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Aggiornamenti dall’orto – il fagiolino

21 Mar

Il fagiolino, verdura di cui parliamo oggi, è il fratello minore del fagiolo; originario anch’esso dell’America centrale, da cui raggiunse il Vecchio Mondo al seguito di Colombo, è presente in molte cultivar differenti accomunate dal denominatore di essere un mangiatutto: il frutto commestibile è infatti il baccello intero (e immaturo) a differenza dei fagioli veri e propri, che vanno sgranati prima di venire consumati.

  • la verdura va consumata previa cottura: infatti, sia fagioli che fagiolini sono velenosi se mangiati crudi…

Il fagiolino è un ottimo alimento, ricco di fibre e proteine, irrinunciabile nell’alimentazione primaverile ed estiva: consumatelo in insalata, dopo averlo brevemente lessato o cotto al vapore, oppure in padella alla pizzaiola come gustoso contorno ai piatti di carne.

Fagiolini

TIPOLOGIE DI FAGIOLINI

Per prima cosa, i fagiolini possono essere distinti in due grandi categorie: rampicanti e nani; nel primo caso le piante si svilupperanno in altezza oltre il metro (alcune varietà arrivano a 250cm), per coltivarli avremo dunque bisogno di estensioni maggiori tanto in altezza quanto in larghezza, dato che le piante tenderanno ad essere più importanti rispetto alle varietà nane e andranno seminate a 10-15cm di distanza l’una dall’altra. I fagiolini nani si sviluppano invece a cespuglietto, in genere non superando i 50-70cm d’altezza, e possono tranquillamente venire seminati a spaglio: per una pura questione gestionale, noi preferiamo queste seconde varietà, pur avendo inserito nel nostro orto, talvolta, dei fagioli rampicanti…così per vedere come andava a finire!

Fagiolini gialli Occhiopinto rampicanti (fioridiaia.altervista.org)

Qualche informazione, adesso, sulle cultivar…

Il fagiolino verde più diffuso è sicuramente il Bobis Nano/Rampicante (altresì conosciuto come bobby o cornetto) mostrato nella prima foto dell’articolo: baccello di dieci-quindici centimetri color verde intenso, semi piccoli, assenti nei primi stadi di sviluppo del frutto, pianta che raggiunge i 40-50cm d’altezza. Simile al Bobis è il Bolero Nano, varietà che ha il pregio di essere precoce (meno di due mesi dalla semina al primo raccolto). Un terzo tipo di fagiolino a baccello verde è lo Slanderette Nano, che produce baccelli più lunghi e carnosi rispetto ai precedenti; dalle nostre parti è meno comune trovarlo, tuttavia.

Fra i fagiolini gialli, che mettevamo quando mia nonna era ancora viva, io ricordo con piacere il Burro di Rocquencourt Nano, precocissimo (fiorisce in 45gg e si raccoglie dopo un mese!), carnoso e tenero, ma in qualche modo tendente alla montata: raccogliete i baccelli quando i medesimi sono sui 12 centimetri e i semi non si sono ancora formati, altrimenti i frutti perderanno molto del loro appeal.
Alcuni amici mettono invece a dimora il Supervenezia (o “meraviglia di Venezia”) Nano/Rampicante che ha la caratteristica di avere il baccello più largo e schiacciato, simile per certi versi ad una taccola, di lunghezza intorno ai 20cm al momento della raccolta. Non li abbiamo mai messi, come da molto tempo non seminiamo più il Rocquencourt…la ragione? Semplice abitudine mista ad una vena di pigrizia…X.x
Una varietà  di cui abbiamo anche sentito parlare è l’Oro del Neckar Rampicante, resistente alle malattie, con baccelli stretti e cilindrici: dicono si tratti di una varietà particolarmente frugifera, noi non abbiamo mai provato a metterla, la conosciamo solo per sentito dire…

Tutti i fagiolini, indipendentemente dalla cultivar, andrebbero consumati quando di piccole dimensioni: più li lasciamo crescere infatti, più il baccello diventerà duro e filamentoso, e i semi al suo interno grossi e farinosi.

