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Aggiornamenti dall’orto – il porro

13 Mar

Il porro (Allium Ampeloprasum) oltre che sinonimo di verruca (“il notaio ha un porro sul naso!”) e voce idiomatica laziale, con contrazione della doppia, indicante la canna d’erba (“Ahò se famo ‘n poro?” “Avoja, daje daje!”) è anche un ortaggio della famiglia delle Liliacee, originario del Medio Oriente e conosciuto sin dal tempo degli antichi Egizi. Caratterizzato da foglie opposte fibrose, di colore verde scuro raggruppate alla formazione del fusto, è una verdura dal ciclo di vita medio-lungo la cui parte edibile è formata dalla parte sotterranea delle foglie stesse, di colore bianco e consistenza tenera: è più gradevole al palato della cipolla, rispetto alla quale presenta un gusto maggiormente delicato, ha riconosciute proprietà diuretiche e disintossicanti e potrete gustarlo in pinzimonio, come aggiunta alle vostre insalate, oppure come base di soffritto (in sostituzione della cipolla) piuttosto che in minestre e torte salate, oppure ancora scottato/grigliato e unito ad altri alimenti, come contorno o condimento vegan per la pastasciutta o la carne. Prima però dovete coltivarlo.

Un sacco di porri: so che possono non sembrare molto invitanti, a partire dall’odore, ma se gli date una possibilità sapranno sorprendervi anche loro ;)

LE CULTIVAR E IL PERIODO DI SEMINA

Il porro è una verdura estiva, autunnale e invernale: nel primo e secondo caso parliamo di cultivar poco o mediamente resistenti al freddo – come il Carentan, il Grosso Corto d’Estate, il Maxim o il Lungo della Riviera – con semina da Gennaio a Marzo e raccolta da Maggio ad Ottobre, mentre nel secondo avremo a disposizione varietà resistenti al clima rigido – Gigante d’Inverno, Grosso d’Italia – che si seminano da Aprile a Maggio, possono svernare in pieno campo e vengono raccolti da Novembre a Marzo della stagione successiva. Scegliete la varietà che si adatta di più alle vostre esigenze, considerando le indicazioni sulle buste di sementi, dato che l’universo delle cultivar come sempre è molto ampio e il sottoscritto non ne ha una conoscenza accademica. E soprattutto tenendo conto delle latitudini, che è sempre la cosa più importante.

Semi di porro Carentan.

Semi di porro: figo eh?

LA SEMINA E LA GESTIONE DELLA COLTURA

Io consiglierei sempre la semina in semenzaio o vaso dato che il seme del porro, come potete vedere dalla foto, è piccolo e in un certo qual modo, delicato; ciò vi permetterà di avere maggior controllo sulle piante stesse e di limitare le perdite di semi.

A seconda del clima, i tempi di germinazione vanno da pochi giorni a più di una settimana, voi non copriteli eccessivamente e mantenete la terra sempre umida (non zupp, umida) e vedrete che loro spunteranno. Passeremo quindi al diradamento quando i virgulti avranno una dozzina di giorni di vita, ovvero quando gli stessi inizieranno a dividersi dalla base mettendo fuori un secondo getto: dovremo quindi bagnare la terra, battere leggermente il vaso per smuoverla, quindi estrarre le singole piantine e collocarle dentro vasetti individuali (substrato: terriccio universale) che potrete benissimo ricavare dai vasetti di yogurth – in questo caso non dimenticate di fare qualche buco sul fondo! A seconda del clima in cui vi troverete, i vasetti andranno conservati in serra o semenzaio, e la terra andrà mantenuta, come già detto, sempre umida.

Porro in vasetto, varietà Carentan: è stato seminato il 2/2/2015 e trapiantato esattamente 22 giorni dopo. E se la sta prendendo comoda, il bastardello...

Porro in vasetto, varietà Carentan, conservato in serra coperta: è stato seminato il 2/2/2015 e trapiantato esattamente 22 giorni dopo. E se la sta prendendo molto comoda, il bastardello…

Quando la pianta sarà più grande (diciamo dopo un mese abbondante dalla germinazione, o quando il diametro del fusto raggiunge 2-3 mm) potremo valutare la messa a dimora in pieno campo: il terreno ideale per il porro è lo stesso del peperone: drenante, sciolto e leggero, leggermente ammendato con letame maturo e/o compost (il porro non gradisce l’overfert). Cerchiamo di evitare nei limiti del possibile i substrati troppo compatti e argillosi, perché il ristagno d’acqua è dannoso per la verdura.

  • Potete posizionare i porri su file alla distanza di 30-40 centimetri, con piante staccate di 15 centimetri una dall’altra, valutando l’idea di irrorare i virgulti con macerato d’ortica qualche giorno dopo il trapianto, al fine di irrobustire le strutture vegetali.

