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Aggiornamenti dall’orto – la zucca

12 Apr

Dopo lo zucchino, è venuto il momento di mettere nell’orto qualche zucca. Originarie come i loro fratelli minori dell’America Centrale, le zucche fanno parte della famiglia delle cucurbitacee e sono declinate in moltissime cultivar differenti, non tutte commestibili e alcune davvero rare per la gioia dei cripto-orticultori.

Della zucca potete mangiarvi tanto i semi, tostati e salati, quanto la polpa, in genere arancione, succosa e profumata nelle differenti varietà, che trova impiego in minestre, zuppe, risotti, dolci e pasta fresca; un frutto, in definitiva, molto versatile e decisamente variegato, che troppo spesso identifichiamo con la classica “cucurbita di Halloween” perdendoci molto in quanto a scelte e sperimentazioni.

Giacomo Lanterna (Jack ‘o Lantern) noto spettro del folklore popolare nel triangolo Bardassano-Faule-Scalenghe: ispirato dai fumi dell’aglio e del barbera, è qui ritratto in una Cucurbita Maxima qualsiasi. C’è così tanta varietà in giro, perché limitarci a lui?

Nel seguito spenderemo qualche parola sulle varietà più comuni, poi parleremo di coltivazione e, più specificatamente, di:

Potete saltare alla sezione che vi interessa facendo click sui link. Ora muoviamoci che il tempo è poco.

VARIETÀ DI ZUCCHE

Dunque, come nel caso degli zucchini vale la pena spendere qualche parola sulle cultivar più comuni, molte delle quali le abbiamo coltivate negli anni prima di approdare alla nostra scelta definitiva, che vi illustrerò per prima:

  • la zucca Tromba d’Albenga è quella che seminiamo ormai da un decennio nel mese di Aprile, e non potrebbe essere più lontana dal faccione rotondo di Giacomo; trattasi di una vecchia varietà ligure della famiglia Cucurbita Moschata, dalla buccia dura color arancione-grigiastro e la polpa dolce e asciutta, apprezzata in virtù di questo per la preparazione di dolci e pasta fresca. La struttura del frutto è allungata e sottile, in molti casi arcuata, con un rigonfiamento molto marcato all’estremità opposta del picciolo. La lunghezza del frutto a piena maturazione può superare tranquillamente il metro e mezzo, praticamente un bambino!

Tromba d’Albenga: alcune ragazze amano sollazzarsi con esse, piccole cucciole perverse…^________^ (fonte:mimmapallavicini.wordpress.com)

  • la zucca Lunga di Napoli (o semplicemente “zucca lunga napoletana) è una varietà diffusa nelle regioni africane del Sud (:P) ed ha la buccia verde scuro venata di striature più chiare, polpa arancione dal sapore dolce e aromatico. Il frutto può raggiungere la dimensione di un metro e il diametro di 30 centimetri.

Zucca varietà Lunga di Napoli

  • la zucca Barucca Veneta, o “Marina di Chioggia”, che abbiamo messo una volta sola nel 2005 presenta frutti rotondi e grossi, a coste grandi (quasi degli spicchi) e poco marcate, schiacciati e bitorzoluti, con l’attaccatura dei picciolo al centro di una specie di enorme ombelico: decisamente brutta da vedere! La buccia varia in colore dal grigio al verde scuro al giallo ocra (dipende dalle cultivar), mentre la polpa è di colore arancione, spessa, dal gusto saporito e zuccherino e un vago sentore di nocciole. Germina e cresce bene in temperature comprese fra 20 e 30°.

Zucca Barucca Veneta verde.

  • la zucca Atlantic Giant è una varietà di Cucurbita Maxima Americana che produce i frutti più grossi che esistano: tre anni fa le abbiamo messe e abbiamo trovato sacchetti di polpa surgelata nel freezer ancora oggi @_@ mia madre mi ha detto che se ci riprovo posso andare a dormire sotto un ponte d.d ad ogni modo: le zucche sono rotonde dal corpo a coste, buccia arancione sottile e polpa profumata. Il peso dell’esemplare medio è di 150 chili per un metro di diametro all’incirca, ma il record attuale del mondo è detenuto da un esemplare di 8 quintali e rotti. Un vero mostro.

