RSS

Aggiornamenti dall’orto – i peperoni

04 Mar

Marzo è il mese in cui si inizia a seminare per la nuova stagione, come potete leggere dall’articolo “I lavori di Marzo” le cose da fare sono veramente parecchie. Tra tutte le verdure che abbiamo messo in semenzaio o in coltura, desideravo parlarvi prima di tutto di peperoni e pomodori, in assoluto le mie preferite e più soddisfacenti.

I PEPERONI

il peperone è una pianta annuale originaria delle Americhe, giunta in Europa a seguito di Cristoforo Colombo; ha un ciclo di vita sui sette-otto mesi, si semina in primavera e si raccoglie a metà autunno, e produce un frutto carnoso ricco di fibre, vitamina C, carotene e oligoelementi: il peperone.

(e grazie al cazzo qualcuno dirà d.d)

Dunque, esistono due “colori” di peperoni, rossi e gialli, declinati in molte cultivar differenti che spesso si associano ai luoghi caratteristici di produzione (con un certo campanilismo direi!): è universalmente conosciuto, ad esempio, il peperone di Carmagnola, di dimensioni considerevoli a fronte di una polpa piuttosto sottile, oppure il “quadrato”, più piccolino e dai filetti più spessi e carnosi. Ce n’è una catasta, ognuno con le sue caratteristiche, e ovviamente io non le conosco tutte quante.

Peperoni quadrati. Non sono i “Carmagnola”, ma vengono da Carmagnola d.d

Indipendentemente dal tipo che ci piace di più, e che dovremo scegliere in fase di analisi dei requisiti, qui avevamo parlato della fase terminale del ciclo di vita, la raccolta e conservazione; cerchiamo ora invece di dare qualche indicazione in più sulla coltivazione.

COLTIVARE PEPERONI

peperoni1

Iniziamo col dire che il peperone può venire seminato sia in semenzaio che in vaso, con tecnica a spaglio (se state usando un vaso, riempitelo di terriccio da giardino debolmente ammendato) su estensione di terreno quadrata o rettangolare (esluderei le file proprio perché le piante verranno diradate e ripicchettate), in periodo di luna crescente.

Per prima cosa umidificate la superficie con l’aiuto di uno spruzzino, quindi lasciate cadere i semi cercando di tenerli leggermente distanziati gli uni dagli altri: dobbiamo evitare che si sovrappongano, ma la distanza, a parte questo, non è un problema dato che in seguito dovremo sfoltire le piante.

Successivamente schiacciamo leggermente i semi col dorso della mano, in modo che non si muovano, e ricopriamo con un velo di terra non più spesso di 2-3 millimetri.
Nebulizziamo altra acqua, dopodiché copriamo il vaso con un vetro o una pellicola trasparente fermata da un elastico, e mettiamolo sul davanzale di una finestra: è essenziale che il vaso riceva in parti uguali luce e calore, la prima dal sole, la seconda, ad esempio, da un termosifone (senza però eccedere in vicinanza, troppo calore causa germinazione precoce di piante deboli!).

Il vaso di prima, per metà coperto; ho organizzato le due varietà, rossi e gialli, nel medesimo posto per questioni di spazio.

Il vaso di prima, per metà coperto; ho organizzato le due varietà, rossi e gialli, nel medesimo posto per questioni di spazio.

Dovremo umidire la terra con lo spruzzino ogniqualvolta ci accorgeremo che è secca (dopo 2-3 giorni in genere); i semi spunteranno nel giro di qualche settimana, quando ciò avverrà dovremo avere cura di rimuovere la copertura di vetro o plastica per evitare che le piante marciscano!

  • una delle cose che il peperone teme di più è il ristagno d’acqua: tenetelo sempre a mente! I terreni prediletti per la coltivazione dei peperoni sono quelli sabbiosi o comunque drenanti, ma rese accettabili si possono ottenere anche in contesti meno ideali; i peperoni che ho raccolto l’anno scorso, cresciuti su terreno argilloso, li sto mangiando ancora adesso!
Semi di peperoni in vasetti. Notare lo spruzzino, utile per umidificare periodicamente la superficie del vaso.

Semi di peperoni conservati in vasetto. Notare lo spruzzino, utile per umidificare periodicamente la superficie del vaso. In sfondo, il mio orto :P

I peperoni cresceranno rapidamente, quando saranno alti cinque o sei centimetri possiamo effettuare il diradamento: estirpiamo le pianticelle più malandate, più piccole o semplicemente quelle troppo addossate le une alle altre. Aspettiamo ancora una decina di giorni (dovremmo essere oramai a metà Marzo) quindi trapiantiamo le singole pianticelle in vasetti rotondi da mezzo litro all’incirca, riempiti con terriccio ammendato con stallatico. Effettuiamo in questa fase un trattamento preventivo a base di fungicida rameico (verderame) in ragione di 5-6 g/lt, da applicare alle piante con uno spruzzature. Successivamente, quando l’apparato radicale sarà esteso (~ 3-4 settimane) spostiamo le pianticelle in vasi più grandi, sul litro e mezzo di capacità.

Vasi da semenzaio; quello più a sinistra è il primo da usare.

