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Archivio mensile:luglio 2014

Concimi bio – dalla cucina all’orto

Bene, ciao a tutti :) tempo fa abbiamo parlato dei macerati come fertilizzanti e antiparassitari/fungicidi naturali; ora parliamo di tutte quelle diluizioni, scarti e rifiuti cosiddetti tali che possono fare del bene alle nostre colture (e del male alle tasche di chi, sulla vendita del chimico, ci campa :P).
Come al solito le mie fonti sono l’esperienza e la Rete, chi avesse qualcosa che gli rode perché vede una sua idea riportata qui, sappia che la chimica e gli elementi non sono stati brevettati da nessuno :P

Per prima cosa: mia nonna gettava sempre i fondi del caffè nei vasi dei gerani o ai piedi del rosmarino, e mia madre ha continuato l’opera con il contenuto delle bustine di the (ovviamente svuotate e dunque prive della tela!), o anche con la ribollitura del medesimo – volgarmente detta “piscio di cammello” (Cit “La Torre Nera 4: la sfera del buio”): azoto, magnesio, fosforo e potassio sono tutti elementi della vita che ritroviamo in questi rimasugli, che spargeremo superficialmente intorno alle nostre piante, in vaso o in orto, interrando superficialmente nel caso utilizzassimo parti solide.

  • nel caso delle cialde da macchinetta del caffè, non cambia nulla: potete utilizzare il contenuto come se fosse quello della moka, inoltre, svuotandole potrete metterle nella plastica (invece che nel non riciclabile)
  • il the è un ottimo concime per le acidofile (ortensie e simili)
  • se non desiderate usare questi residui come fertilizzante, c’è sempre la compostiera ;)

Altra idea utile, l’acqua di bollitura delle verdure: se non volete usarla come base per il passato di verdura, potete tranquillamente impiegarla come fertirrigante, dato che essa contiene tutte le sostanze nutritive rilasciate dalle verdure durante la lessatura. Già che parliamo di reflui, anche i rimasugli di latte (la sciacquatura delle mozzarelle, il residuo che rimane nei contenitori, i cartoni scaduti, i formaggi a pasta molle ugualmente non più consumabili, dopo essere stati adeguatamente disciolti in acqua) possono venire utilizzati come fonte di calcio, tutto sta a volersi mettere lì e sporcarsi le zampe :P perfino la birra (naturalmente quando è sgasata, non è etico impiegarla in usi differenti quando è bevibile) può stimolare le piante alla formazione di nuove foglie.

Anche i gusci d’uovo polverizzati possono essere utilizzati come fertilizzante (seccano la terra) per quelle colture che necessitano di calcio durante la fase di allegagione, come le zucchine o i peperoni; che dire poi della cenere, anch’essa utilizzata dai nostri vecchi quando la chimica non esisteva pressoché: otterremo da essa potassio e fosforo, ma dovremo fare attenzione a che non contenga chiodi o pezzi di ferro, e soprattutto che provenga da legname biologico, visto che non vogliamo avvelenarci coi solventi, le colle o le vernici utilizzate nel trattamento del legno…giusto?

 
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Pubblicato da su 26 luglio 2014 in Agricoltura, Cose utili

 

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Chiedilo a Cal #4 – questione di pomodori, limoni, patate e…zucchine!

Sempre loro d.d ne fate una vera e propria malattia, con ‘ste zucchine! Comunque stavolta non iniziamo dalle cucurbitacee, per cambiare un po’, alcune delle vostre ricerche contenevano richieste specifiche per la cura e gestione dei pomodori. Vediamone qualcuna:

corone piante pomodoro

Trattasi dei grappoli di fiori che si diramano dal fusto principale della pianta (o, sempre dal fusto principale, degli eventuali collaterali che avrete lasciato); sono molto delicati e non vanno maltrattati quando effettuate le legature. Inoltre non tutti porteranno frutto proprio perché sono così delicati: sbalzi di temperatura o traumi meccanici indipendenti dalla nostra volontà li faranno ingiallire e poi avvizzire, o semplicemente ne spezzeranno il gambo sottile.

Corone (A e B) e getto apicale, indicato dalla freccia.

Corone (A e B) e getto apicale, indicato dalla freccia.