Zucche Atlantic Giant: se anche voi volete spaventare la vostra ragazza, intagliate in una di esse un Giacomo Lanterna affetto da una grave forma di priapismo…:P

COLTIVARE ZUCCHE

Per prima cosa, a meno che non siate una comune hippy o dei golosoni di questo tipo di verdure, io direi che bastano due, al massimo tre piante per garantirvi una fornitura di materia prima utile: le zucche sono frutti grandi, anche senza scomodare le Atlantic Giant avrete sicuramente materiale a sufficienza per produrre ravioli e torte in quantità da tre-quattro Trombe d’Albenga o Napoletane, anche considerando il fatto che la polpa va conservata una volta aperta la zucca (la quale, se integra, si può mantenere anche dall’autunno – periodo di raccolta – alla primavera successiva in un qualsiasi ambiente fresco e asciutto).

GERMINAZIONE E TRAPIANTO

Tenendo presente questo, sceglieremo di mettere a germinare non più di 5 semi così da scegliere le piante migliori; possiamo seminare zucche dalla prima metà di Marzo e fino alla seconda decade di Aprile, se il clima della vostra regione è caratterizzato da autunni miti e prolungati, in tempo di luna crescente. A tal proposito io consiglio sempre, invece che mettere direttamente in terra, di iniziare con una germinazione in acqua a causa della durezza e dell’ostilità del seme.

Procuriamoci dunque un bicchiere di plastica pieno per metà di acqua, tuffiamo al suo interno i semi e teniamoceli per una notte in luogo caldo e buio (fase di idratazione); successivamente trasferiamo i semi in una vaschetta contenente uno straccio o qualche foglio di scottex bagnati, in un ambiente a temperatura costante, non freddo (diciamo sopra i 17°) e avvolgiamoli nel materiale tenendoceli fin quando non vedremo spuntare la radichetta.

  • è molto importante in questa fase che il materiale di germinazione non si asciughi mai, così da non arrestare lo sviluppo della pianticella…
    alcuni dopo 24 ore in acqua scelgono di mettere il seme direttamente in terra, con la punta rivolta verso il basso, anche se non è ancora spuntata la radichetta, giusto per evitare di stargli troppo dietro.
Il vetro serve a trattenere l'umidità: vedete com'è imperlato? Anche i semi gradiscono i posti caldi, stretti e umidi...^_*

Il vetro serve a trattenere l’umidità: vedete com’è imperlato? Anche i semi gradiscono i posti caldi, stretti e umidi…^_*

Come substrato iniziale sceglieremo del terriccio universale, tenendo presente che la zucca è una pianta che ama il PH neutro: facciamo in modo che sia fra 6.5 e 7, anche se non è poi così importante (sono state fatte crescere generazioni di zucche e ortaggi senza preoccuparsi di PH e di concimi industriali per secoli); disporremo due, massimo 3 semi ai punti opposti di un vasetto da semenzaio da 0,5 litri e lo copriremo con un vetro (o con una pellicola trasparente fermata da un elastico) dopo aver bagnato la terra in modo da trattenere l’umidità.

Il vaso andrà messo sul davanzale di una finestra, all’interno se fuori fa ancora freddo, all’esterno se siamo oltre la seconda decade di Marzo, facendo attenzione ad evitare di tenerlo esposto nelle ore centrali se la temperatura sale troppo (oltre i 22° diciamo) specie se è di plastica nera: non vorrete che i semi cuociano nella terra, giusto?

In capo a una settimana i semi dovrebbero uscire: se in questa fase vedete che il guscio rischia di rimanere impigliato nei cotiledoni, potete liberarlo delicatamente facendo attenzione a non sradicare la pianta. Lasciate le pianticelle in pace per un’altra settimana circa dalla germinazione, quindi provvedete a trapiantare le migliori in vasetti singoli da 1,5 litri riempiti del medesimo substrato di terriccio universale. Il trapianto delle zucche risulterà facile, sono piante dall’apparato radicale importante e il fusto solido già nelle prime settimane di vita: non useremo la tecnica descritta nell’articolo su diradamento e trapianto, semplicemente affetteremo a metà il pane di terra (dopo averlo eventualmente rimosso dal vaso) e divideremo delicatamente le radici dei virgulti facendo attenzione a non strapparle troppo. Inseriremo dunque le due metà ciascuna in un singolo vaso, e rabboccheremo del terriccio che manca ai lati cercando nei limiti del possibile di non sporcare l’occhio della pianta.

Zucca Tromba d'Albenga di 21 giorni pronta al trapianto in pieno campo.

Zucca Tromba d’Albenga di 21 giorni pronta al trapianto in pieno campo.

