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Semina e gestione delle colture – orticoltura sinergica (cenni) e mutuo soccorso fra piante

25 Ago

Altro post che avevo in mente da prima della depressione delle vacanze, ed il cui spunto mi è venuto durante la stesura della mappa dell’orto per la prossima stagione…

  • tutti dovrebbero avere una mappa dell’orto per stabilire cosa piantare dove, in dipendenza dalle posizioni degli appezzamenti, del loro orientamento e della loro esposizione.

Il titolo si spiega da sé d.d citando direttamente da Wikipedia, l’orticoltura sinergica

Si basa sui principi elaborati da Fukuoka e dimostrati dagli studi microbiologici di Alan Smith (dipartimento agricolo del New South Wales), che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

Un approccio decisamente bio, che prevede di sfruttare le sinergie fra gli organismi vegetali per agevolare una produzione sostenibile e naturale. Il nocciolo della questione è dunque proprio il seguente:

[…] è importante che vengano assortite le piante in maniera da arricchirsi vicendevolmente […]

Non ci sono troppe stronzate new age, quanto piuttosto un approccio razionale volto all’ottimizzazione delle coltivazioni (e non allo sfruttamento in quanto tale) quindi la cosa ci piace happyfaic

LA PREPARAZIONE DEL TERRENO (SECONDO LORO…)

Un orto sinergico andrebbe preparato fin dalle fondamenta stravolgendo l’approccio tradizionale alla coltivazione, ed è una cosa che io NON ho fatto né ho intenzione di fare x.x secondo i fautori della corrente di pensiero, infatti, al fine di creare un ambiente in cui i microrganismi del terreno interagiscano il più favorevolmente possibile con gli apparati radicali delle piante, per prima cosa non bisognerebbe mai arare né concimare la terra (e già qui io inarco il sopracciglio o.O) anche se sono ammesse deroghe “una tantum”, in presenza di terreni particolarmente ostici, né tantomeno fare uso di pesticidi.
Successivamente bisognerebbe preparare degli appezzamenti di terreno rialzati, detti bancali, ammassando la terra in forme a trapezio alte sul mezzo metro circa, coperte da uno spesso strato di pacciamatura a base di paglia e residui vegetali assortiti.

L’idea è questa (link nell’immagine)

…in pratica dei covoni che diventeranno ricoveri per ragni, topi, nutrie e varani di Komodo :S

Come forse ho già detto una volta in passato, io le zampe lì in mezzo non ce le metto…

Piantare qualcosa in un bordello del genere? xD Non lo so, sono scettico…le bestiacce mi mangiano già le radici adesso, figuriamoci con un habitat del genere! Sono scettico verso questa impostazione delle colture, che pertanto non praticherò (se vi interessa in rete è pieno di risorse in merito); invece il principio della consociazione delle piante, altro caposaldo dell’agricoltura sinergica, mi trova convinto sostenitore: l’idea è che ogni organismo vegetale infatti ha precise esigenze nutrizionali, e contribuisce all’arricchimento del terreno mediante la cessione di determinati elementi durante il suo ciclo di vita.

LA CONSOCIAZIONE DELLE VERDURE

Associando piante dalle esigenze complementari infatti, potremo fare in modo che nulla venga sprecato, ma che ciò che uno produce l’altro consuma. Un vero e proprio uovo di Colombo, se uno ci pensa: un espediente dei più semplici e allo stesso tempo dei più efficaci!

Il problema ora diviene soltanto (si fa per dire!) quello di stabilire delle associazioni produttive fra i nostri amici dal sangue verde, ed al proposito si possono seguire un paio di regole generali:

  1. i parenti vanno separati: un po’ come nella realtà se vogliamo :P ortaggi appartenenti alla medesima famiglia non si trovano bene in sinergia, dunque eviteremo – a titolo di esempio – di mettere nel medesimo appezzamento le patate e i pomodori (entrambi appartenenti alla famiglia delle Solanacee)
  2. tartarughe con lepri: ortaggi a crescita veloce, come le insalate o le verdure a foglia verde in genere, possono e devono venire seminate in prossimità di ortaggi a crescita lenta, come pomodori, peperoni o piselli; in questo modo, quando i primi sono pronti possiamo toglierli e liberare spazio per i secondi!

Il primo punto è, in particolare, molto importante: dobbiamo associare ortaggi eterogenei. E sebbene gli accostamenti possano venire benissimo effettuati mentulae canis, sono disponibili in Rete numerose tabelle di consociazione che sarà opportuno consultare prima di mettersi al lavoro. Come questa (fonte: ilmioortonaturale.it)

…non tutte le tabelle sono identiche, credo che soltanto uno che abbia studiato agraria, con basi solide di chimica e un approccio da ragioniere alla faccenda possa stilarvi qualcosa di veramente valido al 100%. Né ho idea di quanto debbano essere distanti le varietà per non darsi fastidio d.d immagino che due appezzamenti adiacenti, separati da un sentiero di un metro, siano sufficienti a garantire mutua esclusione.

Altro discorso che si potrebbe fare è quello dell’autoimmunità dell’orto, vale a dire l’effetto benefico che determinate piante e fiori hanno nel difendere le altre dagli attacchi dei parassiti che vogliono mangiarsi quello che avete piantato. Ad esempio:

  • mettiamo i cavoli e i cavolfiori vicino ai pomodori, giacché questi ultimi contribuiscono a tenere lontane le cavolaie
  • erbe aromatiche come timo e melissa promuovono lo sviluppo delle Solanacee (e qualcuno dice che migliorino pure il sapore!)
  • le tagete e la calendula servono ad allontanare i vermi dannosi dal terreno; i nasturzi combattono gli afidi; il tanaceto e l’erba gatta hanno uno spettro più ampio ed è efficace, oltre che nei confronti dei pidocchi, anche contro le dorifore, le cimici e le formiche (però poi avrete un gatto drogato…un dro-gatto! *_*).

…ecc ecc ecc…piccoli spunti che vengono dalla sapienza delle nonne e delle madri, e che è vostro dovere memorizzare, tramandare e condividere per limitare al minimo l’uso del chimico…e salvaguardare la salute vostra e dell’ambiente!

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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