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Chiedilo a Cal #3 – ma quante domande avete?

18 Lug

Questa settimana molte domande, siete scatenati o.O desidererei iniziare pubblicando una mail che mi è arrivata, e la mia relativa risposta…

Dunque dunque, Andrea scrive:

Ciao,

ho un dubbio relativamente alle zucche d’albenga. Mi puoi confermare che si possono consumare sia come zucchine (e quindi da immature) che come zucche normali, con raccolta in autunno?
In internet trovo risposte discordanti. Spero tu possa fugare i miei dubbi perché ne ho l’orto pieno e non vorrei ritrovarmi con chili e chili di zucche immangiabili.

Saluti e grazie

Andrea

Che dire, mi ha fatto molto piacere ricevere questa mail; significa che a qualcuno di voi interessa quello che faccio. La mia risposta è stata:

Ciao,

io le zucche “immature” le lascio crescere fino alla dimensione di una spanna, poi le stacco e le uso insieme alle altre verdure per fare il passato. Invece, non ho mai provato a consumarle come gli zucchini tradizionali, ad esempio in insalata o fritti, ma tu puoi sempre provare non ti posso confermare nulla, come ti ho detto, non ho idea del gusto che sanno preparate in altro modo (anche se, secondo me, siamo lì) dato che le ho sempre usate, come ho detto, nel passato di verdura.

Potresti provare a prenderne una e trattarla come uno zucchino, se viene uno schifo allora lasci perdere.

A presto, e grazie per avermi scritto.

Cal

Se qualcuno ha lo stesso problema e desidera provare, ogni feedback è bene accetto ;) siete inoltre liberi di scrivermi per farmi domande, io pubblicherò le vostre mail nelle rubriche per permettere a tutti di leggere le risposte. E adesso avanti popolo…con le parole della settimana!

Iniziamo con una serie di domande su zucche e zucchine; per prima voglio trattare una questione che interesserà a molti, posta dalle ricerche:

coltivare zucche che non marcisca

le zucche a trombetta marciscono in punta

Eventualità fastidiosa, quella delle zucche/zucchine che marciscono in punta; nel caso delle seconde, anche senza arrivare al marciume si ravvisa spesso un avvizzimento, sempre a partire dall’esterno verso l’attaccatura del frutto, che li blocca alla lunghezza di pochi centimetri facendoli diventare gialli e immangiabili.
Le cause, dalla mia esperienza, possono essere molteplici:

  1. gli squilibri idrici sono senza dubbio una eventualità da considerare: troppa acqua le fa marcire, troppo poca le fa ingiallire. L’ideale sarebbe effettuare irrigazioni regolari, ad esempio ogni 2 giorni. senza gettare l’acqua direttamente sulle radici. Se tuttavia possiamo difenderci dalla carenza, gli eccessi dovuti alla pioggia si risolvono soltanto con piante in serra.
  2. anche l’apporto nutritivo sbagliato è causa di problemi: un eccesso di azoto causa il marciume dei frutti in allegagione, così come una carenza di calcio. Il mio consiglio è di migrare dall’N al Ca dopo un mese di vegetativa all’incirca, ovvero quando i primi frutti iniziano a mostrarsi. Questo non significa rinunciare totalmente all’apporto di azoto, soltanto prediligere concimi a titolo più basso (orientati maggiormente verso P, K e microelementi) in modo da bilanciare i nutrienti in modo conforme alla fase del ciclo vitale…!
  3. Il problema potrebbe anche essere collegato ad una malattia: la botrite (muffa grigia) attacca il fusto della pianta e poi si diffonde ai frutti facendoli letteralmente marcire quando sono ancora attaccati; si riconosce per la presenza di chiazze nere sui fusti stessi, e va trattata con fitofarmaci specifici (i rimedi naturali servono a poco contro questo flagello). Va anche detto che la malattia “preferita” delle zucche e zucchine è l’oidio, quindi tenderei ad escludere questa eventualità, almeno in prima analisi (e in mancanza di sintomi corretti).
  4. anche la possibilità di difetti del seme non sono da scartare: senza scomodare la virosi (anche quella è una vera peste delle colture!) è sempre possibile che semi di scarsa qualità producano piante deboli e incapaci di portare a maturazione il frutto…!
  5. c’è inoltre l’eventualità del trauma meccanico da tenere in conto, se ogni altra diagnosi fallisce: i vecchi dicevano che se uno tocca le zucche o le zucchine non ancora formate, ad esempio per legare o sfoltire la pianta, loro si bloccano e vanno alla malora. Prendete la spiegazione con le dovute pinze, io personalmente ci credo poco.
  6. è inoltre possibile, per finire, che l’avvizzimento sia causato da una mancata allegagione dei frutti stessi causato dall’assenza (o deformazione) dei fiori maschili: se li tagliamo via tutti per farceli panati, non possiamo avere impollinazione e dunque lo sviluppo si arresta.