Non concimate ancora, in questa fase e fino alla messa a dimora in piena terra, sarà sufficiente l’ammendante già incluso nel terriccio.

DIMORA IN CAMPO

La fase di messa a dimora in piena terra può avvenire indicativamente da due a tre settimane dopo il trapianto, vi accorgerete in ogni caso che è ora perché vedrete le radichette bianche spuntare dai buchi sottostanti. Il terreno definitivo dovrà essere ben soleggiato, lavorato e ammendato con letame maturo e/o compost nelle dosi indicate sui sacchi, le zucche cresceranno meglio se lo stesso è drenante e dal PH prossimo alla neutralità, ma queste condizioni non sono tassative: cerchiamo solo di evitare il più possibile il ristagno d’acqua!

Per quanto riguarda gli spazi: una zucca cresce, indicativamente e con variazioni significative da una varietà all’altra, su estensioni comprese fra i 5 ed i 30 m2 (con punte di 70 per le Atlantic Giant) che verranno interamente coperte dalle foglie, larghe, verdi e frastagliate, e dai rami, che qui vengono chiamati tralci e sono spessi, cavi e coperti di piccole spine; ci servirà dunque un appezzamento esteso (un quadrato di 15×15 metri sarebbe l’ideale per tre piante) anche se sono possibili tecniche per direzionare e limitare lo sviluppo incontrollato della pianta, che è bene adottare non appena sovviene la formazione dei primi frutti e si è certi che essi non avvizziranno (perché molto spesso capita, coi primi zucchini, di assistere a morti precoci, vuoi per sbalzi di clima, vuoi per debolezza della pianta).

  • Diciamo che possiamo farci andare bene anche un fazzoletto 15×10 oppure 8×5, nell’ultimo caso basterà per due piante di varietà non troppo importanti.

Disponiamo ora le zucche a distanza di 3-5 metri minimo l’una dall’altra, a ridosso del lato più lungo dell’appezzamento, orientando il tralcio principale (cioè la “terza foglia” che vedete nella foto poco più in alto) verso il lato opposto: esso darà la direzione di crescita della pianta, ed è sempre meglio impostarla correttamente fin dall’inizio per evitare di dover correggere gli andamenti torcendo i rami! Scaviamo ora dei buchi sufficientemente grandi da contenere l’intero pane di terra che estrarremo – sempre con delicatezza mi raccomando!-  dai vasi di semenzaio. Interriamo senza che il pane ci si disfi in mano, e osserviamo l’accorgimento di piantare un piccolo palo accanto alla pianticella appena posata: questo non perché si voglia adottare una crescita rampicante, semplicemente perché nei mesi successivi l’intero appezzamento si coprirà di foglie, rami e viticci, e noi dovremo essere sempre in grado di sapere qual è il ramo originale per poter direzionare opportunamente le irrigazioni!
Segue schema:

Uno schema per il vostro appezzamento di zucche

Uno schema per il vostro appezzamento di zucche

Il segno tracciato intorno alle piante è un piccolo solco circolare, che avrete cura di scavare per trattenere l’acqua, e nel quale farete passare a cadenze regolari il con cime per le zucche.

GESTIONE DELLA COLTURA: QUALCHE INFORMAZIONE UTILE

IRRIGAZIONE E INTERRAMENTO DEI TRALCI

Le zucche richiedono irrigazioni relativamente poco frequenti (non state a mettere acqua ogni santo giorno, la sprechereste solo per nulla) ma cospicue, specie nei mesi caldi. Irrigate quando il terreno in superficie è secco, con acqua a temperatura ambiente (se buttate acqua gelata fate venire uno shock alla pianta) e nelle prime ore della giornata (alcuni irrigano la sera, io lo sconsiglio, l’umidità attira le lumache e gli insetti in genere); capirete quando la pianta ha sete perché la vedrete “abbassare le orecchie” – cioè inclinare le foglie verso il basso nel tentativo di ridurre la dispersione di umidità – in ogni caso è bene evitare di gettare l’acqua direttamente sul piede della pianta, che sarebbe il punto in cui essa fuoriesce dal terreno: riempiamo invece il solco che avremo scavato intorno!

  • Le irrigazioni andrebbero sospese (io non le sospendo mai in realtà, le dirado solo alla cadenza di una volta ogni 7-10 giorni) durante il periodo di maturazione del frutto, il quale raggiunge il suo peso massimo in 2-3 mesi dallo sviluppo prima di iniziare ad assumere il colore definitivo della buccia, che dipende dalla cultivar. Tipicamente saremo intorno alla seconda metà di Agosto, quindi il clima sarà più clemente.

