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La difficoltà dei semi

14 Apr

Magari, già che siamo in tema di semine e trapianti, vi interessa qualche notizia sparsa sui vari tipi di seme e sulla difficoltà di farli uscire? Se non ve ne frega un cazzo, me ne frego (e vi porti il diavolo): io li posto comunque.

Iniziamo dal seme che a mio avviso è il più semplice da far germinare: indivia e lattuga, dalla mia esperienza, neppure si mettono in semenzaio, dato che basta lasciare che qualche pianta faccia la montata per avere pianticelle sparse per tutto l’orto all’inizio della stagione successiva. Il discorso si può applicare anche alle altre varietà di insalata estiva e, in misura minore, a quella autunnale (sia perché il freddo,spesso, non consente di giungere alla montata, sia perché i semi di queste varietà, che nascono in primavera, montano subito a loro volta dato che non si è nel loro periodo giusto!).

Un magnifico incolto di insalata: questa è da trapiantare tutta eh...

Un magnifico incolto di insalata: questa è da trapiantare tutta eh…

I ravanelli hanno la medesima difficoltà triviale dell’insalata: io per lungo tempo li ho seminati direttamente in campo, a partire da Febbraio, diradando in loco, e loro son sempre venuti su anche in una terra di merda come la mia; se decidete di optare per la semina in vaso, avrete una resa superiore del 100% dato che trapianterete piante già vigorose, alla giusta distanza da permettere loro di fare la palla. Qui altre informazioni.

Subito dopo in ordine di difficoltà io collocherei l’evergreen del campo, quello che sta all’orto come le giustificazioni per “motivi familiari” agli studenti debosciati: il pomodoro si accontenta di un vasetto basso e largo, di terriccio non troppo compatto, e di acqua in misura tale che la terra non sia mai completamente secca. Disponete i semini sotto un velo superficiale, spruzzate acqua quando accenna a seccarsi, e loro spunteranno nel giro di 5-15 giorni a seconda di quando sceglierete di seminarli.

  • va comunque detto che il pomodoro si riprende con gli interessi le nostre attenzioni in fase di cura della coltura, poiché necessiterà di sfemminature e legature, che ho discusso approfonditamente nell’articolo dedicato.
pomodori

Ottenere questo belvedere non presenta (quasi) alcuna difficoltà: ci riuscirebbe pure un cittadino!

A parimerito coi pomodori io ci metto anche i tuberi: patate e patatine, sebbene nessuno le semini in coltura protetta per poi trapiantare, non necessitano di cure particolari. Disponetele nel loro solchetto di 15-20 cm di profondità, in una terra non eccessivamente argillosa o umida, e loro vengono su. Del medesimo avviso le cipolle, anche se, in entrambi i casi, sarà necessaria la sarchiatura superficiale (e nel caso delle solanacee, la rincalzatura). Noi non irrigheremo MAI queste colture, semplicemente non ne hanno bisogno: lasciate fare e tutto andrà per il verso giusto…

cipolle

Solo i cittadini annaffiano le cipolle…xD chi se ne intende, lascia che l’acqua vada nel punto più basso e non fa fatica se non è necessario…

Un po’ più difficili da far nascere sono i porri e i finocchi: alcuni fanno precedere alla semina una fase di idratazione del seme, io li dispongo semplicemente in vaso e li curo un po’ di più, somministrando acqua solo quando la superficie è visibilmente secca, tenendoli coperti con vetro, e spostandoli in mezzombra, sia prima della germinazione, sia subito dopo, per evitare la morte in culla. Il diradamento e trapianto dei virgulti dovrà aver luogo quando la pianta è abbastanza robusta, alta tre o quattro dita, secondo le indicazioni che vi ho dato a suo tempo. Per la messa a dimora definitiva dovremo attendere un altro po’…

porri_finocchi

Finocchi e porri pronti per la messa a dimora si presentano così: le foglie giallesono normali, è la pianta che “succhia” i nutrienti e li re-indirizza dove più necessario. Certo che se vi diventa TUTTA gialla, allora forse c’è qualcosa che non va…

Il caso delle coste e bietole da taglio si situa a metà della scala della difficoltà: il seme ci può impiegare un po’ ad aprirsi, ma in genere arriva all’appello anche in substrati meno clementi (compatti e argillosi): io per anni le ho seminate direttamente in campo, prima di convertirmi al semenzaio, per effettuare diradamenti e trapianti dei virgulti alla giusta distanza ed abbattere il rischio di morte in culla o causa predatori (limmortacci d.d). A causa della scorza dura del seme, può essere indicato idratare per una notte prima di interrare: ciò affretterà la germinazione e vi leverà qualche giorno d’ansia.