Vasi da semenzaio; quello più a sinistra è il primo da usare.

…possiamo comunque mettere direttamente nel vaso più grande, se vogliamo, e se abbiamo abbastanza spazio dove tenere il parco piante :P i vasi verranno in ogni caso riempiti di terriccio da giardino misto a terra dell’orto, a cui avrete mescolato una punta di stallatico.

Disporremo i peperoni in pieno campo a metà Maggio, in un appezzamento preliminarmente lavorato (concimate il terreno con stallatico e concime NPK secondo le dosi indicate) in pieno sole, protetto da rete antigrandine: anche questo è importante perché se vi beccate una grandinata i pomodori potete fumarveli nella pipa!

Uno schema per l'appezzamento di peperoni, tanto per rendere l'idea. Il fosso è a sinistra di chi osserva, accanto alle piante.

Uno schema per l’appezzamento di peperoni, tanto per rendere l’idea. Il fosso è a sinistra di chi osserva, accanto alle piante.

(mancano fotografie, lo so, la passata stagione non ho pensato di scattarne: rimedierò con la coltivazione di quest’anno) Come mostrato, piantiamo una serie di pali da giardino alti 70cm alla distanza di 40-45cm uno dall’altro; sistemati i pali, facciamo correre fra di loro due fili paralleli di nylon (anche dei vecchi cavi elettrici vanno bene) che manterremo in tensione assicurandoli, alle opposte estremità della fila, a due pali di legno o di ferro ben ancorati al terreno, in modo che il peso delle piante non li corichi.
Mettiamo quindi a dimora un peperone a sinistra e uno a destra dei pali; su un fianco della linea di coltivazione prevediamo inoltre la presenza di un fosso che useremo per l’irrigazione, riempiendolo d’acqua allorché la terra si secca: questo metodo di irrigazione fa in modo che le radici della pianta siano umide da una parte e asciutte dall’altra, inducendo nella pianta uno stress positivo che la renderà più produttiva.

  • alcuni invece di scavare il fosso ricoprono il terreno con il MATER-B (un telo nero biodegradabile) e fanno correre una manichetta dell’acqua sotto, in un piccolo canaletto, bagnando la terra con quella.
  • possiamo disporre molto agevolmente due file di peperoni a destra ed a sinistra del fosso, se abbiamo abbastanza spazio in orizzontale…nonché voglia di occuparci di un carico doppio di lavoro! :P

Per il discorso rete antigrandine: noi abbiamo coperto l’intero orto con la medesima, se voi non volete/potete farlo, è sufficiente che creiate una gabbia intorno alla linea di coltura tendendo la rete fra quattro pali alti 2 metri disposti agli angoli dell’appezzamento. La rete dovrà calare fino a terra su almeno tre lati su quattro (la grandine piove anche in obliquo…) per proteggere efficacemente. Potete impiegare, al posto dei pali, gli archi ricurvi da serra…se riuscite a trovarne una misura intermedia tra quelli alti 90cm al centro (comunque troppo bassi per le piante) e quelli di 3 metri xD.

In qualsiasi caso, il peperone così organizzato andrà seguito per tutta la durata del suo ciclo di vita: dovrete preoccuparvi in primo luogo di legarlo ai sostegni mentre cresce, mediante fili da giardinaggio o meglio ancora, giunchi: rami di salice tagliati e tenuti a bagno per mantenerli flessibili – anche se mi rendo conto che non tutti abbiano dei salici a disposizione vicino a casa d.d – in modo che il peso dei frutti o semplicemente dei rami non spezzi i fusti.
Dovremo inoltre cercare di proteggere le piante dal sole rovente di Luglio e Agosto, coprendoli con telo oscurante nelle ore più calde della giornata, e fare in modo che non vengano colpite da infezioni da fungo (eventualmente ripetendo a cadenza di 2-3 settimane i trattamenti al verderame, o impiegando preparati più specifici a seconda dei malanni che si prende, da interrompere comunque all’approssimarsi della fioritura!!!). Neppure i nostri peperoni dovrebbero soffrire la siccità o la troppa umidità, che è il vero nemico di questa pianta (insieme col pomodoro): irrighiamo quando il terreno nel solco è secco, e comunque senza mai inzuppare o lasciare troppa acqua a ristagno, ricordandoci di zappettare se si forma una crosta impenetrabile.
Anche le concimazioni periodiche sono importanti: buttare dello stallatico nel solco ogni 3-4 settimane aiuterà a reintegrare i nutrimenti del terreno.

In qualsiasi caso, verso Settembre e fino a metà Ottobre i peperoni inizieranno a maturare colorandosi di rosso o giallo: non saranno forse belli come quelli in foto all’inizio dell’articolo, ma di certo saranno buoni e genuini; potremo raccoglierli tagliando con un paio di forbici da giardino il picciolo accanto allo stelo della pianta, e per i successivi trattamenti rimando a questo punto al precedente articolo sulla cottura e conservazione :P.

 
1 Commento

Pubblicato da su 4 marzo 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

Tag: , ,

Una risposta a “Aggiornamenti dall’orto – i peperoni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: