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Semina e gestione delle colture – tutori a filo

24 Ago

Benritrovati bestie :) fatto belle vacanze, si? Io no.

Oggi parliamo, come da titolo, di un’alternativa ai sostegni classici (a cui avevamo dedicato un articolo non molto tempo fa) che sembra essere abbastanza di moda tra chi si avvicina per la prima volta al mondo della coltivazione amatoriale, il cui spunto mi viene da una chiave di ricerca che ho trovato tempo fa nelle mie statistiche.
Il nocciolo della questione è dunque quello dei tutori a filo, ovvero l’utilizzo di corde in alternativa ai picchetti classici, soluzione che presenta pregi di economicità (potete usare praticamente tutto quanto abbia una buona resistenza per effettuare le legature, compresi i nastri dei pacchi-regalo!) e relativa minore invasività dello spazio (non dovrete conficcare pali in giro per l’orto, spesso e volentieri fra le radici delle piante già dimoranti, se siete – e lo siete – bestie poco previdenti) a fronte di una maggiore difficoltà di applicazione (utilizzare i fili per direzionare le piante è meno immediato rispetto ai pali, e i primi tempi ci saranno madonne che volano). Il mio consiglio è di provare, a inizio stagione, la tecnica su un numero ridotti di piante e vedere se fa al caso vostro, prima di applicarla en masse a tutta la vostra produzione…!

Dunque, per prima cosa, il filo: abbiamo detto che si può usare qualsiasi cosa, il che è relativamente vero; io consiglierei mezzi a sezione rotonda o piatta, comunque sufficientemente larga da non penetrare nel fusto delle piante, sufficientemente resistenti da poter essere stiracchiati durante la posa eda poter sostenere il peso della pianta e dei frutti, e abbastanza flessibili da poter essere direzionati a piacimento.

  • eviterei pertanto cose poco gestibili dall’uno o dall’altro punto di vista, come: fili da arrosto (sottili e/o poco resistenti), cavi elettrici (poco flessibili), fil di ferro (poco flessibili; arrugginendo possono avvelenare le piante), bande di stoffa (poco resistenti; in caso di pioggia trattengono l’acqua, il che può causare marciumi nei punti di contatto o infezioni da fungo).
  • sono invece i benvenuti mezzi quali: rafia (sintetica, quella naturale è poco resistente), corda di nylon, nastri dei pacchi da regalo, ecc…
La corda bianca in nylon è l'ideale per lavori di questo genere; la trovate dal ferramenta o dai consorzi/garden center!

La corda bianca in nylon è l’ideale per lavori di questo genere; la trovate dal ferramenta o presso i consorzi/garden center!

Seconda cosa: le piante che si prestano bene al tutoraggio a filo sono quelle dotate di fusto legnoso o comunque solido; pomodori, peperoni e melanzane sono ottimali, mentre solo un malato di mente la userebbe con fagiolini o verdure a foglia! Dette piante vanno fatte crescere fino all’altezza di 30-40 cm (la prima corona di fiori, nel caso dei pomodori) quindi il filo va assicurato per un capo al fusto, sotto uno degli internodi più bassi (di modo che le prendisole lo “blocchino” col gambo” impedendogli di scivolare via, quindi intrecciato delicatamente al fusto stesso e, per finire, legato lascamente ad un qualche tipo di sostegno.

  • dico “lascamente” perché, quando la pianta crescerà, dovrete per forza di cose proseguire l’opera di accavallamento, eventualmente slegandolo per guadagnare gioco!
  • inoltre, se lo tendete come dei disperati, semplicemente rompete la pianta e poi sono cazzi vostri :)

Questo è in poche parole l’effetto da ottenere:

tutori_filo2

Il fusto di questo peperone è stato avvolto intorno al tutore (indicato con la freccia) prestando particolare attenzione a non danneggiare i fiori!

Come la didascalia suggerisce, è molto importante in fase di avvolgimento evitare di danneggiare i fiori! Più facile a dirsi che a farsi :) vi verrà comunque in aiuto l’elasticità della pianta giovane…almeno all’inizio; quando crescerà e dovrete proseguire l’avvolgimento (magari con dei frutti che sono già in maturazione) il compito sarà decisamente più arduo :P

Per finire il discorso, più sopra ho parlato di legare il tutore ad un sostegno; questo sostegno può essere…qualsiasi cosa, e dipende dalla vostra situazione; se siete dentro una serra a centine, ad esempio, potete valutare di legare dei bambù ai montanti interni, e quindi collegare i tutori a filo a questi ultimi. Se invece siete, come nel mio caso, sotto una copertura antigrandine estesa, vi avvantaggerete dei sostegni della copertura stessa d.d guardate in foto sotto come ho sistemato una mancanza di pali applicando la tecnica a piante già adulte e parzialmente sostenute da tutori tradizionali:

tutori_filo3 Se non avete la possibilità di avvalervi di sostegni preesistenti, risolverete piantando due pali robusti alle estremità della linea di coltivazione (l’altezza deve, ovviamente, essere almeno pari a quella che vorrete far raggiungere alle vostre piante >.<) e sistemando fra i due un sostegno orizzontale leggero (va anche bene un cavo elettrico, io consiglierei però un bambù di piccolo diametro o un’assicella) solidamente ancorato, a cui legare i tutori.

Usando dei tutori a filo (in blu) posso gestire bene i getti basali e ascellari di queste linee di pomodori.

Usando dei tutori a filo (in blu), assicurati alla sommità della mia copertura antigrandine, posso gestire bene i getti basali e ascellari di queste linee di pomodori: ciascuno ha il suo e tutti son contenti!.

E direi che con questo abbiamo finito d.d Venerdì tornerà anche la rubrica “Chiedilo a Cal” con le parole-chiave più cercate di questa settimana!

 
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Pubblicato da su 24 agosto 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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