Direttamente collegato al discorso dell’irrigazione è lo sviluppo delle radici avventizie che la zucca effettua ad ogni internodo fogliare, vale a dire nei punti in cui la pianta adulta dirama le foglie dai tralci che toccano il suolo. Questo comportamento può (e deve) venire agevolato da un parziale interramento dei tralci stessi: bastano anche pochi centimetri in corrispondenza dei “nodi” del ramo, in modo che le radichette facciano presa e, oltre ad ancorarla al suolo, agevolino l’apporto dei nutrienti.

L’interramento dei tralci è una operazione che serve a controllare la crescita della zucca verso una particolare direzione nel nostro appezzamento: va effettuata quando la pianta inizia a sviluppare i tralci importanti (diciamo 50 giorni dalla germinazione?) e proseguita, se non per tutto il ciclo vitale, almeno per quanto riguarda gli internodi più prossimi al piede della pianta.

Interramento dei tralci: copriamo di terra i pezzetti di tralcio fra una foglia e l’altra, ancorandoli a terra; notiamo i tubicini dell’impianto a goccia che corrono paralleli ai tralci stessi (fonte: lezucchedelgallonero.it)

Per il motivo appena spiegato molti irrigano le zucche “a pioggia”, ma ciò può portare all’insorgenza di muffe e malattie (come l’oidio, che è un vero flagello per le zucche così come lo è per gli zucchini). Diciamo che un impianto a goccia sarebbe la soluzione migliore, ma se desiderate usarlo, dovete farvelo mettere su da chi se ne intende (o documentarvi voi) dato che io non mi sono mai messo a studiare seriamente la faccenda. A me sembra sovradimensionato per una coltivazione domestica.

  • Tenete in ogni caso conto del fatto che i ristagni idrici causano danni alla pianta: il terreno deve rimanere umido al punto giusto, fresco e non inzuppato.

CONCIMAZIONE

Come accennato prima, il terreno va lavorato in fase di pre-impianto e ammendato con letame maturo o compost: fanno fede le dosi indicate sui sacchi (nel caso di concime casalingo, tenetevi sulla direttiva di 10 kg/m2). Successivamente interverremo con il concime ternario NPK – che nel caso delle zucche io consiglio idrosolubile o liquido, invece che in granuli, perché sarà difficile mescolarlo al terreno una volta che sarà ricoperto di tralci! – durante la fase di fioritura e successiva formazione dei frutti; indicativamente dovremo somministrare per una-due volte in fioritura e ogni 3 settimane durante la crescita e maturazione.

  • la zucca è sensibile alle variazioni nelle percentuali dei tre elementi fondamentali, azoto, fosforo e potassio: se concimi bilanciati sono una buona scelta (ad esempio alcuni consigliano un 12-12-12, altri usano il 20-20-20 nel caso delle zucche giganti) tenete in ogni caso presente che una prevalenza di azoto (N) causa una fioritura più prolungata, mentre una prevalenza di fosforo (P) rende la coltura più precoce. Il frutto è inoltre avido di potassio, quindi potreste valutare di comprare un prodotto – sono molto comodi i concimi liquidi – che copra a parte, e specificatamente, questa necessità, e miscelarlo all’ammendante tradizionale.

Potete inoltre fertilizzare/disinfettare la terra a intervalli regolari col macerato d’ortica o di equiseto (contate 5-6 cicli, magari una volta al mese da Maggio a Ottobre).

CIMATURA E SFOLTIMENTO DEI FRUTTI

La cimatura delle zucche, secondo una scuola di pensiero abbastanza diffusa, si effettua in primo luogo sul tralcio principale dopo la quinta (alcuni dicono la terza) foglia:

Cimatura della zucca (giardini.biz)

Ciò causerà la formazione dei getti ascellari che eventualmente evolveranno in rami da frutto: alcuni dicono di tenerne due, altri tre, altri ancora quattro, dipende dalle varietà e dalle scuole di pensiero. Dato che a me piace il numero tre, io propendo in questa direzione.