Fiori maschili di zucchina: li riconoscete perché crescono alla cima di un gambo sottile leggermente spinoso (configurazione simile per le zucche). Se li togliete tutti, l’impollinazione non può avvenire!

Sempre in tema di zucche:

quando e’ maturo il zucchine trombetta

Lo zucchino è maturo da quando inizia ad essere più lungo di una spanna :P la consumazione del frutto avviene sempre in fase di immaturità, sennò poi gli vengono i semi e la polpa diventa dura d.d la zucca invece è matura verso Ottobre, te ne accorgi quando, facendo toc-toc, suona vuota e l’attaccatura del picciolo è marroncina. Articolo in aiuto, come sempre!

la coltivazione delle zucchine di possono tagliere le foglie che ostacolino la loro crescita?

Nell’articolo (linkato poco sopra) c’è una spiegazione, per riassumere: le zucche si cimano alla quarta-quinta foglia (c’è chi dice alla terza) contata dal piede della pianta e relativamente al getto principale; ciò farà sviluppare alla pianta dei rami collaterali su cui poi allegheranno i frutti. Riguardo a ciò: è bene evitare di lasciare più frutti sul medesimo ramo, o sulla stessa pianta in generale, perché la produzione sarà di qualità e quantità inferiore. Molto meglio lasciare che i frutti attecchiscano e, quando saremo sicuro che non marciranno più (indicativamente dopo due settimane che sono attaccate) tagliare via quelli in sovrannumero, utilizzandoli come base per il passato di verdura o consumandoli come degli zucchini (vedi mail introduttiva).

Nel caso delle zucchine, è possibile e financo doveroso togliere le foglie più basse, che sono le prime ad essere colpite da ingiallimenti e avvizzimenti mano a mano che la piante cresce, in modo da evitare che eventuali malattie si rpopaghino. Nell’articolo a proposito delle zucchine, avevo anche detto come fosse possibile eliminare i getti collaterali che sottraggono preziose risorse allo sviluppo della pianta stessa…

quando e maturo il fiore di zucca?

Il fiore di zucca _non_ matura, perché _non_ è un frutto >.< possiamo raccoglierlo insieme con gli zucchini, se si tratta di un fiore femminile, oppure in un qualsiasi momento prima che avvizzisca, se si tratta di un fiore maschile. Il fiore si raccoglie quando è bello grande (quasi come una mano aperta) e giallo sulle punte secondo alcuni semplici accorgimenti:

  1. evitiamo di tagliare il fiore lasciando attaccato lo zucchino (faremo marcire quest’ultimo)
  2. raccogliamo prediligendo le ore del mattino (quando, causa la frescura della notte, i fiori sono belli aperti)

coltivare zucchino tondo piacenza vaso

…non ci ho mai provato, e dovrei sempre mettere su un articolo sull’orto in vaso…

A naso ti suggerirei un vaso importante, diciamo 50-60 litri, con uno strato di argilla espansa sul fondo e del terriccio universale soffice e ben drenante (valuta se addizionare di perlite o pomice). La larghezza del vaso servirà a distribuire il concime lontano dalle radici per evitare accumuli nocivi di sostanze, e ad ospitare una spalliera opportuna per sostenere la pianta (a meno di non volerla lasciare strisciante); non ho esperienza col tondo di Piacenza, mi pareva di aver letto da qualche parte che dovrebbe fare un fusto sottile, tipo melone, e frutti sferici. Mi sentirei di consigliarti la concimazione che ho discusso nell’articolo, comunque prendi le informazioni con cautela, dato che questa coltivazione non l’ho mai sperimentata in prima persona.

