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Aggiornamenti dall’orto – il pisello

01 Mar

…scommetto che le femmine fertili in lettura hanno fatto tanto d’occhi, eh? *_* Piccole perverse…^__________^
Ad ogni modo oggi parliamo di questo legume umile ma gustosissimo, originario dell’area Mediterranea, che è una delle prime piante a rientrare nell’orto all’inizio della stagione.

Tipici piselli d.d

Il pisello, o Pisum Sativum, è una pianta annuale rampicante che raggiunge facilmente i 2 metri d’altezza (esistono le varietà nane che si mantengono più basse, intorno ai 90cm) che può essere coltivata a partire dal periodo post-invernale (metà Febbraio a metà Marzo direi, per una pura e semplice questione di raccolto) e arriva a maturazione all’incirca dopo settanta giorni.
Scegliete la vostra varietà leggendo le indicazioni sui pacchetti o facendovi consigliare dai venditori: in genere quelli dei consorzi sono abbastanza onesti e se ne intendono.

  • NOTA: possiamo seminare varietà resistenti al freddo adottando la tecnica della semina autunnale effettuata a Ottobre-Novembre. Io non ci ho mai provato.

Il frutto del pisello è il suo stesso seme, che si consuma previa cottura.

SEMINA E GESTIONE

Piselli (fonte: inorto.org)

Dunque, semineremo i nostri piselli a partire da semi acquistati presso aziende agricole (qualcuno ha provato a seminare i propri semi autoprodotti – io non ci ho mai provato) in un appezzamento che dovrà ricevere una buona quantità di luce nei mesi di Aprile e Maggio (che saranno i mesi terminali dello sviluppo della pianta) lavorato e concimato preliminarmente (l’ideale sarebbe farlo 1-2 mesi prima!) con potassio e azoto.
La semina dovrà avere luogo in luna crescente e può avvenire sia a spaglio che a file: quest’ultima eventualità – applicabile se avete molto tempo libero – richiede di disporre i semi in linee distanti una 50ina di centimetri (diminuire a 30 se i piselli sono nani) e 5-6cm uno dall’altro, lasciando in mezzo un solco che riempiremo d’acqua per irrigare quando la terra seccherà. Tutti consigliano di fare così, una volta anch’io lo facevo, poi ho verificato che si possono tranquillamente mettere a spaglio e loro vengono su bene lo stesso (sebbene un po’ disordinati).

Piselli in fila

Piselli in fila

   I semi vanno interrati all’incirca a 1cm di profondità, e comunque  non più di due; dopo averli ricoperti diamo un po’ d’acqua se necessario (utilizzando l’annaffiatoio con la punta a doccia) e comunque senza esagerare: come molte colture, il pisello teme il ristagno d’acqua! In molti casi non dovremmo neppure avere bisogno di bagnare, dato che la terra avrà ancora in eredità l’umido dei mesi invernali; potremmo invece voler coprire la terra con un nylon tenuto fermo da mattoni per accelerare la germinazione.
In qualsiasi caso, aspettiamoci che i piselli spuntino nell’arco di una decina di giorni. Potrebbe essere opportuno realizzare un tunnel sopra i virgulti (vedere il mio articolo sulla semina e gestione delle colture) da lasciare aperto durante il giorno alle estremità, e chiudere del tutto di notte.

 Quando i piselli saranno arrivati all’altezza di 20cm all’incirca (4-5 settimane dopo) toglieremo il tunnel, li rincalzeremo e li sosterremo con tutori onde evitare che si corichino: possiamo utilizzare cannule, bastoncelli, rametti provenienti dalle potature, ma nel caso di varietà alte è meglio impiegare una rete di plastica a maglie larghe (vedi foto in alto) che srotoleremo intorno alla coltura.
DI seguito come ho fatto io, utilizzando resti delle potature di Febbraio:

I miei piselli, tutorizzati al 30/03/2014. Fate attenzione a piantare i ramoscelli poco in profondità (quel tanto che basta perché non si affloscino!) e il più possibile sull'esterno della linea colturale (in modo da non offendere le radici!)

