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Archivio mensile:agosto 2014

Aggiornamenti dall’orto – il finocchio

Esatto, oggi parliamo proprio di lui, il verduro più gaio dell’orto!

happyfaic

Il finocchio è gaio!

 GENERALITÀ  E CULTIVAR

Il finocchio (Foenicum Vulgare) è un vegetale della famiglia delle ombrellifere, originario (si pensa) dell’Asia minore e già nota a Greci, Egizi e Arabi, dunque estremamente diffusa nell’area Mediterranea sin dai tempi antichi. Esistono sostanzialmente due grandi varietà di finocchio, quello domestico, e quello selvatico: il primo, spontaneo, viene utilizzato come erba aromatica mentre il secondo, coltivato, ha impieghi estesi in cucina sia per il gusto e profumo più amabili, sia per la presenza di una parte edibile più consistente rispetto a quello selvatico, formata dagli stretti avvolgimenti delle guaine fogliari, carnosa e di colore bianco acceso.
L’odore peculiare del finocchio è dato dalla molecola odorosa dell’anetolo, un componente utilizzato nella preparazione di estratti e liquori (prima fra tutte, la sambuca!)

Il finocchio viene identificato molto spesso come una verdura prettamente autunnale/invernale, ma l’impostazione del ciclo dipende prima di tutto dalla latitudine, e secondo me non bisogna essere troppo manichei. Risulta infatti possibile seminare o trapiantare il finocchio a partire da Marzo e fino ad autunno inoltrato, e per ogni situazione esistono le cultivar giuste, dividendo il finocchio in estivo, autunnale e invernale, ed eventualmente discriminando in base alla lunghezza del ciclo: precocissimo (~90 giorni), precoce, medio o tardivo (~200 giorni).

  • come regola generale (spesso tuttavia, disattesa) le varietà che si seminano o trapiantano a Marzo-Aprile hanno tempi di maturazione più bevi rispetto a quelle che vengono messe giù a Settembre-Ottobre…

Le cultivar sono caratteristiche delle regioni in cui effettuerete la semina o il trapianto, e ne esistono una marea: diversamente dai pomodori io non ho un ceppo particolare a cui sono affezionato, ma prediligo quelli autunnali/invernali a ciclo precoce/precocissimo, che metto giù a metà/fine Agosto e raccolgo a fine Novembre.

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Pubblicato da su 27 agosto 2014 in Agricoltura, Cose utili

 

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Semina e gestione delle colture – orticoltura sinergica (cenni) e mutuo soccorso fra piante

Altro post che avevo in mente da prima della depressione delle vacanze, ed il cui spunto mi è venuto durante la stesura della mappa dell’orto per la prossima stagione…

  • tutti dovrebbero avere una mappa dell’orto per stabilire cosa piantare dove, in dipendenza dalle posizioni degli appezzamenti, del loro orientamento e della loro esposizione.

Il titolo si spiega da sé d.d citando direttamente da Wikipedia, l’orticoltura sinergica

Si basa sui principi elaborati da Fukuoka e dimostrati dagli studi microbiologici di Alan Smith (dipartimento agricolo del New South Wales), che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.

Un approccio decisamente bio, che prevede di sfruttare le sinergie fra gli organismi vegetali per agevolare una produzione sostenibile e naturale. Il nocciolo della questione è dunque proprio il seguente:

[…] è importante che vengano assortite le piante in maniera da arricchirsi vicendevolmente […]

Non ci sono troppe stronzate new age, quanto piuttosto un approccio razionale volto all’ottimizzazione delle coltivazioni (e non allo sfruttamento in quanto tale) quindi la cosa ci piace happyfaic

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Pubblicato da su 25 agosto 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Semina e gestione delle colture – tutori a filo

Benritrovati bestie :) fatto belle vacanze, si? Io no.

Oggi parliamo, come da titolo, di un’alternativa ai sostegni classici (a cui avevamo dedicato un articolo non molto tempo fa) che sembra essere abbastanza di moda tra chi si avvicina per la prima volta al mondo della coltivazione amatoriale, il cui spunto mi viene da una chiave di ricerca che ho trovato tempo fa nelle mie statistiche.
Il nocciolo della questione è dunque quello dei tutori a filo, ovvero l’utilizzo di corde in alternativa ai picchetti classici, soluzione che presenta pregi di economicità (potete usare praticamente tutto quanto abbia una buona resistenza per effettuare le legature, compresi i nastri dei pacchi-regalo!) e relativa minore invasività dello spazio (non dovrete conficcare pali in giro per l’orto, spesso e volentieri fra le radici delle piante già dimoranti, se siete – e lo siete – bestie poco previdenti) a fronte di una maggiore difficoltà di applicazione (utilizzare i fili per direzionare le piante è meno immediato rispetto ai pali, e i primi tempi ci saranno madonne che volano). Il mio consiglio è di provare, a inizio stagione, la tecnica su un numero ridotti di piante e vedere se fa al caso vostro, prima di applicarla en masse a tutta la vostra produzione…!

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Pubblicato da su 24 agosto 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Chiedilo a Cal #5 – malattie, rimedi e…zucchine

Salve, bestie :) nuovo appuntamento con la rubrica settimanale di stigrancazzi, e lo iniziamo con una ricetta, indovinate il tema? Bravi, ci avete preso…

zucchina di albenga si puo friggere?

…certo che si! Per preparare un antipasto gustoso, procurati una o due zucchine di medie dimensioni, che taglierai alla julienne (vale a dire, nel senso della lunghezza: prima le fai a metà, poi ancora a metà e se è il caso ancora una volta…cioè hai capito no?) e friggerai in abbondante olio di semi; a parte versa in un pentolino due dita d’aceto bianco, aggiungi salvia a foglie e aglio a piacere, quindi fai friggere brevemente in modo che i gusti cedano profumo alla mistura. Versa il tutto sulle zucchine fritte e servi tiepido: hai appena preparato le zucchine in carpione, di cui mio padre è ghiottissimo (ma dopo gli viene un fiato da coguaro delle Montagne Rocciose che posso usarlo per fulminare la cocciniglia sul limone senza comprare l’oliocin!).

  • l’alternativa “soft” è friggere le zucchine alla julienne in pastella e intingerle nel ketchup come se fossimo degli zotici americani alle prese col finger-food del sabato sera!

Sbrigata la formalità culinaria, come al solito parliamo di malattie…

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