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Archivio mensile:marzo 2015

Gli elementi della Vita: istruzioni per l’uso

Le piante, come noi, hanno bisogno di mangiare le cose giuste al momento giusto: diamo loro una dieta scarsa o sballata e loro verranno su stentate e poco produttive; diamo loro ciò di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno, e loro ci ricompenseranno con longevità e frutti abbondanti.

Lo spunto per questo discorso viene da una chiave di ricerca che ho trovato sul sito, a proposito dei concimi N-P-K: avevo già accennato qualcosa nell’articolo (più di due anni fa, come passa il tempo) sull’agricoltura da città. Adesso è ora di fare un discorso più ampio, senza comunque addentrarci in questioni agrotecniche su cui non ho abbastanza competenze.

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Pubblicato da su 31 marzo 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Un pro-tip per l’annaffiatura

Somministrare la corretta quantità d’acqua alle piante è indispensabile, ma spesso è difficile giudicare se stiamo assetando o affogando i nostri virgulti (a maggior ragione quando parliamo del semenzaio, cioè di piante giovani e molto delicate); l’osservazione della terra in superficie può aiutare: in genere se è secca e/o si distacca dai bordi del vaso, dobbiamo dare acqua. Risulta anche vero che questa tecnica ci può trarre in inganno, perché le composizioni dei terricci sono variabili e alcuni (come quelli più compatti e torbosi) pure se secchi in superficie, possono ancora essere intrisi più in profondità.

Premettendo che nel caso dei virgulti di semenzaio, è opportuno tenere la terra sempre umida, ma mai arrivare al ristagno d’acqua, e che molte miscele di terriccio preconfezionato sono già di per sé sufficientemente drenanti per evitarlo, un primo consiglio che mi sento di darvi consiste nell’infilare un ditino a scelta fino alla prima falange, e vedere se è umido o asciutto. In alternativa, è più preciso soppesare il vaso per capire se è necessario aggiungere acqua: tanto più sarà leggero, quanto più la terra al suo interno è asciutta. Naturalmente la tecnica va bene con vasi piccoli e leggeri, mentre perde d’efficacia se stiamo parlando di vasi di coccio e/o di grandi dimensioni.

Quando vediamo la terra che si distacca dal bordo del vaso, come in foto (spinaci pronti per il trapianto se v'interessa) nove su dieci dobbiamo dare acqua...

Quando vediamo la terra che si distacca dal bordo del vaso, come in foto (spinaci pronti per il trapianto se v’interessa) nove su dieci dobbiamo dare acqua…

Naturalmente un occhio va sempre dato alle condizioni del clima: giornate soleggiate o ventose seccheranno il substrato molto più rapidamente di condizioni di velatura o temperature basse. Soprattutto mai irrigare col sole a picco se non volete ammazzare di shock termico le voste pianticelle! L’annaffiatura dovrà essere effettuata, sempre per i virgulti di semenzaio, con uno spruzzino in modo da inumidire la terra per 2-3 millimetri oltre la superficie, e ripetuta ogniqualvolta necessario (anche più volte al giorno, fa sempre fede il clima!); impiegheremo una bottiglia quando le pianticelle inizieranno a spuntare, avendo cura di otturare il collo con due dita in odo da regolare l’uscita dell’acqua. Cercheremo per finire di non bagnare le foglie o i virgulti ancora in seme per evitare di farli marcire in culla.

L’esperienza in definitiva (e come sempre) vi sarà di aiuto, insieme a questi consigli (sostanzialmente ovvi) per capire quando la pianta necessita d’acqua, e come dissetarla nel modo più opportuno ;)

 
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Pubblicato da su 30 marzo 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Il quaderno dei sogni

Voglio condividere con voi sconosciuti aspiranti scrittori un’idea abbastanza banalotta: in effetti è un vero e proprio uovo di Colombo, tanto semplice che uno, spesso e volentieri, manco ci pensa.

Molto in breve: potreste valutare di tenere accanto al vostro letto un quaderno con penna annessa, su cui riportare i sogni bizzarri che fate di notte – sia sotto l’effetto di sostanze sospette, sia perché siete dei pazzi furiosi (denominatore primo per qualsiasi scrittore degno di questo nome), o perché no, entrambe le cose :P – per averne traccia al mattino e usarli nelle vostre storie.