I miei piselli, tutorizzati al 30/03/2014. Fate attenzione a piantare i ramoscelli poco in profondità (quel tanto che basta perché non si affloscino!) e il più possibile sull’esterno della linea colturale (in modo da non offendere le radici!) anche se vi capiterà per forza di cose di infilarne qualcuno fra le pianticelle…

L’idea è che le piante si aggrappino ai ramoscelli mediante i pàmpini (no, non sono i bambini che Ratzinger chiama nella sue camere private…:P) quindi dovranno essere abbastanza vicine…ma non troppo da danneggiare le radici!
Io personalmente, prima posizioni i ramoscelli e poi la rete, mentre so di persone che non usano i primi e si affidano esclusivamente alla seconda, Fate un po’ come credete meglio.

  • In questa fase possiamo anche valutare l’idea di un trattamento preventivo delle muffe con una soluzione di verderame (sui 5 grammi per litro, applicata con nebulizzatore) ma assolutamente non dovremo dare medicine o porcherie varie quando la pianta inizierà a fiorire o peggio a fruttificare :S.

Ecco un possibile schema per il vostro appezzamento:

schema_piselli

Un possibile schema per il vostro appezzamento di piselli. I pali potete soffiarli a qualche ponteggio dei muratori, oppure andare a cercarli da qualche ferrivecchi. Dovrebbero essere alti come minimo 2 metri se volete mettere le varietà rampicanti più elevate.

L’irrigazione delle nostre piante di pisello deve essere non abbondante, ma frequente: se abbiamo scavato il solco tra le file, facciamo correre un po’ d’acqua ogni dieci giorni (o quando la superficie risulta secca), se abbiamo seminato a spaglio utilizziamo un annaffiatoio (sempre quando la terra è secca) cercando di non scalzare la terra intorno ai fusti. Assolutamente non irrigheremo nelle ore più calde del giorno!

piselli_spuntanoPotremmo anche avere bisogno di sarchiare superficialmente il terreno per rompere la crosta che si formerà dopo le prime irrigazioni, oltre che rimuovere le erbacce e rincalzare di continuo le piante (in modo da evitare che il colletto delle radici si scopra); realizziamo la sarchiatura con una palettina (sconsiglierei una zappetta, sarà difficile manovrarla nell’intrico delle piante adulte) lavorando con mano leggera e facendo attenzione a non offendere le radici.

La raccolta dei piselli dipende dalla varietà, è indicata sul pacchetto, indicativamente dopo due mesi e qualche settimana: i baccelli devono essere gonfi e turgidi, la maturazione inizia dalla parte bassa delle piante, facciamo attenzione a non raccogliere i frutti acerbi sennò li sprechiamo. Alcuni preferiscono raccogliere quando i frutti sono piccolini, in modo da avere piselli più dolci e teneri, potete tenerlo a mente se vi va: più il baccello si gonfia, più il frutto al suo interno è grosso…e allo stesso tempo, duro (li notate i deliziosi doppi sensi? ^________^). Di solito le piante di pisello danno due raccolti, tre se siete fortunati: possiamo fare un primo raccolto precoce, con baccelli di dimensione media, e lasciare il successivo a maturazione completa destinando poi i frutti p. es. alle minestre.

In qualsiasi caso, il pisello va successivamente sgranato: le bucce – grossolanamente spezzettate – si possono tranquillamente far finire nel compost (sono ricche di azoto) e può venire consumato fresco oppure congelato per l’inverno. L’impiego tipico è quello del contorno alla carne, ma come ho detto può comparire con molto pregio anche nell’ambito del minestrone misto; alcuni poi se lo mangiano, bollito, in insalata (anche se per questo impiego suggerirei di usare frutti piccoli).

 
3 commenti

Pubblicato da su 1 marzo 2014 in Agricoltura, Colture, Cose utili

 

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3 risposte a “Aggiornamenti dall’orto – il pisello

  1. Gaia Cincia

    1 marzo 2014 at 10:13

    Una mente sporca legge cose sporche ovunque, vecchio Cal :) hai mai provato mastrolindo? Dicono che faccia miracoli ;)

    Mi piace

     

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