevatore come quello con cui Talitha affronta il Mostro di Ghiaccio Tanto cattivo in Nashira 2)

I tagli vanno sempre effettuati sopra alle gemme, mai a metà dei rami, ma sempre vicino alla biforcazione con altri; ecco alcune immagini prese dal sito inorto.org, che mostrano come effettuarli all’atto pratico:

Taglio perpendicolare al ramo

Le potature vanno per prima cosa effettuate in modo perpendicolare alla superficie del ramo stesso, con cesoie affilate (in modo da ottenere un taglio netto) e cercando di ridurre al minimo il moncone sporgente; inoltre evitiamo di metterci nella situazione in cui, tagliando un ramo grosso (con l’aiuto della sega) questo cede sotto il suo stesso peso prima che il taglio sia completato strappandosi malamente: ciò ferisce la pianta e non va bene. Evitiamolo compiendo un primo taglio dal basso verso l’alto, a metà del ramo, fermandoci prima di trapassare tutto il legno; il secondo taglio avverrà dall’alto verso il basso, a monte del primo taglio, recidendo tutto il ramo questa volta.Il terzo taglio finale regola il moncone a filo del tronco.

Altra immagine esplicativa (larapedia.com):

La riga rossa evidenzia la linea corretta di taglio

L’uso del mastice cicatrizzante aiuta la pianta a riprendersi dal trauma del taglio.

Accanto a questi consigli di carattere generale, possiamo citare con l’aiuto di immagini alcune tecniche di potatura prese direttamente dall’almanacco “Nuovo calendario lunare delle semine e dei raccolti”; si parla di forme, vedasi al proposito la tabella seguente che relaziona coi tipi di pianta:

VARIETÀ FORMA
Rosacee Forma libera, a piramide, a vaso, a palmetta regolare e irregolare
Drupacee Forma a vaso, a palmetta irregolare, a fusetto

Mettiamo qualche scansione esplicativa: le immagini evidenziano le linee-guida per realizzare il taglio, su piante di varie forme standard di cui sono rappresentate tre fasi ideali di accrescimento(l’ultima a destra è la pianta ormai adulta): vengono mostrati in linea di principio quali rami tagliare, a che altezza effettuare il taglio e quanto andarci giù pesante; la difficoltà del tutto sta nell’individuare l’ossatura della pianta stessa, o quantomeno l’asse di simmetria rispetto al quale organizzare la potatura sui due lati ideali della chioma!

potature1

Forme a palmetta irregolare e a fusetto

potature2

Forme libere (notare nel primo caso il cropping dell’albero, presumibilmente a 6 mesi di vita, e l’eliminazione dei getti basali)

potature3

Forme obbligate (a palmetta)

Per potare, noi ci affidiamo ai fusetti o alle palmette irregolari; alcuni non ragionano nemmeno in questi termini, ma parlano più genericamente di spuntature, speronature e diradamenti per indicare operazioni ti acconciatura estensiva della pianta: è un scelta di termini, il risultato alla fin fine è sempre quello (immagini, fonte: larapedia.com)

La spuntatura è l’operazione con cui si asporta meno della metà di un ramo, nella parte mediana della pianta, per limitare l’accrescimento della pianta stessa e fortificare lo sviluppo di nuove gemme. Serve a calmare gli animi delle piante giovani.

Spuntatura

 

 

 La speronatura è invece il taglio dei rami alla base, che comporta dunque l’asportazione di grandi quantità di legno e una riduzione del numero di gemme; meno produzione, quindi, ma maggiore qualità!

Speronatura

La speronatura favorisce, come effetto collaterale di essa stessa, lo sviluppo di branche rigogliose e forti che nasceranno là dove il ramo vecchio è stato regolato, e la formazione di grappoli di gemme. Se applicata a soggetti anziani, purché in buona salute, può portare a un rinvigorimento generale della pianta…il viagra del nonno! xD

Particolare di taglio in speronatura: notare come venga effettuato sulla biforcazione…!

Il diradamento rappresenta, per finire, l’asportazione pressoché totale delle branche, tagliando in prossimità della biforcazione; contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si uccide la pianta così facendo, ma la si avvia alla formazione di una chioma equilibrata, con una buona resa produttiva!

  • Il diradamento non è da confondersi con la capitozzatura, che prevede l’asportazione totale della chioma, tagliando al livello dei rami portanti (citati in precedenza) della pianta; la capitozzatura si applica soltanto ai soggetti disperati, come extrema ratio prima dell’abbattimento per cercare di rinvigorirli.

La capitozzatura X.x

…come al solito, l’esperienza è la migliore insegnante; se decidete sul serio di mettervi a potare, vi consiglio in ogni caso di avvalervi sia di un buon manuale, sia dell’aiuto di qualcuno già esperto, così da imparare “sul campo” l’arte. Questi ritocchi in ogni caso vanno effettuati rigorosamente in luna calante.

I LAVORI NELL’ORTO

A Febbraio, per quanto riguarda il nostro amato orto, valgono le considerazioni espresse per il mese di Gennaio: non aspettiamoci grandi cose, perché il tempo è ancora largamente inclemente!
Possiamo continuare a preparare la terra, nelle giornate miti, vangandola in superficie per far penetrare l’ammendante (ma se non ne abbiamo voglia, possiamo rimandare la procedura al mese di Marzo appena prima delle semine: non cambia praticamente nulla!) e rimuovendo al contempo le erbe e radici infestanti; possiamo inoltre iniziare a far prendere un po’ d’aria libera alle colture dormienti dell’anno precedente, se ne abbiamo, e ai semenzai, aprendo coperture e tunnel durante le poche ore di sole (ma ricordiamoci di chiudere alla sera, sennò l’indomani ci ritroviamo con l’orto pieno di poltiglia X.x).

Gli almanacchi consigliano di iniziare a preparare la semina delle patate, che di norma ha luogo nella seconda metà di Marzo in una finestra comunque ampia fino a Pasqua (nella prima metà di detto mese mettiamo giù le varietà “del burro”; di cui vi parlerò in uno dei prossimi aggiornamenti dall’orto), applicando la pregermogliatura in cassette piene di sabbia dei tuberi acquistati presso i consorzi agrari. Talvolta l’abbiamo fatto, constatando che le rese rimanevano sempre pressoché invariate.

Varietà che è possibile seminare in questa fase comprendono, in fase di luna crescente, le erbe aromatiche (basilico, prezzemolo), le melanzane, i peperoni, gli zucchini e i pomodori nei semenzai/vivai riscaldati…ma solo se il clima lo permette: non lo farei nelle regioni del Nord, per queste verdure attenderei la prima decade di Marzo come minimo! All’aperto – sempre compatibilmente col clima – possiamo valutare la messa a dimora delle bietole, carote, piselli, ravanello, cipolle da semenzaio e rucola.

  • a tal proposito consiglierei di creare quantomeno un tunnel protettivo sulle linee di coltura x.X come detto, comunque, io per mettere giù queste cose aspetto Marzo e inizio dai piselli, la prima verdura in assoluto a rientrare nella nuova stagione nel mio orto.

In luna calante,invece, valuteremo se seminare in vivaio o semenzaio i sedani e l’indivia, e all’aperto i cavoli cappuccio primaverili (questi si, non temono il freddo!), cipolle bionde e rosse,, lattuga a cappuccio. Il mese è anche opportuno per il radicchio da taglio, lo spinacio e la bietola da coste di cui abbiamo parlato nell’articolo sulle verdure a foglia verde, sempre e comunque con un minimo di protezione però (leggi: in serra).

 

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