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Aggiornamenti dall’orto – il peperoncino rotondo

28 Giu

Oggi parliamo di una pianta minore, che sicuramente avrete già sentito nominare nonché assaggiato: chi non conosce i peperoncini rotondi ripieni? In una qualsiasi gastronomia ve li proporranno, ma vuoi mettere coltivarsi le piante e farseli da sé?

Peperoncini rotondi “bacio del diavolo”: da trattare con cautela! *_*

Peperoncino verde formato da qualche settimana. Attenti a non strapazzarlo quando legate la pianta, altrimenti si guasta!

Peperoncino verde formato da qualche settimana. Attenti a non strapazzarlo quando legate la pianta, altrimenti si guasta!

Molto brevemente: esiste una bona varietà di cultivar differenti, io ho sempre e soltanto messo la varietà “ciliegia piccante” altresì conosciuta come bacio del diavolo, apprezzata per la polpa spessa e il sapore decisamente rovente, con un retrogusto dolce che conforta il palato dopo la violenza (*_*). Valgono le idee espresse per i peperoni “normali”: seminerete in vaso a partire dalla seconda metà di Marzo, in luna crescente, a spaglio per poi procedere al diradamento quando le pianticelle saranno alte 5-6 centimetri. Non vi ho mostrato il ciclo dall’inizio perché me ne sono dimenticato, nel caso farò edit l’anno prossimo. Se non vi sta bene, fanculo.

fiori_peperoni

Fiori di peperoncino. Magari alla vostra passera piacciono. A ben pensarci però, perché sprecare dei fiori – che poi diventeranno frutti – per una femmina? :)

In qualsiasi caso, avrete cura di mettere a dimora in un posto che goda di sole diretto per la maggior parte della giornata, in un terreno drenante e concimato a base di stallatico maturo, posizionando le piante su file distanti 60 cm con uno scarto di una spanna abbondante tra l’una e l’altra. Fra le due file avrete cura di scavare un solco, che riempirete d’acqua a intervalli regolari (ovvero, quando la superficie si secca) in modo da non versarla direttamente sulle radici. La concimazione è a base di azoto per le fasi di vegetativa, che si protraggono fino a Giugno-Luglio in dipendenza dal tempo, durante le quali la pianta svilupperà un fusto legnoso estendendosi ad un’altezza di 50-60 centimetri, da cui si dipartiranno molteplici rami collaterali (alcuni suggeriscono di tagliarne via alcuni, io non l’ho mai fatto) che ben presto si riempiranno di fiori bianchi. Alla caduta del fiore, delle piccole palline verde scuro segnaleranno l’inizio dell’allegagione del frutto.

In questa fase io passo sempre ad una concimazione a titoli elevati di potassio, senza però soffocare le piante di attenzioni: la cosa migliore sarebbe segnare su un calendario quando  è stata effettuala la concimazione, per evitare di indurre eccessi di qualunque tipo!
Ecco una visuale d’insieme della mia coltivazione, tre mesi dopo la messa a dimora dei virgulti:

Una coltiva di peperoncini.

Una coltiva di peperoncini.

Notate, vi prego, il solco intermedio per l’irrigazione; di volta in volta dovrete premurarvi di sarchiare superficialmente il terreno, di modo da eliminare la crosta che si formerà dopo annaffiature ripetute, e rincalzare le piante mano a mano che crescono. Ovviamente – l’ho dato per scontato, se mi avete seguito fino a qui qualcosa dovrete aver imparato finora – le medesime andranno sostenute mediante paletti da giardino di legno o plastica, che sarebbe meglio piantare prima della posa (in modo da non offendere le radici successivamente) ed a cui i fusti dovranno venire legati progressivamente con raffia o fil di ferro da giardinaggio, orientando in tal modo la crescita ed evitando piegature e rotture anche accidentali: una pianta alta e non legata può venire benissimo spezzata da un colpo di vento, e poi sono i soliti moccoli livornesi…

Le piante saranno pronte da fine Agosto in poi: se il tempo accompagna particolarmente, aspettatevi due raccolti scaglionati, in ogni caso i peperoncini andranno colti quando sono belli, rossi e turgidi, e preparati immediatamente: molti li mantengono secchi, alcuni temerari li usano nelle insalate, io prediligo invece la conservazione sott’olio, e qui si torna ai famigerati peperoncini da gastronomia di poco sopra…

PEPERONCINI RIPIENI SOTT’OLIO

Esistono molte varianti della ricetta, io vi presento quella classica che facciamo da quando ero piccolino. Partiamo ovviamente dalla materia prima: per riempire una Bormioli formato piccolo, vi serviranno dai 15 ai 25 peperoncini, dipende dalla grandezza:

Il primo passo: peperoncini appena raccolti!

Il primo passo: peperoncini appena raccolti!

I peperoncini andranno lavati senza rompere la buccia, asciugati, quindi mondati del torsolo e dei semi; procuratevi un coltello appuntito e incidete con delicatezza intorno alla coroncina verde del picciolo, quindi rimuovetelo, rovesciate il peperoncino e battete con delicatezza per far cadere giù i semi rimasti intrappolati…

Il risultato che dovreste ottenere...

Il risultato che dovreste ottenere…

Successivamente riempite una pentola di aceto puro e fate bollire i peperoncini per non più di cinque minuti…

  • se ne avete molti, dividete la procedura in due o tre turni, in modo da farli impregnare ben bene!

Quando li tirate fuori fate attenzione a non bucarli (meglio usare un cucchiaio) e metteteli a scolare ed asciugare, capovolti sopra un pannocarta, per una notte. A questo punto prendete due scatolette di tonno, sgocciolatele dall’olio e svuotatele dentro una scodella capiente; aggiungete una manciata di capperi e qualche cucchiaino di pasta d’acciughe (le quantità sono del tutto discrezionali, dipende dal gusto che volete ottenere: c’è chi usa soltanto il tonno, ad esempio) amalgamando per bene con l’aiuto di una forchetta fino a ottenere una pasta dalla consistenza uniforme.

  • potreste essere tentati di usare un robot da cucina per velocizzare la faccenda: non fatelo, perché introdurreste aria nell’impasto pregiudicando la conservazione. I vostri peperoncini se ne andrebbero a male dopo poche settimane!

Quando avrete ottenuto un composto cremoso, riempite i peperoncini e chiudete l’apertura di ognuno con mezza oliva. Mettete per finire dentro un vaso di vetro e, mano a mano che formate gli strati, aggiungete olio d’oliva: un altro accorgimento per aumentare le probabilità di conservazione è proprio quello di coprire d’olio a poco a poco, eventualmente facendo scappare, con l’aiuto di una forchetta, le bolle d’aria, che vedrete formarsi contro la parete del vetro.

Quando il vasetto sarà pieno, chiudete e riponete in luogo fresco e asciutto. Si possono consumare già dopo due o tre settimane, ed è bene evitare di conservarli per più di 6 mesi perché col tempo i peperoncini diventano molli e meno gradevoli.

 
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Pubblicato da su 28 giugno 2014 in Agricoltura, Colture, Conserve, Cose utili, Ricette

 

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