Mano a mano che il porro crescerà, sarà nostra cura effettuare sarchiature superficiali del terreno e, soprattutto, rincalzi utili ad innescare il rpocesso di imbianchimento e ingrossamento del frutto: l’idea è di non lasciare mai che la radice carnosa si scopra, al prezzo di ottenere una resa minore. Indicativamente le irrigazioni si possono effettuare mediante solco laterale (ricavato p. es. fra due linee di coltura adiacenti) senza comunque esagerare, perché il marciume è sempre dietro l’angolo. Non mi è mai stato richiesto di concimare, i miei porri sono sempre venuti bene senza altro concime che quello messo giù in fase di preparazione del terreno; indicativamente io consiglierei la fertirrigazione, magari con qualche N-P-K per piante verdi o da orto, comunque valutando metà della dose considerata.

Per quanto riguarda la consociazione, il porro va d’accordo con le piante di sedano, indivia, lattuga, cipolla e pomodori. Non è consigliata invece l’associazione con fagioli e piselli.

  • una pratica interessante è alternare tra le file colture di piante di porro e piante di carote. In questo modo si scongiureranno maggiormente gli attacchi delle mosche delle carote e delle mosche del porro.
  • cosa importante è invece non effettuare una nuova coltivazione della pianta nel medesimo terreno entro i tre anni successivi.

LE MALATTIE DEL PORRO

…si, se le piglia pure lui d.d una malattia comune è la “ruggine del porro”, (Puccinia Porri). L’infezione è fungina, con la comparsa di macchie di colore giallastro sia sulle foglie che sul fusto. Eliminate le foglie compromesse e intervenite con fungicidi ad ampio spettro, o specifici (il solito verderame va anche bene).

La ruggine del porro: che brutta bestia! >:(

Anche la peronospora può colpire il porro: anche qui parliamo di un fungo il cui attacco causa la comparsa, sulla pagina superiore delle foglie, di macchie gialle translucide in corrispondenza delle quali viene prodotta un’abbondante efflorescenza biancastra. Questa malattia è favorita da forte umidità e temperature medie, condizioni che si verificano normalmente dopo le piogge. L’infezione, se non contrastata (esistono anche qui fungicidi ad ampio spettro dedicati al trattamento delle principali malattie) causa il marciume completo della pianta.

Qui direi che le cose vanno decisamente peggio :S

Altri pericoli possono arrivare da parassiti, come la tignola: questa brutta bestia appare in aprile e depone le uova nel terreno o sulle foglie; le larve penetrano poi nelle foglie e si nutrono al di sotto dell’epidermide provocando decolorazioni fogliari e insorgenza di muffe su tutta la pianta. Un attacco di tignola ostacola il regolare sviluppo della pianta e provoca un abbassamento della produzione.

La tignola :S

IL RACCOLTO E LA CONSERVAZIONE

Dopo circa 6 mesi dalla semina e a 4 circa dal trapianto il porro inizierà la fase finale della vegetativa, accompagnata da un ingrossamento progressivo del fusto. Se la semina è avvenuta a gennaio, il raccolto inizierà a maggio, mentre in caso di semine in autunno si procederà con il raccolto fino all’estate.

La pianta si raccoglierà da quando mostrerà un diametro di circa un dito. Per la raccolta del porro anche in seguito a gelate del terreno, si dovrà ricoprire il terreno con strati di erba secca o, in alternativa, di paglia. Un ambiente favorevole per la conservazione del porro è la cantina: dovremo in tal caso recidere le foglie della pianta e coprire la base con sabbia, o terra, o torba inumidita, e così facendo i porri si conserveranno per una sessantina di giorni.

 
3 commenti

Pubblicato da su 13 marzo 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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3 risposte a “Aggiornamenti dall’orto – il porro

  1. gianni

    13 marzo 2015 at 14:26

    Magnifico, si passa dai libri ai racconti, ai porri!

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    • Cal Mood

      13 marzo 2015 at 15:57

      T’o ripeto, ‘un ci si fa mancare nulla qui! ;) Sarò l’unico che nel 2015 si entusiasma davanti a un semenzaio di virgulti che spuntano, ma se mi fa alzare la depressione per un po’, ben venga :P

      E magari trasmetto la passione a qualcuno…ad esempio, te sei il classico cittadino che ha paura di sfiorare la terra con le dita e che i vermi gli fanno ribrezzo? Se hai risposto di no, o quantomeno di ni, piglia un vaso e mettiti a seminare anche tu, che la stagione sta iniziando e la Natura non aspetta! *_______*

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      • gianni

        13 marzo 2015 at 16:12

        No no la terra è mia amica e in fondo sono comunque 2 braccia rubate all’agricoltura!

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