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I lavori di Dicembre

Dai…davvero volete fare qualcosa nell’orto, a Dicembre? =) con tutto il cibo calorico e le sostanze sospette di vostra preferita preferenza da assumere nel quieto ozio delle interminabili giornate invernali?

…contenti voi d.d anche se, devo dirvelo, io un po’ di astinenza da semina ce l’ho, e ho già messo giù un semenzaio di ravanelli per la prossima primavera :P ma andiamo con ordine…

Non riesco a stare lontano dalla semina almeno quanto non riesco a privarmi del sesso per più di una settimana. Comunque, sono ravanelli...

Non riesco a stare lontano dalla semina almeno quanto non riesco a privarmi del sesso per più di una settimana. Comunque, sono ravanelli…

I LAVORI NELL’ORTO

Nell’orto, le operazioni da compiere, se proprio non vogliamo stare con le mani in mano, si rivolgono in buona sostanza alla preparazione del terreno per la prossima stagione e alla semina in coltura protetta di ravanello, lattuga e radicchio da taglio (luna crescente). Potrebbe anche essere possibile ultimare le raccolte degli ortaggi rimasti: parliamo di cardi, cavoli e cavolfiori, lattughe, cicorie e valeriana.

Capitolo a parte è quello riguardante l’operazione di cosiddetta forzatura della cicoria di Bruxelles e del radicchio rosso sviluppati nei mesi di Ottobre e Novembre, rigorosamente in luna calante, allo scopo di aiutare le varietà a sviluppare i pregiati cespi a fuso e le croccanti venature bianche

Il radicchio rosso (Trevigiano o Veronese Lungo) è un’insalata amara dalle proprietà diuretiche e digestive, pochissime calorie, ed elevato contenuto di calcio, potassio e fosforo.

L’operazione di forzatura, che risale al 1860 e fu sviluppata in origine dall’agronomia Belga, prevede di togliere i cespi dalla terra avendo cura di non rovinare (troppo) le radici, quindi di lasciare i cespi all’aria aperta (posto che non vi sia pericolo di gelate!) per 4-5 giorni; quindi si eliminano le foglie verdi sopra il colletto e si spuntano le radici, rimettendo quindi a dimora le pianticelle in una coltura protetta con substrato in prevalenza sabbioso (va benissimo un cassone di legno pieno di sabbia da fiume) e insabbiate fino al colletto. La coltura va quindi oscurata e mantenuta al di sopra dei 5°, in modo che la pianta reagisca agli stress che le abbiamo causato e generi nuove foglie, bianche e carnose. La temperatura della coltura, rimarcano alcuni, dovrà essere alzata fino ai 17° e, qualora utilizzassimo un elemento spostabile, la stessa dovrà essere aerata ogni settimana.

L’ultima operazione che il bravo coltivatore dovrà svolgere prima della meritata pausa invernale riguarda la pulizia degli attrezzi, i quali dovranno essere scrostati dalla terra rimasta attaccata con l’aiuto di una spazzola di ferro o un raschietto. Possiamo cogliere l’occasione anche per rifare il filo ai nostri utensili mediante una lima o una mola. Completata l’operazione, le aprti metalliche possono essere trattate con l’antiruggine oppure spennellate di gasolio e poi messe a macerare in un bacile con olio motore esausto e sabbia.
Anche i manici degli utensili andranno controllati: bisognerà sostituire gli elementi danneggiati senza pensarci due volte, in modo da garantire un utilizzo il può possibile efficiente e, soprattutto, sicuro (non volete che il manico vi si spezzi proprio mentre lo affondate, vero? Magari vicino al motocoltivatore cin le lame che girano, vero? :) ).

Quando i nostri strumenti sono stati adeguatamente controllati, dovremo riporli in bell’ordine in una rastrelliera, o affastellarli dentro una cassa, in un luogo il più possibile asciutto. Anche per quanto riguarda i tutori lignei, se ne siamo utilizzatori, possiamo adottare semplici precauzioni di ripulitura e riappuntitura, oltre alla sostituzione integrale degli elementi marci e alla disinfezione e fortificazione di quelli ancora servibili tramite un bagno in una soluzione a base di solfato di rame.

I LAVORI NEL FRUTTETO

Per quanto riguarda il frutteto, o giardino in genere, per prima cosa dovremo controllare i rami, eliminando quelli rotti e puntellando quelli più sottili, per evitare che eventuali accumuli di neve li schiantino. Le piante messe a dimora in primavera, che con ogni probabilità non avranno ancora radici profonde, dovranno essere sostenute con tutori conficcati nel terreno.

Subito dopo avremo cura di proteggere le piante dalle gelate distendendo una pacciamatura di foglie o paglia alla base del tronco; se il clima è particoalrmente freddo possiamo creare una intercapedine di materiale intorno alla parte iniziale del fusto, che terremo ferma con un telo di nylon e delle corde.

  • attenzione a usare solo elementi asciutti in questa fase, sennò fate marcire la pianta!

Risulta anche una pensata valida avvolgere la chioma, in tutto o in parte, con del tessuto-non-tessuto; dovremo inoltre ritirare i vasi amovibili in ricoveri adatti, o, se si tratta di elementi troppo grossi per essere spostati, procedere alla pacciamatura e all’incappucciamento appena descritti.

Questo kiwi, a cui ho rimboccato personalmente le coperte, supererà facilmente i rigori dell'inverno dentro il suo sacco a pelo di foglie e paglia ^____^

Questo kiwi, a cui ho rimboccato personalmente le coperte, supererà facilmente i rigori dell’inverno dentro il suo sacco a pelo di foglie e paglia ^____^

Per ciò che concerne i trattamenti, pur essendo l’invero un periodo di scarsa attività patogena, molti dei parassiti che provocano malattie da fungo vanno in letargo all’interno degli interstizi del tronco; è quindi un’idea saggia effettuare dei trattamenti a base di ossicloruro di rame (preferibile alla poltiglia bordolese, in quanto più efficace ed a carenza più alta) alle nostre piante da frutto, ma solo e soltanto quando hanno perso tutte le foglie! Sceglieremo allo scopo una giornata soleggiata, non troppo fredda, e procederemo a trattare a partire dalla tarda mattinata: l’ossicloruro di rame avrà l’effetto di “sterilizzare” il tronco dai brutti ospiti, garantendoci così una primavera, se non libera da patogeni, almeno a infestazioni ridotte!

 

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