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Aggiornamenti dall’orto – il finocchio

27 Ago

Esatto, oggi parliamo proprio di lui, il verduro più gaio dell’orto!

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Il finocchio è gaio!

 GENERALITÀ  E CULTIVAR

Il finocchio (Foenicum Vulgare) è un vegetale della famiglia delle ombrellifere, originario (si pensa) dell’Asia minore e già nota a Greci, Egizi e Arabi, dunque estremamente diffusa nell’area Mediterranea sin dai tempi antichi. Esistono sostanzialmente due grandi varietà di finocchio, quello domestico, e quello selvatico: il primo, spontaneo, viene utilizzato come erba aromatica mentre il secondo, coltivato, ha impieghi estesi in cucina sia per il gusto e profumo più amabili, sia per la presenza di una parte edibile più consistente rispetto a quello selvatico, formata dagli stretti avvolgimenti delle guaine fogliari, carnosa e di colore bianco acceso.
L’odore peculiare del finocchio è dato dalla molecola odorosa dell’anetolo, un componente utilizzato nella preparazione di estratti e liquori (prima fra tutte, la sambuca!)

Il finocchio viene identificato molto spesso come una verdura prettamente autunnale/invernale, ma l’impostazione del ciclo dipende prima di tutto dalla latitudine, e secondo me non bisogna essere troppo manichei. Risulta infatti possibile seminare o trapiantare il finocchio a partire da Marzo e fino ad autunno inoltrato, e per ogni situazione esistono le cultivar giuste, dividendo il finocchio in estivo, autunnale e invernale, ed eventualmente discriminando in base alla lunghezza del ciclo: precocissimo (~90 giorni), precoce, medio o tardivo (~200 giorni).

  • come regola generale (spesso tuttavia, disattesa) le varietà che si seminano o trapiantano a Marzo-Aprile hanno tempi di maturazione più bevi rispetto a quelle che vengono messe giù a Settembre-Ottobre…

Le cultivar sono caratteristiche delle regioni in cui effettuerete la semina o il trapianto, e ne esistono una marea: diversamente dai pomodori io non ho un ceppo particolare a cui sono affezionato, ma prediligo quelli autunnali/invernali a ciclo precoce/precocissimo, che metto giù a metà/fine Agosto e raccolgo a fine Novembre.

SEMINA O TRAPIANTO?

Più sopra ho alternato fra i due termini, perché risulta possibile sia effettuare la semina del finocchio, sia, a causa dell’elevato grado di difficoltà nel far germinare un seme così ostico, acquistare le pianticelle già sviluppate presso un vivaio.

Semi di finocchio

Per quanto riguarda la semina: possiamo avvalerci sia del semenzaio, seminando varietà estive in Febbraio e autunnali/invernali in Agosto, sia direttamente del pieno campo, dove le varietà estive andranno messe giù alle prime avvisaglie di primavera (Marzo/Aprile) e quelle invernali prima che i freddi inizino a farsi seri (vale a dire Settembre-Ottobre). La semina è ovviamente a spaglio, con successivo diradamento.

  • nel caso di una semina in semenzaio potreste pensare, in alternativa al solito vaso col vetro sopra, di usare i cubetti di torba o il jiffy, in cui disporre qualche seme per poi diradare le pianticelle meno resistenti. Il trapianto avverrà 45 giorni dopo la germinazione, in file distanti 40cm, con un passo di 20-25cm, e a seconda della latitudine dovrete o meno impostare una coltura protetta…!
  • nel caso della semina in pieno campo, fatta salva la distanza fra le file, il diradamento avverrà quando le pianticelle sono alte 8-10cm rispettando il passo di 20-25 tra i superstiti.

…inutile dire che io preferisco far fare questo lavoro ad altri :P anche se dalla prossima stagione voglio provare a seminarli pure io…così, tanto per vedere che cosa succede! Per adesso, ecco come si presentano le pianticelle di finocchio varietà Carmio (autunnale); ne ho prese anche di tipo Serpico (Spillo e Rambo erano in vacanza) che invece verranno più avanti, trattandosi di varietà invernali…

finocchi_piantine

Finocchi Carmio, in pratiche piantine; Non sono estremamente gaii? *__________*

Per sistemare le pianticelle, avrete cura di non lasciar passare troppo tempo dall’acquisto, e di conservarle appoggiando il contenitore dentro un sottovaso con un velo d’acqua sul fondo nell’attesa; al dunque, taglierete la plastica con le forbici (facendo attenzione a non portare via le radici!) ed estrarrete il panetto di terra con la piantina.

Detto questo, ci sono alcuni accorgimenti preliminari nella scelta dell’aiuola dove impiantare la coltivazione d.d premesso che il finocchio ama terreni drenanti e ben ammendati (stallatico) ed a PH leggermente acido, avremo cura di scegliere un luogo a media esposizione solare in quanto troppa luce innescherà più rapidamente la montata, spingendo la pianta ad entrare in fioritura invece che ingrossare il cespo.

  • nel caso di semine autunnali, o comunque piante che rimarranno in terra fino alla stagione successiva (sconsigliato) io direi di prediligere luoghi dove siamo sicuri che non viene a formarsi il ghiaccio…anche se sarà doveroso proteggere le pianticelle con un tunnel all’approssimarsi delle gelate!

