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Archivio mensile:giugno 2014

Semina e gestione delle colture – legature e sostegni

Piccolo articolo ispirato da alcuni termini di ricerca che ho visto apparire nelle mie statistiche: a quanto pare alcuni hanno puntato il blog in cerca di informazioni riguardo le modalità di legatura, sostegno e tutoraggio delle piante da orto, dunque bisogna dare a questa gente qualcosa da leggere, no? :P Divideremo l’articolo in due parti:

  1. prima di tutto ci occuperemo di sostegni e tutori alle piante, dopodiché…
  2. …analizzeremo più o meno in dettaglio come fare per legare i fusti ai medesimi, laddove necessario naturalmente!

Ok, diamoci una mossa che il tempo come sempre è poco d.d

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Pubblicato da su 30 giugno 2014 in Agricoltura, Cose utili

 

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Aggiornamenti dall’orto – la stevia

Oggi voglio parlarvi di un arbusto, la Stevia Rebaudiana, pianta originaria delle zone montane del Sud America, dal potere dolcificante che varia dalle cento alle duecento volte quello del normale zucchero di barbabietola. E, cosa molto più importante, il suo consumo causa minore insorgenza di carie dentale! L’unico lato negativo è un gusto un po’ più intenso, “selvatico”, con marcate note di liquerizia rispetto allo zucchero tradizionale, il cui sapore è neutro e, per l’appunto, dolce…ma tutto sta ad abituarsi, dico io!

Stevia! …è verde! *____*

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Pubblicato da su 29 giugno 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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Aggiornamenti dall’orto – il peperoncino rotondo

Oggi parliamo di una pianta minore, che sicuramente avrete già sentito nominare nonché assaggiato: chi non conosce i peperoncini rotondi ripieni? In una qualsiasi gastronomia ve li proporranno, ma vuoi mettere coltivarsi le piante e farseli da sé?

Peperoncini rotondi “bacio del diavolo”: da trattare con cautela! *_*

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Pubblicato da su 28 giugno 2014 in Agricoltura, Colture, Conserve, Cose utili, Ricette

 

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Stupidità

Stupidità è fare qualcosa di stupido. E non rendersene conto per lungo tempo.

Stupidità è cercare di riparare, di metterci una pezza, di fare del proprio meglio quando qualcosa si è rotto senza rimedio. Chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati: esiste nulla di più stupido?

Quando ti rendi conto della tua stupidità, ti vengono in mente molte cose: cose che avrebbero dovuto venirti in mente prima. Atteggiamenti che avresti dovuto tenere prima. Il lupo può essere un compagno di viaggio fedele, ma se non lo tratti col dovuto rispetto lui ti abbandonerà e così è stato per me. E il tuo cammino verso la tua personalissima Torre, che nel mio caso è bianca e mi aspetta nei sogni dell’alcool e delle sostanze, e mi chiama, e mi attira, e mi vuole da quando avevo nove anni, diventa solitario. Come solitario sarà raggiungerla e salire in cima e guardare negli occhi spalancati di Dio trovandovi quello che desideri – Soldi? Femmine? Successo? – senza il conforto di dita strette nella tua mano.
Un viaggio vuoto.
Una vittoria vuota.
Una fine fredda, ma quel che si raccoglie dipende da ciò che si semina e io lo so bene.

Ad una certa persona desidero chiedere scusa per tutto quanto, e desidero dire, a questa stessa persona, che le voglio bene e non la odio anche se mi sforzo di farlo. Non ci riesco, io, che prezzo il mio prossimo nei termini dell’utilità che può avere per me, della possibilità o meno che mi serva per fare soldi, chiedo scusa per tutto.

…ma se questa stessa persona ricordasse, magari, una certa domanda…

…una domanda scritta al centro di una certa fotografia…

…incollata su una certa pagina di un certo album regalato quattro anni fa…

Se dunque una certa persona ricordasse quella domanda, che ascolti la risposta e le sia gradito per quanto ancora possibile: la risposta è si, un si mai detto e mai abbastanza dimostrato. Un si senza riserve, pieno e totale e unico.

Che ora non serve più.

Ci vediamo nella radura alla fine del sentiero, nel frattempo, lunghi giorni e piacevoli notti a te. Sei stata una pistolera migliore di quanto io potrò mai essere, io che col mio atteggiamento ho dimenticato la faccia di mio padre…ma non di avere condiviso il Ka e diviso il khef con te.

Grazie, Melamin.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2014 in Generale

 

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Speranza

Una brutta bestia, la speranza. Qualcosa che non vuole stare morto…neanche morto. Qualcosa che non vuole saperne di morire.

Non so perché sto ancora facendo quello che faccio; quest’anno ci sarà una nuova edizione del tirocinio formativo attivo, l’ennesimo sbarramento che il MIUR ha messo davanti a chi, laureato – e quindi per definizione, preparato – desidera intraprendere la carriera di insegnante. Mi hanno già respinto una volta nell’edizione di due anni fa, eppure adesso ho intenzione di provare a prepararmi ancora, ovviamente buttandoci dentro almeno 200€ tra tassa di concorso e materiale.

Perché?

Non so perché sto ancora facendo quello che faccio; avrò inviato il mio materiale a cinquanta editori, eppure appena ho un po’ di tempo (e spesso e volentieri me lo creo, il tempo) torno a scrivere (a proposito, ho un altro racconto in sospeso, di nuovo un western. Credo che mi piaccia il genere). Molto probabilmente nessuno mi noterà mai, non sono fortunato io – ciao Licia! ^_____^ – ma continuo a farlo anche se la salute del mio fegato e delle mie coronarie non ne trae certo giovamento.

Perché?

Non so perché scrivo qui, ma continuo, forse voglio essere notato, non lo so. Non so neppure perché non lascio che le cose inizino a scivolarmi addosso come ho pensato di fare più di una volta. Tutta colpa della speranza, credo.

Una brutta bestia la speranza. Nel frattempo mi sto rovinando la vita, consapevole che nemmeno quest’anno ci saranno vacanze al mare, sole e sabbia e divertimento, studiando cose che non mi danno più alcuno stimolo. Probabilmente per aver quello che voglio dovrei diventare uno scrittore di successo…ma come? Intendiamoci, io sarei anche disposto a dare il culo (non disponendo purtroppo di una fica) per la causa, dato che poi, una volts ottenuto quel che voglio, chemmifrega se mi hanno sfondato? …ma a quanto pare la dose di fortuna disponibile è già andata (ciao Licia! ^_^) e non ci sono culi che tengano.

Dio sa quante decine di case editrici contattate, ore di tempo speso, speranza impiegata, ore di sonno bruciate, minuti tolti agli obiettivi del futuro prossimo, giornate destinate invece che alla terra a obiettivi vaghi, insonnia nervosismo e male di fegato…

…perché per dirne due, hanno pubblicato Susanna Tamaro e Licia Troisi e Federico Ghirardi e G. L.D’Andrea e Alessia Fiorentino e Chiara Strazzulla con romanzi d’esordio ugualmente detestabili? (vabbè che poi la prima, dopo “La testa fra le nuvole”, ha imparato a scrivere e ci ha regalato capolavori del calibro di “Và dove ti porta il cuore” ma…) cos’hanno loro più di me? Quali geni della buona sorte hanno che io non ho? E come faccio a comprarmeli? Ma la domanda vera a mio parere è:

…perché io no?

 
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Pubblicato da su 3 giugno 2014 in Generale

 

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