COLTIVARE FAGIOLINI

semi_fagiolini

I fagiolini sono piante adattabili, almeno dalla mia esperienza: prediligono terreni soffici, se possibile non troppo argillosi e discretamente assolati (anche se può essere un problema nel caso di coltivazioni estive – valutiamo l’uso di teli oscuranti nel caso!). Il terreno va lavorato preliminarmente e concimato con letame maturo o stallatico; potete migliorare la qualità del substrato mescolando una quantità di sabbia mista all’ammendante oppure, se volete fare le cose fuori di misura, scavate un letto come per l’asparagiaia e costruite un fondo drenante su cui disporrete terriccio universale e concime ben mescolati. Dalla mia esperienza, basta avere un terreno fertile dove l’acqua non ristagni troppo e la crescita è assicurata.

La semina avviene nella luna crescente dei mesi da Marzo a Maggio: noi i primi fagiolini li mettiamo verso metà Marzo sotto serra – che poi toglieremo – riservando spazio nell’orto per una seconda semina tardiva un mese dopo. Non seminiamo fagiolini durante l’estate, il clima è troppo inclemente (voi in ogni caso regolatevi con quello della vostra regione di residenza…!).

  • Valutate inoltre se far precedere alla messa in pieno campo dei semi una fase di germinazione in acqua e/o cotone bagnato: se volete mettere parecchie piante, la cosa può rivelarsi parecchio time-consuming

Le piante spunteranno dopo una quindicina abbondante di giorni; qualora sulla terra si formasse una crosta prima dello spuntare dei virgulti, cercate di sollevare i lastroni incuneando tra una crepa e l’altra un ramoscello e facendo leva delicatamente…!

FAGIOLINI NANI

Per quanto riguarda i fagiolini nani, organizzeremo il nostro appezzamento seminando a file distanti 40 cm in solchi profondi non più di 5 cm, disponendo i semi alla medesima distanza sulla terra leggermente umida, schiacciandoli con le dita in modo che non vadano tutti insieme quando li copriremo. Sconsiglio la semina a spaglio per una pura esigenza di gestione: le piante troppo addossate crescono male e producono poco.

File di semi di Bolero Nano pronti per essere coperti (l'argine è alto 5 cm; potete anche scavare solchi singoli)

File di semi di Bolero Nano pronti per essere coperti (l’argine è alto 5 cm; potete anche scavare solchi singoli)

In questa fase sarebbe importante riservare nell’appezzamento lo spazio per un solco intermedio che useremo per irrigare e fornire concime alla terra: basta anche soltanto una spanna (~30 cm).
Quando le piante saranno alte una 30ina di centimetri piantate delicatamente fra di loro alcuni ramoscelli che avrete conservato dai resti delle potature: anche se le piante non si alzeranno oltre il mezzo metro, questi pseudo-tutori le aiuteranno a sostenersi evitando rotture accidentali dovute al peso dei frutti o al vento!

  • fate attenzione a non offendere le radici in questa fase: alcuni preferiscono addirittura collocare le ramette ancora prima di ricoprire i semi, così da essere sicuri di non toccare gli apparti radicali delle piante in sviluppo…

FAGIOLINI RAMPICANTI

I fagiolini rampicanti andrebbero seminati considerando una distanza maggiore fra le piante: direi 10-15 cm tra i semi in fase di posa, e file alla distanza l’una dall’altra di un metro all’incirca; se lo spazio che avete è poco potete optare per una semina “raccolta disponendo 5-6 semi in cerchi distanziati del diametro ciascuno di mezzo metro.