Per prima cosa, dobbiamo scavare un solco di 10-15cm di profondità, con l’aiuto di una zappa a testa piccola (non è il caso di prendere una portaerei, basta una zappetta da giardino!); disporremo quindi le piante alla distanza indicata poco sopra (20-25cm, file ad una 40ina di centimetri una dall’altra)…

Quando uno vuole essere preciso...:P

Quando uno vuole essere preciso…:P

La cosa importante in fase di interramento è non coprire assolutamente il getto centrale (occhio) della pianta, che altrimenti morirebbe! Posizioniamo dunque, con delicatezza, le pianticelle in terra, pressiamo lievemente intorno al fusto, e se il solco non si è appiattito tanto meglio: lasciamolo lì, in fase di rincalzo tireremo semplicemente giù la terra, almeno fintantoché la pianta non s’ingrossa a sufficienza da uscire fuori dal solco stesso!

Ma che bello questo solco, nemmeno Dinamite Bla avrebbe saputo fare di meglio! ^_^

Ma che bello ‘sto solco, nemmeno Dinamite Bla avrebbe saputo fare di meglio! ^_^

La coltivazione così allestita andrà adeguatamente protetta con una rete antigrandine (che incidentalmente tiene anche a distanza le cavolaie) e con un tunnel di nylon, che appronterete quando le temperature minacceranno di andare sottozero; anche l’impiego della pacciamatura può essere utile, tanto a mantenere la terra fresca d’estate quanto a tenerla al caldo d’inverno!

A questo punto, l’operazione fondamentale che dobbiamo applicare alle nostre piante per assicurarci un raccolto generoso è il rincalzo progressivo della verdura è estremamente importnte per conseguire un corretto sviluppo della parte edibile (in gergo si chiama imbianchimento); dopo 2-3 settimane dalla messa a dimora, segniamoci due giorni alla settimana durante i quali andremo a vedere lo stato dei nostri simpatici frocett finocchi, e se vediamo che la parte carnosa scappa fuori terra, con una paletta ricopriamola dolcemente.

  • incuria nel rincalzo si tradurrà in una resa modesta del frutto!

Dal momento in cui iniziamo a rincalzare, possiamo somministrare NPK ad alti titoli di sodio e potassio secondo la posologia indicata dallo specifico concime, oltre a intervenire con irrigazioni costanti e sostenute (ma non affogatelo! Indicativamente si irriga un giorno alla settimana, o quando la terra in superficie è secca) che devono sopravvenire fino a quando la base non sarà grossa e pronta per la raccolta (il tempo di fine ciclo è indicato sulle bustine, ogni cultivar ha il suo).

Al termine della maturazione il finocchio può rimanere “in stasi” nella terra per un periodo medio-lungo, durante il quale appassirà progressivamente (se siamo d’inverno) o inizierà la fase di fioritura (d’estate): il mio consiglio è di non farlo aspettare troppo, ché diventa duro e filoso x.x possiamo valutare la semina di pochi esemplari a scaglioni per evitare di venire invasi dai finocchi happyfaic happyfaic happyfaic ma quando sono pronti, vanno consumati. A tal proposito possiamo scegliere se estrarre o meno l’intero frutto dalla terra, oppure, ma soltanto se siamo in autunno, lasciare nel terreno la sua radice: in tal modo a primavera avremo un secondo raccolto di mini-finocchietti!

Radici fruttifere di finocchio (fonte: coltivarelorto.myblog.it)

Sul fronte delle malattie, devo dire di non aver mai avuto problemi, forse perché i finocchi li metto solo d’autunno; leggendo in giro ho visto che la pianta può venire attaccata da afidi, vermi e cimici (contro i quali escluderei l’uso del chimico, dato che del finocchio si mangia praticamente tutto!) e malattie quali: mal bianco e marciumi, che si evitano facilmente limitando le irrigazioni al necessario: se vivete a latitudini basse potreste anche evitarle del tutto, che io mi ricordi non ho mai dovuto bagnare i miei finocchi se non negli ultimi strascichi dell’estate caldissima del 2003!

ALTRE PROPRIETÀ

Il finocchio ha circa 31 calorie per etto, è povero di grassi ma molto ricco di fibre, quindi è un alimento particolarmente indicato per chi tiene alla propria linea. Il finocchio è pure ricco di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo; inoltre contiene molte vitamine, in particolare la vitamina A, essenziale per proteggere e mantenere sana la pelle e per regolare il funzionamento della retina e della vista, la vitamina B, elemento fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e dell’apparato cardiocircolatorio, e la vitamina C, sostanza molto importante nella prevenzione di numerose patologie perché rafforza il sistema immunitario e svolge un’efficace azione antiossidante.

Il finocchio è un disintossicante e il fegato ne trae beneficio: contribuisce a migliorare le funzioni epatiche. Ha anche effetti diuretici, favorendo di conseguenza l’eliminazione delle tossine, ed è indicato in caso di inappetenza dato che stimola l’appetito e la secrezione gastrica.

Come erba officinale, il finocchio costituisce un ottimo rimedio per i problemi di digestione: detto proprio brutalmente, evita che vi fermentino le budella e che vi mettiate a scorreggiare come dei cammelli ingozzati di datteri. Una semplicissima tisana di semi di finocchio vi verrà in soccorso d.d avrete bisogno di:

  • un cucchiaino di semi di finocchio
  • mezzo cucchiaino di tiglio e di rosmarino in polvere
  • mezzo litro d’acqua

Fate infondere per 15 minuti e bevete dopo una mangiata particolarmente colossale (o dopo il consumo di piatti gassosi o semplicemente pesantucci – a tal proposito vi consiglio questo raffinatissimo canale YouTube)

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2014 in Agricoltura, Cose utili

 

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