L’idea (0vviamente) non è mia, l’ho letta in giro su Internet, e la metto in pratica da una decina d’anni, da quando cioè, i miei incubi su torri e fiori si sono fatti più frequenti. Ne ho riempiti una pila da allora e molte delle idee più interessanti per sbloccare le mie trame le ho avute proprio in sogno. Naturalmente mi guardo bene dal mostrarli a qualcuno: non voglio rovinarmi proprio del tutto…:P

Se volete approfondire il tema del “dream journal“, con annesse tecniche di meditazione per rendere più vividi i ricordi (o addirittura svegliarsi “a comando” per poter mettere giù sulla carta le ispirazioni), non vi resta che mettervi in cerca sulla rete, di risorse ce ne sono tantissime e io di certo non mi metto a scoprirle per voi :P

 
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Pubblicato da su 27 marzo 2015 in Fuffosità, Scrittura

 

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Finire i compiti a casa

Ciao bimbi, qualcuno di voi ha avuto il coraggio di sorbirsi “Sigul”? Non credo in molti, comunque…si tratta di un libro che non verrà mai pubblicato, in quanto fanfiction. Seicento e passa pagine (e 4 anni) di tempo sprecato? Non per me almeno, dato che lo reputo un esercizio di scrittura abbastanza utile…e credo che il prodotto finito sia pure abbastanza valido. Quantomeno leggibile, ma il mio parere in questione non vale un cazzo perché nessun genitore dirà mai che il proprio figlio fa schifo (beh io si, ma io sono storia a sé).

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Pubblicato da su 23 marzo 2015 in Fuffosità, Scrittura

 

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I limiti invisibili

I limiti invisibili

Bimbi belli, spunto interessante per voi, mi mangio le mani per non averci pensato io, ad un articolo del genere… Parlare dei blocchi dello scrittore è sempre interessante, e qui non si analizza la sindrome classica del foglio bianco, ma piuttosto il freno emotivo nello scrivere di certi argomenti, nell’affrontare determinati temi, per l’una o per l’atlra ragione, che alla fine sempre si riduce a quel senso di vergogna, di “non è bene”, magari di “non si può” tutto codificato dall’educazione che ci è stata inflitta o dalle nostre personalissime convizioni (che ci auto-infliggiamo). Vi consiglio di leggerlo, è molto interessante: il mio problema, come ho scritto forse in qualche commento, è il non riuscire a mostrare abusi sugli animali. Nessun problema per i miei simili, che nelle mie storie spesso e volentieri faccio finire a fette nei modi più truculenti possibili, ma le bestie…per me sono sacre, anche se di fiction si parla. Il vostro problema in scrittura invece, qual è?

Lettere Lastricate

L’altro giorno ho scritto il racconto Reborn City e durante la stesura mi sono bloccata. Alcuni limiti invisibili, o meglio un certo senso di pudore (immotivato per giunta) mi ha frenata. In poche parole? Mi sono auto-censurata.

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Pubblicato da su 21 marzo 2015 in Generale

 

Un pro-tip per il trapianto

Post brevissimo, in attesa degli altri articoli, ma non mi va più di lasciar stare lo spazio senza aggiornamenti per troppo tempo…

Già che è finalmente ora, quando trapiantate (seguendo i consigli del mio articolo sennò m’incazzo) potrebbe capitarvi che alcuni virgulti abbiano le radici intrecciate:

Questi spinaci siamesi si vogliono così tanto bene che è quasi un peccato dividerli. Ma dobbiamo.

Questi spinaci siamesi si vogliono così tanto bene che è quasi un peccato dividerli. Ma dobbiamo.

Risulta allora utile estrarre con delicatezza le pianticelle, senza strappare le loro radici (come magari saremmo tentati di fare…se non altro per risparmiare tempo. Male, non si fa!) quindi tenerle in palmo di mano e versare (sempre con delicatezza) acqua sulle estemità: la terra scorrerà via e loro si “scolleranno” senza fatica.

Alla prossima.

 
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Pubblicato da su 20 marzo 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Aggiornamenti dall’orto – il porro

Il porro (Allium Ampeloprasum) oltre che sinonimo di verruca (“il notaio ha un porro sul naso!”) e voce idiomatica laziale, con contrazione della doppia, indicante la canna d’erba (“Ahò se famo ‘n poro?” “Avoja, daje daje!”) è anche un ortaggio della famiglia delle Liliacee, originario del Medio Oriente e conosciuto sin dal tempo degli antichi Egizi. Caratterizzato da foglie opposte fibrose, di colore verde scuro raggruppate alla formazione del fusto, è una verdura dal ciclo di vita medio-lungo la cui parte edibile è formata dalla parte sotterranea delle foglie stesse, di colore bianco e consistenza tenera: è più gradevole al palato della cipolla, rispetto alla quale presenta un gusto maggiormente delicato, ha riconosciute proprietà diuretiche e disintossicanti e potrete gustarlo in pinzimonio, come aggiunta alle vostre insalate, oppure come base di soffritto (in sostituzione della cipolla) piuttosto che in minestre e torte salate, oppure ancora scottato/grigliato e unito ad altri alimenti, come contorno o condimento vegan per la pastasciutta o la carne. Prima però dovete coltivarlo.

Un sacco di porri: so che possono non sembrare molto invitanti, a partire dall’odore, ma se gli date una possibilità sapranno sorprendervi anche loro ;)

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Pubblicato da su 13 marzo 2015 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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