I tralci ascellari che getteranno andranno orientati lungo la direzione di crescita prescelta, e le loro radici avventizie convenientemente interrate in modo da agevolare la produzione dei frutti; nel giro di una settimana o poco più inizieranno a mettere fuori degli zucchini in rapida successione, voi darete loro il tempo di crescere un po’ per verificare che effettivamente verranno portati a frutto e non marciranno precocemente (qualora ciò succeda, rimuoveteli dalla pianta tagliando il picciolo con un paio di cesoie da giardiniere). Conteggiamo ad esempio dieci-quindici giorni dallo sviluppo, dopodiché scegliamo i frutti da far maturare – che tipicamente saranno i più grossi, e dunque i primi, quelli più vicini al piede della pianta – e passiamo alla seconda cimatura, che prevedrà di tagliare il tralcio due-tre foglie sopra il frutto rimuovendo quella che viene detta gemma apicale, che, se mantenuta, succhierebbe inutilmente nutrienti ed energie per prolungare il ramo generando molto verde inutile e altri zucchini altrettanto superflui.

  • questo è il trucco del coltivatore furbo: per evitare di avere frutti di dimensioni ridotte avremo cura di lasciare un solo zucchino per pianta, massimo due, fra tutti quelli che inizieranno a svilupparsi dopo la prima cimatura!
  • Gli zucchini eliminati non andranno sprecati: sono ottimi nella preparazione di minestre e zuppe, se a qualcuno piacciono :P
Potemmo essere tentati di lasciare che questi due frutti, allegati sullo stesso ramo, crescano entrambi...ma sarebbe un errore, perché otterremmo una produzione di dimensioni ridotte e scarsa qualità. Molto meglio cimare il ramo stesso subito dopo il frutto più vicino al fusto!

Potemmo essere tentati di lasciare che questi due frutti, allegati sullo stesso ramo, crescano entrambi…ma sarebbe un errore, perché otterremmo una produzione di dimensioni ridotte e scarsa qualità. Molto meglio cimare il ramo stesso subito dopo il frutto più vicino al fusto!

Inolte va detto che, eliminando la gemma apicale e mantenendo allo stesso tempo le ultime foglie, agevoleremo la fotosintesi da entrambi i lati del frutto, che così potrà crescere sano e forte. Dovremo ora ricordarci di eliminare eventuali nuovi getti ascellari che dirameranno dal frutto in su per non ricadere nel medesimo problema…

Quando i frutti saranno di dimensioni più consistenti, diciamo dopo 80-90 giorni dalla messa a dimora in campo delle piante, disponiamo sotto di essi alcune assicelle, o fondi di cassetta, o persino mucchi di sabbia per evitare che il contatto diretto col terreno possa farli marcire; si raccomanda massima cautela in questa fase perché se rompiamo il picciolo o offendiamo in altro modo la pianta, il frutto marcirà e saranno moccoli livornesi.

DIFESA DALLE MALATTIE PIÙ COMUNI

La zucca è una pianta mediamente resistente alle malattie; senza dubbio il suo vero flagello, come nel caso degli zucchini, è l’oidio o mal bianco: una patologia fungina che si annuncia con la formazione di macchie biancastre sulla pagina superiore delle foglie, che rapidamente si estendono ai tralci limitando la fotosintesi e dunque la capacità produttiva della pianta, che farà crescere frutti stentati e deformi…quando non morirà direttamente :S

Pianta di zucca con oidio: brutta faccenda…

Il trattamento dell’oidio può essere preventivo, mediante verderame, fungicidi specifici o macerati vegetali, da iniziare quando le piante sono ancora piccole (con dosaggio a metà di quello consigliato sulle confezioni, sennò le bruciate!) e proseguire almeno fino alla fioritura, sospendendo in questa fase perché altrimenti i fiori cadono e voi non raccogliete nulla. Se la pianta si è presa l’oidio potete cercare di curarla con trattamenti a base di zolfo bagnabile, secondo tempi e dosaggi indicati a seconda del preparato, o preparati specifici di sintesi dopo aver tagliato via le foglie più colpite. Difficilmente si avrà una guarigione completa, per questo è molto importante prevenire l’oidio piuttosto che poi doversi trovare a curarlo.

La malattia è infatti favorita dai climi umidi, dal ristagno d’acqua e dalla scarsa circolazione dell’aria nel fogliame: se per la prima eventualità non possiamo fare molto, ci è possibile evitare la seconda preparando adeguatamente il terreno (magari mescoliamo del drenante, anche se sono consapevole che poi on ce ne liberiamo più :S) ed evitando annaffiature eccessive e umidità sulle foglie, e la terza distanziando convenientemente i tralci dopo la seconda cimatura, evitando (per quanto possibile) che si accavallino gli uni con gli altri.