La differenza dei fagiolini rampicanti rispetto a quelli nani è il loro sviluppo importante in altezza: prevedete di avere a disposizione almeno 2 metri di spazio verticale, e collocate per tempo dei pali di questa estensione in modo che le piante si aggrappino non appena iniziano la fase di vegetativa senza afflosciarsi su sé stesse. Predisponete se necessario dei fili tesi per tenere ferme le bacchette – se seminate a file, fate come abbiamo detti per i peperoni: fate correre un cavo elettrico da un capo all’altro dell’appezzamento ed assicuratelo con due pali ben piantati alle estremità; se usate la semina in cerchio, legate i pali in cima formando una specie di tepee.

Fagiolini rampicanti con pali (terraevita.forumfree.it)

Potete anche valutare l’ipotesi di predisporre un traliccio, come nel caso dei piselli:

Traliccio per varietà rampicanti (fagioli, fagiolini, piselli – giardini.biz)

…non ho purtroppo immagini da darvi provenienti dal mio orto; se metteremo i fagioli rampicanti, potrete fare riferimento a quelli (ciò che va bene per le papere va bene anche per le oche, *QUACK!* :P)

IRRIGAZIONE, SARCHIATURA  E PREVENZIONE DALLE MALATTIE

Fiore di fagiolino.

Fornite ai fagiolini acqua in modo continuativo ma non esagerato; la terra in cui disporrete i semi – ancora da germinare o con la radichetta fuori – andrà innaffiata con un annaffiatoio a doccia, e quindi coperta con un lembo di tessuto-non-tessuto per evitare che secchi (dovrete rimuoverlo non appena le pianticelle inizieranno a spuntare, tipicamente 10-14 giorni dopo). Allo spuntare delle piante userete il solco intermedio.
L’irrigazione andrà successivamente sospesa fino allo spuntare dei primi fiori, per evitare che la pianta produca troppo verde inutile a discapito dei baccelli; quando saremo oramai in fioritura potremo riprendere ad irrigare con regolarità (direi 1-2 volte alla settimana, tre se il clima è particolarmente caldo, in ogni caso quando la terra si asciuga!).

Per quanto riguarda la sarchiatura superficiale del terreno, la effettuerete con una palettina prestando particolare attenzione alle radici ed ai colletti delle piante, salvaguardando le prime e rincalzando i secondi laddove l’acqua li avrà scoperti: ciò avrà il duplice effetto di ossigenare la terra e rimuovere le infestanti. Potrete andarci più decisi nel solco, magari approfittandone per far passare nella terra anche qualche rabbocco di concime (direi ogni 3 settimane).

La prevenzione delle malattie segue le stesse linee-guida delle altre colture: noi non diamo praticamente nulla ai fagiolini, eccezion fatta per un trattamento preventivo di verderame da effettuarsi assolutamente prima della fioritura (pena la perdita di tutti i fiori – e conseguentemente dell’intero raccolto). Un parassita che adora colpire i fagiolini è l’afide (o pidocchio delle piante), ed è bene evitare che un focolaio si trasformi in infestazione o ci vedremo costretti ad estirpare le piante colpite…che tipicamente saranno una parte consistente della nostra coltivazione!

Afidi su steli di fagiolini. Brutti come il peccato, si? X.x

Allo stesso modo degli afidi, i fagiolini attirano i ragnetti rossi, nefari acari fitofagi figli di puttana d.d possiamo difenderci dagli uni e dagli altri irrorando a cadenza regolare le piante col macerato d’ortica, o con qualche anticrittogamico specifico (anche se quest’ultima eventualità io non la consiglierei che in casi estremi…).