Per quanto appena detto, è molto importante mantenere molte corone, di modo da cautelarsi contro le inevitabili perdite! Naturalmente tenendo conto di quanto è stato detto nell’articolo a proposito della sfemminatura: se lasciate troppi collaterali, la pianta si concentrerà sulla produzione delle foglie a scapito di quella dei frutti!

cura dei pomodori presi dalla grandine

Qua direi che c’è poco da fare: la grandine va evitata punto e basta. Puoi sicuramente togliere i frutti ammaccati (se sono ancora verdi, matureranno se chiusi dentro a barattoli di vetro con dentro una banana matura – mi pareva d’averne parlato nell’articolo linkato poco sopra) e tagliare via le foglie troppo rovinate, ma se la pianta ha subito danni critici, l’unica è toglierla e mettersi il cuore in pace. La prossima volta, valuta l’idea di costruire una copertura antigrandine: bastano quattro pali alti 3 metri, che pianterai a coppie all’inizio e alla fine dell’aiuola, e poi qualche metro quadrato di rete antigrandine (dovresti cavartela con una spesa di non più di 20€, ma proprio se hai una superficie ampia!) che fisserai con fil di ferro o con fascette di plastica – ben tesa mi raccomando!
Sempre a proposito dei danni subiti dai pomodori, qualcuno chiede:

come curare una pianta di pomodoro spezzata

Qui è indubbiamente possibile intervenire, lo dico per esperienza, con probabilità di successo che sono tanto maggiori quanto minore è il danno e giovane la pianta. Il pomodoro può piegarsi (stenosi) sotto il peso di una corona carica, come venire travolto dal gatto (suggerisco di scuoiarlo) oppure investito da una raffica di vento X.x nel primo caso è sufficiente (come riportato nel solito articolo) sostenere il ramo piegato con una banda di tessuto a sezione larga, ricavata facendo a pezzi uno straccio e legata al medesimo tutore del fusto; nell’eventualità di una frattura, riaccostate gli estremi e poi assicurateli abbastanza fermamente con un pezzetto di fil di ferro.

  • alcuni usano il mastice per piante, io non l’ho mai fatto…

Per finire, posizionate un bastoncello più sottile del tutore normale a sostenere la pianta (fatevi aiutare da qualcuno, così evitate di combinare guai ancora maggiori!) e pregate il Dio che conoscete: se nel giro di qualche giorno la pianta non avvizzisce vorrà dire che i tessuti si sono saldati: rimuovete allora il fil di ferro prima che causi a sua volta una stenosi, e in futuro state più attenti!

  • la tecnica funziona anche con altre piante, specie con quelle a fusto legnoso, come limoni o crisantemi

pomodori non oltre due metri

Qui è semplice: al raggiungimento dell’altezza desiderata, prendere un paio di forbici affilate e decapitare (topping) la pianta: dovremo tagliare via il getto apicale del fusto principale (o di un collaterale che si sta alzando troppo), riconosceremo il medesimo per la presenza di foglioline piccole e tenere, color verde chiaro, come “avvolte” su loro stesse. Ciò darà impulso alla formazione di nuove femminelle, che dovremo ricordarci di togliere!

tenere semi costoluto

Oh, questa è interessante! Ne avevo parlato in un articolo sulla gestione delle colture, mi pare, in ogni caso tenere i propri semi, sebbene alcuni dicano che imbastardisce le colture, a me non ha mai dato alcun problema: non lo consiglierei a chi pratica agricoltura industriale, proprio perché lì si cercano esemplari dal genotipo stabile e preciso (riutilizzando i semi, tra una generazione e l’altra i caratteri si mescolano a quelli delle generazioni più antiche!) ma noi coltivatori amatoriali non avremo nessun problema ;)

…so che visti così sembra che di questi semi, estratti col metodo che vi ho brevemente illustrato, non sia rimasto nulla…e in effetti non sono per niente belli da vedere, ma fidatevi: germineranno…

Ricavare i semi dal pomodoro – come da qualsiasi altra varietà – è semplice: si prende un esemplare bello maturo, lo si squarta, si rimuovono i semi con un cucchiaino (o con un coltello, nel caso di polpa dura, come zucchini o melanzane) e si dispongono in un colino, dove verranno lavati sotto acqua corrente. Per finire si mettono i semi ad asciugare sopra un fazzoletto (eviterei lo scottex: si attacca ai semi stessi) e, quando sono ben asciutti (e solo allora!) si staccano delicatamente e si chiudono dentro un barattolo di vetro, chiuso a seconda delle scuole di pensiero da un tappo a vite o da un pezzo di garza tenuto fermo da un elastico. Conservare in luogo fresco, asciutto e soprattutto buio (alcuni li tengono in frigorifero!): la germinazione è assicurata (sempre tenendo conto che parliamo di qualcosa di vivo e non trattato) anche per 2-3 anni a venire.