  • tenete comunque conto che negli ultimi mesi di vita della pianta molto probabilmente questa patologia si manifesterà: nel caso premuratevi di tenerla sotto controllo in modo che non vada ad influenzare la maturazione dei frutti, ma senza accanirvi. Se la pianta fosse proprio irrecuperabile, staccateli ancora acerbi e metteteli a maturare in ambiente il più possibile caldo e mediamente illuminato accanto a frutta raccolta in precedenza: aiuterà.

L’altra grande spina nel fianco delle zucche è la peronospora: malattia portata anche lei da un fungo, che causa un iniziale ingiallimento delle foglie partendo dall’apice e via via a progredire. Le macchie, inizialmente gialle, diventeranno più scure, per poi accartocciarsi. In seguito la malattia si estenderà al fusto, dove inizieranno a notarsi delle chiazze nerastre in rapida estensione. La malattia impedirà ai frutti di maturare, li farà marcire sulla pianta, e la stessa non potrà che soccombere dopo un tempo più o meno breve se l’infezione non verrà combattuta…

Peronospora: l’immagine si commenta da sé…

verso la quale è ugualmente possibile impiegare il verderame sia in modalità preventiva che in fase di lotta attiva, oltre ai soliti fitofarmaci specifici in materia dei quali dovrete informarvi per conto vostro

Anche i parassiti possono infestare le zucche, sebbene sia più raro (nella mia esperienza non mi è mai capitato): attacchi di afidi e ragnetti rossi possono verificarsi, nei confronti dei quali è possibile impiegare molti prodotti anticrittogamici…che tuttavia io non uso, e dunque in merito non posso consigliarvi. Se vi capita l’eventualità, fate come faccio io con gli zucchini e trattate con macerato d’ortica: magari non li eliminerete tutti quanti, magari il raccolto ne risentirà, ma di sicuro eviterete di mangiarvi i veleni che userete per sterilizzare la pianta…e dal mio punto di vista questo è tutto un vantaggio!

RACCOLTO

Il raccolto delle zucche si effettua in autunno, i mesi sono quelli di Ottobre e Novembre quando le foglie della pianta saranno quasi del tutto appassite, il tempo totale della coltivazione è intorno a 22-25 settimane.
Capirete che una zucca è matura da due cose essenzialmente:

  1. il suono che il frutto rimanda quando viene percosso con le nocche: come di vuoto interno, dovuto al fatto che la polpa è separata dai semi da una cavità piena di filamenti, dove i medesimi rimangono “sospesi”. Soltanto quando la formazione dei semi è completata e la cavità interna è formata, la zucca potrà venire raccolta.
  2. il colore del picciolo, che deve essere bruno ma ancora resistente alla torsione, e con tracce di verde nella sezione. Lo taglierete con le forbici da giardinaggio, senza strapparlo e senza staccarlo dal frutto per evitare che esso inizi a marcire proprio da lì!

Le zucche raccolte vanno per prima cosa fatte seccare in ambienti ventilati e ombrosi per quattro o cinque giorni; successivamente si conservano in locali freschi (temperatura sempre e comunque al di sopra dei 10° sennò la polpa si gela e poi marcisce) asciutti e bui, sopra assi rivestite di carta da giornale. Le zucche possono mantenersi anche un anno intero, fintantoché non vengono aperte, qualora tuttavia riscontraste segni di marciumi o anche soltanto muffe, è bene che sistemiate la zucca per la conservazione in freezer.

A tal proposito vi procurerete un tagliere e un coltellaccio da macellaio, di quelli lunghi 40 cm, con la lama liscia e molto ben affilata; per prima cosa taglierete via la cupoletta intorno al picciolo, quindi capitozzerete eventuali marciumi, poi nel caso delle zucche cilindriche farete a pezzi il fusto a piccoli manicotti, nel caso delle zucche rotonde seguirete gli spicchi naturali del frutto. Toglierete per prima cosa i semi, che disporrete in un colapasta e successivamente laverete e farete asciugare, quindi taglierete via a pezzi la buccia, facendo attenzione a scartare meno polpa possibile, e per finire farete a dadini più o meno grandi la polpa, a seconda del vostro gusto. Conserverete in sacchetti di nylon dentro al freezer.

 
4 commenti

Pubblicato da su 12 aprile 2014 in Agricoltura, Colture

 

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4 risposte a “Aggiornamenti dall’orto – la zucca

  1. Anonimo

    1 luglio 2016 at 09:46

    Bellissimo ed esauriente articolo!!!!

    Liked by 1 persona

     

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