  • potete seminare coste e bietole dalla prima decade di Marzo fino all’ultima di Maggio (contando 40-50 giorni per l’avvio della produzione): se la regione vi accompagna col clima, raccoglierete fino ad Ottobre inoltrato, avando cura di proteggere la linea colturale. Maggiori informazioni qui.

Con lo spinacio iniziamo ad andare sul rognoso: il seme è condiscendente, la germinazione è rapida (2-3 giorni) ma richiede un terriccio sciolto e una particolare attenzione all’umidità: se somministrate troppa acqua assisterete al verificarsi di un fenomeno decisamente innervosente…in poche parole, lo stelo appena germinato marcirà nel punto in cu entra nel seme. La vostra pianticella leva la testolina, si alza…e due giorni dopo la abbassa, stroncata dallo shock idrico ç____ç per salvaguardare la salute della vostra anima, io vi consiglierei di non irrigare più a spruzzo quando i virgulti sono spuntati, ma di passare all’irrigazione con un bicchierino dello yogurt, o con una bottiglia, regolando il flusso con le dita in quest’ultimo caso.

La melanzana è un altro brutto cliente: dato che la germinabilità è bassa (e la sopravvivenza dei virgulti, dopo il trapianto, critica) per cercare di avere la maggior resa possibile io vi consiglio caldamente di:

  1. seminare molti semi in un vaso largo e basso, e
  2. attendere il trapianto fintantoché la pianticella avrà i cotiledoni (per voi cittadini:le prime due foglioline, verde chiaro e allungate) e almeno un accenno della terza foglia spuntare dell’occhio

Io ho sempre fatto nascere le melanzane tenendo il vaso coperto da un vetro, dietro una finestra o sul davanzale, ai primi caldi di Marzo (…diciamo seconda-terza decade?): se le mettete giù troppo presto i semi potrebbero guastarsi e non uscire mai…

melanzana

Le melanzane andrebbero trapiantate in vasetti singoli quando sono così: non fate come il sottoscritto, invece, che ha sempre fretta…

Quasi in cima alla lista dei semi spinosi, e già ben addentro la sfera della difficoltà, abbiamo i peperoni, indifferentemente quelli piccolini rotondi o quelli più grossi; sono bisbetici, vogliono un sacco di tempo per uscire e le giuste condizioni di umidità e calore, oltre ad un terriccio leggero e assolutamente drenante: la germinazione in vasetto è necessaria, può impiegare anche 20 giorni (e più!), voi siate costanti e mantenete la terra sempre umida e mai intrisa, avendo cura di evitare che i semi si scoprano dopo l’irrigazione o per effetto del vento. E naturalmente, sperate.

  • può pagare la scelta di mantenere i semi a mollo per una notte, prima di interrarli. Inogni caso l’importante è partire da materiale vitale, quindi scartiamo a priori i semi vecchi di più di un anno, o rischiamo di attendere per nulla…

I fagioli e fagiolini sono la mia bestia nera, quelli che, secondo il mio parere, danno più mal di pancia: molto delicati (la germinazione va dal 30 al 70%), abbastanza comodi (spuntano di solito dopo 6-9 giorni) e molto sensibili all’umidità, se li interrate direttamente in campo mettete in conto di perderne un buon terzo (è per questo che sulle bustine si legge di metterne due o tre per ogni buco!). Per questo si può passare alla germinazione direttamente in coltura protetta e poi al trapianto, aspettando il giusto clima caldo della prima decade di Aprile (prima, soltanto se siete in regioni a latitudini adatte) e impiegando substrato leggero che dovremo irrigare con parsimonia, a giorni alterni, e solo quando il vaso è abbastanza leggero.

  • usare recipienti trasparenti ci permetterà di tenere sotto controllo la condensa sul fondo, garantendoci l’irrigazione solo quando veramente necessario
  • tenere le vaschette in serra accelererà il processo di uscita dei semi, che comunque non nasceranno mai tutti…

Io consiglio, come ho già detto nell’articolo dedicato alla germinazione, di non coprire con vetro per evitare una concentrazione di umidità troppo elevata…

  • …anche se va detto che il fagiolo, dal seme più grosso e duro, sembra essere più tollerante del fagiolino, più umile e delicato; in ogni caso il rischio del marciume sta sempre dietro l’angolo, quindi piuttosto che darne troppa…fateli stare con la sete!
 
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Pubblicato da su 14 aprile 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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