Cambiamo argomento ora: fagioli e fagiolini!

fagiolo bobis nano vengono dei fagioli grossi?

Beh, dipende :P da due cose essenzialmente:

  1. il fattore ambientale, e
  2. il fattore umano

…volendo possiamo metterci anche la qualità del seme, ma possiamo assumere che uno abbia a disposizione genetiche sane. Puoi leggere il mio articolo in merito alla coltivazione dei fagiolini per avere delle informazioni utili anche a trattare i loro cugini maggiori; molto brevemente, per avere una buona produzione, mettili in un terreno lavorato e ammendato di stallatico, dove siano riparati dal calore delle ore centrali della giornata (se pensi di effettuare semine estive, il pieno della vegetativa ce lo avrai in Luglio-Agosto) in file distanti 30 cm, con semi a 5-7 centimetri uno dall’altro (quest’anno ho fatto l’errore di metterli troppo fitti, e si sono dati fastidio uno con l’altro a scapito della produttività!) e solchi profondi non più di 5cm. Annaffia a doccia dopo aver coperto i semi, quindi stendi sopra un tessuto-non-tessuto per preservare l’umidità del suolo, che toglierai non appena i virgulti inizieranno a spuntare.

Irriga con regolarità nel solco, senza causare ristagni d’acqua, e dagli da mangiare azoto e potassio, all’inizio del ciclo di vita e durante la fruttificazione rispettivamente. Rincalza quando le piante sono alte una spanna e non dimenticare di posizionare dei tutori prima che si alzino troppo: anche se la varietà è nana, raggiungerà comunque un’altezza di 40-50 cm e allegherà i frutti in cima alle piante. L’uso dei sostegni, a cui le piante si aggrapperanno per conto loro, eviterà che il peso dei frutti (o semplicemente il vento) le spezzi.

Raccogli iniziando dal basso, quando i baccelli sono gonfi e duri al tatto: la grandezza del fagiolo dipende dalla cultivar, io metto sempre i borlotti lingua di fuoco che mi producono dei frutti grossi come un polpastrello, in ogni caso non aspettarti baccelli tutti pieni e metti in conto che qualcuno ammuffisca, o non venga portato a frutto, specie se la pianta è molto carica! Per migliorare la resa puoi provare a pomparli col fertilizzante chimico, ma non è un metodo molto sano e se gliene dai troppo rischi di bruciare le piante…

perche il fagiolo nano rampicante fa solo figli e non fagioli

Questa è strana o.O può essere per poca concimazione/terreno inadatto/clima avverso? Prova a potare le branche collaterali indesiderate e/o l’occhio della pianta, nei pomodori si usa così per spingere alla produzione di frutti. A me non è mai capitato che i fagioli non facessero, in ogni caso:

SI DECLINA OGNI RESPONSABILITA’ NEL CASO DI MORTE O RIBELLIONE DELLE PIANTE STESSE

:P

mese dei fagiolini

Indicativamente da Marzo a Luglio (per varietà precoci che maturano in 50-60 giorni). C’è da dire che le semine estive devono fare i conti col sole cocente di Agosto, e se non adeguatamente protette non riusciranno a superarlo…

malattie del fagiolino

Molteplici: come ho detto nell’articolo, possono prendersi la peronospora, la ruggine e l’antracnosi, patologie fungine causate dall’eccessiva umidità dovuta tanto a ristagni d’acqua, quanto a condizioni ambientali avverse e prolungate. Possono inoltre soffrire di ustioni solari (è bene proteggere le semine estive dal sole dei mesi più caldi!) e venire assaliti dagli afidi (capita quasi sempre) o dai ragnetti rossi. Data la virulenza delle malattie che ho elencato, alle prime avvisaglie io cerco sempre di trattare coi prodotti specifici, sperando che non vadano a pregiudicare troppo la fioritura: tengo i macerati come fattori preventivi, perché la loro forza non è paragonabile a quella dei fitofarmaci di sintesi, ai quali cerco di unire le condizioni più favorevoli possibili affinché le malattie non si sviluppino proprio.

Discorso a parte meritano i parassiti, verso i quali ho notato una buona efficacia dei macerati nel caso di infestazioni non troppo estese, che capitano fatalmente quando ci sono già i frutti: a mio parere, per evitare di intossicarsi, in situazioni di malattie a raccolto inoltrato è imperativo usare ritrovati naturali oppure mettersi il cuore in pace e salvare il salvabile.