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Pubblicato da su 25 luglio 2014 in Agricoltura, Chiedilo a Cal, Cose utili

 

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Intrecciare le cipolle

Luglio e Agosto sono i mesi in cui tradizionalmente si raccolgono le cipolle: si tratta di elementi relativamente delicati, che vanno gestiti nel modo opportuno per evitare il più possibile che marciscano (e mettendo in conto, naturalmente, l’insorgenza di qualche perdita). Una conservazione corretta delle cipolle garantisce la loro sopravvivenza fino alla stagione successiva, evitandoci di doverle comperare

Per prima cosa, è necessario partire da bulbi che siano già stati fatti asciugare nonché ripuliti dai residui di terra (attenzione a non spellarli, quando scrostate le ultime tracce: il frutto si guasta!); dopodiché, in giro su Internet si trovano svariate fonti con indicazioni per immagini, ve ne propongo alcune…

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Pubblicato da su 20 luglio 2014 in Agricoltura, Cose utili

 

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Chiedilo a Cal #3 – ma quante domande avete?

Questa settimana molte domande, siete scatenati o.O desidererei iniziare pubblicando una mail che mi è arrivata, e la mia relativa risposta…

Dunque dunque, Andrea scrive:

Ciao,

ho un dubbio relativamente alle zucche d’albenga. Mi puoi confermare che si possono consumare sia come zucchine (e quindi da immature) che come zucche normali, con raccolta in autunno?
In internet trovo risposte discordanti. Spero tu possa fugare i miei dubbi perché ne ho l’orto pieno e non vorrei ritrovarmi con chili e chili di zucche immangiabili.

Saluti e grazie

Andrea

Che dire, mi ha fatto molto piacere ricevere questa mail; significa che a qualcuno di voi interessa quello che faccio. La mia risposta è stata:

Ciao,

io le zucche “immature” le lascio crescere fino alla dimensione di una spanna, poi le stacco e le uso insieme alle altre verdure per fare il passato. Invece, non ho mai provato a consumarle come gli zucchini tradizionali, ad esempio in insalata o fritti, ma tu puoi sempre provare non ti posso confermare nulla, come ti ho detto, non ho idea del gusto che sanno preparate in altro modo (anche se, secondo me, siamo lì) dato che le ho sempre usate, come ho detto, nel passato di verdura.

Potresti provare a prenderne una e trattarla come uno zucchino, se viene uno schifo allora lasci perdere.

A presto, e grazie per avermi scritto.

Cal

Se qualcuno ha lo stesso problema e desidera provare, ogni feedback è bene accetto ;) siete inoltre liberi di scrivermi per farmi domande, io pubblicherò le vostre mail nelle rubriche per permettere a tutti di leggere le risposte. E adesso avanti popolo…con le parole della settimana!

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Pubblicato da su 18 luglio 2014 in Agricoltura, Chiedilo a Cal, Cose utili

 

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Quello che ti fa venire voglia di mollare tutto…

Niente cappello di cazzate stavolta, solo una immagine:

...

Questa cosa qui si chiama botrite, o muffa grigia: colpisce il pomodoro, la patata e le principali orticole, insorgendo dopo periodi continuati di umidità e basse temperature. Presente il maltempo continuo di questi giorni? Avevo dei pomodori bellissimi, maestosi, curati da Marzo a prezzo del mio tempo preziosissimo, che mi avevano ripagato con un carico strepitoso…e poi arriva questo…una cosa mai vista in cent’anni che la mia famiglia fa l’orto, una cosa mai vista con le proporzioni con cui è arrivata tra Sabato e Domenica scorsi.

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Pubblicato da su 15 luglio 2014 in Agricoltura

 

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Chiedilo a Cal #2 – convivenza tra peperoni, fagiolini coi pidocchi, forchettate di terra e molto altro!

Oggi niente convenevoli. Passiamo subito al dunque con le ricerche. Credo che dalla prossima settimana mi sceglierò un giorno per farle uscire a cadenza regolare, che ne dite del venerdì?

Vabbè, passiamo oltre d.d

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Pubblicato da su 11 luglio 2014 in Agricoltura, Chiedilo a Cal, Cose utili

 

Chiedilo a Cal #1 – vita media dei limoni, chimica dei fagiolini e studi del comportamento dei pomodori

Salve, mentecatti :) ho notato che molte delle parole-chiave che vi indirizzano al mio blog sono vere e proprie domande, questioni specifiche che spesso e volentieri non tratto nei miei articoli, a cui invece cerco di dare un piglio il più possibile generale. In virtù di questo, da oggi nasce una nuova categoria del blog (che vista la mia incostanza, spero di riuscire a portare avanti!).

Nell’attesa di trovare un’immagine carina da usare come logo, passiamo alle domande…

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Pubblicato da su 4 luglio 2014 in Agricoltura, Chiedilo a Cal, Cose utili

 

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