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L’ultima alba – quando non puoi smettere a metà, perché le cose importanti vanno concluse…

16 Giu

In questi giorni sto riprendendo in mano la scrittura, non perché mi senta particolarmente in animo di scrivere, tutt’altro…semplicemente perché non so che altro fare, col tempo piovoso che c’è. E naturalmente perché la scrittura è una delle poche soddisfazioni che mi sono rimaste.

Il WIP che vi offro rappresenta un altro tassello nel mondo della Torre Bianca, e come “Didimo” si colloca dopo la (ipotetica) conclusione della guerra civile che ha devastato il mondo di Chase Bowman, condotta ad opera di un signore della guerra corrotto dalle macchine degli Antichi, inscatolato dentro una corazza senziente (avete presente la nanosuit di Crysis? Ecco, più cattiva ancora =) e istigato dall’uomo in nero, che si fa chiamare “il Magnifico” e ha come unico obiettivo quello di trasformare ogni uomo, donna o bambino sulla faccia del mondo in un ibrido cyborg (pensate agli Strogg di Quake IV e avrete un buon quadro della situazione). Basta comunque con lo spoiler, trovate la faccenda qui (o nella pagina dei racconti) e come sempre potete dirmi se vi piace, o fregarvene e basta. Alla prossima!

Dawn, come mi immagino che sia (art su robersammeling.com): una bellezza androgina incapace di provare emozioni, nonché infallibile pistolera, telepate, e compagna di Chase sulla via per la Torre…

 
4 commenti

Pubblicato da su 16 giugno 2015 in Racconti, Scrittura

 

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4 risposte a “L’ultima alba – quando non puoi smettere a metà, perché le cose importanti vanno concluse…

  1. gianni

    20 giugno 2015 at 09:09

    Qualche lettore con più esperienza o qualche recensore più tagliente avrebbe obiettato su questo passaggio
    “Perché te la ridi?”. La voce dell’uomo, più anziano di lui d’una ventina
    abbondante di primavere, era ruvida e allegra.”
    Perché quante primavere sono? Venti, ventidue? Diciannove? :)
    Per quanto riguarda me invece, rende il tuo modo di scrivere adorabile!!! E nel caso specifico, fa capire esattamente (questa volta esattamente) che attorno a quel fuoco, forse nemmeno gli stessi cowboys sanno loro quanti anni hanno.
    Ps.: tutti vorremmo affrontare il deserto con una compare così.

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    • Cal Mood

      20 giugno 2015 at 09:51

      Negli Stati Uniti del 1840 era raro che uno sapesse quanti anni aveva, specie se parliamo di vaccari ;) comunque il tutto è ancora da finire e mettere a posto, bel lungi dall’essere “adorabile”, ma ti ringrazio per avermi lasciato fin da subito il tuo feedback ^_^

      E, no, non siamo più nel deserto: ci siamo spostati più a Sud, direi il corrispettivo di Cile, Bolivia (dove si racconta che Buth Cassidy e Sundance Kid fuggirono, solo per trovare la morte nel miserabile barrio di San Vicente), Argentina…o addirittura Brasile, visto che non si parla più spagnolo, ma portoghese ;).

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      • gianni

        21 giugno 2015 at 08:16

        Mi preme sottolineare che a me piace esattamente così… il che non è necessariamente un bene!!! :D

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