A proposito di ritrovati naturali…

purea di ortiche per piante

La purea di ortiche è una salsa :P per le piante abbiamo il macerato, ne avevo parlato in un articolo tempo fa…

Ultime osservazioni sparse per argomento:

piante limone malattie

Temi la cocciniglia sopra ogni altra cosa, è il vero flagello dei limoni; nel mio articolo avevo riassunto una serie di rimedi per contrastarla (sempre tenendo conto che una volta che si impossessa di una pianta, difficilmente te ne liberi!). E anche se non rientrano nella categoria delle malattie, fai uguale attenzione al freddo e alla grandine, capaci di rovinare non solo il raccolto, ma la pianta stessa…

Sempre in tema di limoni:

quale è il limone con la buccia sottile

io ti consiglierei le varietà vaniglia, femminello e primofiore. I Meyer e Volkameriano hanno buccia media, più sottile degli sfusati. I cedri sono al primo posto in quanto a spessore, non per niente li usano per fare i canditi!

Pomodori, adesso:

conserve di cuore di bue pezzetti

La conserva di pomodoro a pezzettoni (conosciuto da alcuni come “pomodoro fresco”) è una alternativa alla passata, dalla preparazione rapidissima: è sufficiente prendere dei pomodori, pelarli e privarli dei semi, quindi tagliarli a tocchetti con un coltello ben affilato. I pezzi andranno introdotti poco per volta dentro barattoli della dimensione desiderata, e compattati battendo leggermente i recipienti; per finire dovremo sterilizzare tramite bollitura, come avevo spiegato nell’articolo sulle pesche sciroppate.

In alternativa, se vogliamo una via di mezzo, possiamo seguire la ricetta seguente: sempre partendo da pomodori pelati, facciamone bollire in pentola una quantità variabile da 1/6 a 1/3 (dipende da quanto vogliamo che sia “brodosa” la conserva!) schiacciandoli con un cucchiaio di legno fino a che non si saranno disfatti. Quando la brodaglia bolle, aggiungiamo poco per volta la parte restante dei pomodori pelati e mondati, questa volta senza schiacciarli. Al termine lasciamo bollire ancora per 5 minuti, quindi invasiamo a caldo, capovolgiamo e disponiamo i vasi dentro una cassetta foderata di stracci (come avevo spiegato nell’articolo sui pomodori, relativamente alla passata classica).

  • qualcuno sterilizza con l’acido acetil-salicilico; io non l’ho mai fatto…

Dopo i pomodori, una ricerca che non so interpretare, a tema cipolle:

infiorescenza cipolla

…meh? meh

Non conosco metodi di utilizzo, se non quello di intrecciarla alle altre per poi appendere le cipolle in luogo fresco e asciutto :P prossima volta sii più specifico, non ho capito a che ti serve l’infiorescenza, vuoi sapere com’è fatta?

Infiorescenza di cipolla d.d

In realtà le infiorescenze delle cipolle tu non dovresti proprio vederle, perché sono una conseguenza della montata della cipolla stessa, che consuma il bulbo per emettere quei semi a grappolo. Una cipolla montata è inutilizzabile in cucina X.x in ogni caso, di solito i bulbi delle cipolle in commercio non montano, in quanto l’infiorescenza si secca prima che possa generare i semi (ed anzi, questa è l’indicazione che si può procedere alla raccolta!). Malgrado questo a me è capitato quest’anno che parecchie delle cipolle seminate in Novembre montassero a questo modo: io lo imputo allo stress che la pianta può aver sofferto rimanendo per così tanto tempo esposta alle intemperie prima di avere le condizioni adatte per la germinazione, di certo qualcuno che ha studiato potrà dirti la causa precisa, se te ne frega qualcosa.

Concludiamo con una nota:

cal the pal racconti

Mi fa piacere che qualcuno li cerchi ^_^ ugualmente, mi farebbe piacere ricevere qualche parere via mail, se gradite; ogni consiglio per migliorare il mio stile è sempre bene accetto!

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2014 in Agricoltura, Chiedilo a Cal, Cose utili

 

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