Ruggine dei fagiolini

Altre malattie, di origine fungina questa volta, e favorite da elevate concentrazioni di umidità, che possono colpire i fagiolini sono la ruggine e l’ antracnosi

La ruggine è una patologia fungina caratterizzata dalla presenza, sulla pagina inferiore del fogliame, di macchie e pustole dal colore rugginoso; nella parte superiore delle foglie, in corrispondenza delle macchie e delle pustole, sono visibili macchie giallastre che con il passare del tempo si estendono a tutta la lamina che inizialmente ingiallisce per poi seccare e cadere. La patologia provoca un netto ridimensionamento della produzione: una pianta affetta da ruggine sarà bassa, stentata, poco frugifera e morirà precocemente…!
Trattiamo la ruggine con prodotti fungicidi generici – come la poltiglia bordolese (un tipo di preparato a base di verderame) – o specifici, in vendita presso i negozi di articoli per il giardinaggio. Il decotto di equiseto – cui dedicherò prossimamente un articolo – è un rimedio antimuffa naturale almeno quanto lo è il macerato d’ortica nei confronti dei parassiti!

Fagiolini affetti da antracnosi

L’antracnosi attacca invece i baccelli e i fusti delle piante di giovane età; fanno la loro comparsa piccole macchie color ruggine che hanno la tendenza a evolversi in macchie più grandi e più scure dalla forma rotondeggiante e caratterizzate da una depressione centrale; tali macchie hanno dimensioni estremamente variabili. L’antracnosi è una patologia che può avere conseguenze fatali per la pianta se non si interviene tempestivamente e in modo adeguato.
Per difendersi da questa malattia è necessario asportare e bruciare i residui dei vegetali che sono stati attaccati dalla malattia, e trattare le piante con prodotti a base di ossicloruro di rame oppure a base di zolfo. La prevenzione si effettua con un’accurata rotazione ed evitando semine troppo fitte. Si può anche intervenire bagnando le piante, di nuovo, con decotti a base di equiseto.

RACCOLTA E UTILIZZO

la raccolta dei fagiolini avviene in linea di massima due mesi dopo la semina: alcune varietà più precoci forniscono il primo raccolto dopo 55 giorni (ce ne sono di superfast che in 45 gg vi soddisfano, biturbo! @___@) altre a maturazione più lenta – tipicamente le più frugifere – sono pronte in 70 giorni, ad ogni modo è scritto sulle confezioni. Il fagiolino va raccolto dalla pianta tenendo ferma la medesima con una mano, e staccando il picciolo con l’altra senza danneggiare l’apparato fogliare o rameale della piante stessa!

  • Potete indicativamente avere due raccolti – tre se siete fortunati –  da un appezzamento di fagiolini, ciascuno all’incirca distanziato dall’altro da un periodo di 4 settimane.

Prima di venire cucinati i fagiolini vanno spuntati: spezzate o tagliate l’attaccatura del picciolo e la punta “a codina” del baccello, facendo finire questi scarti direttamente nel compost (sono ricchi di sostanze nutritive!).

Fagiolino spuntato (lospicchiodaglio.it)

Fatto questo, il fagiolino deve venire cotto prima di essere consumato; noi lo lessiamo, se avete a disposizione una pentola per la cottura a vapore, fate andare i fagiolini spuntati per non più di 5 minuti d’orologio. Dopodiché potete sbizzarrirvi nell’usare questa verdura come contorno, o come base per una moltitudine di piatti (ricette seguiranno), ma se non avete idee, eccovene una molto rapida per preparare degli ottimi

FAGIOLINI AL BURRO

Prendete una padella a fondo piatto e largo, metteteci dentro una noce di burro e fatelo sciogliere; prima che si metta a sfrigolare, gettate dentro qualche manciata di fagiolini lessati e spuntati, e opzionalmente uno o due cucchiai di passata di pomodoro e una spolverata d’origano (se desiderate una preparazione “alla pizzaiola”). Fate andare per una diecina di minuti, quindi spegnete il fuoco e spolverate i fagiolini con del parmigiano grattugiato. Servite caldo per avere, in pochi minuti d’orologio e senza impazzire dietro pentole e pignatte, un contorno stuzzicante e appetitoso!

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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2 risposte a “Aggiornamenti dall’orto – il fagiolino

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