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Pubblicare romanzi a puntate: può essere un’idea…

20 Nov

…se non si hanno “fortuna” e/o genitori potenti, famosi o granosi che stampano a loro spese il tuo primo libro e lo spammano distribuiscono in tutte le librerie del Montana (Mister Paolini, nice to meet you! ^_____^) oppure, vedasi link, anche senza giungere a tanto ti preparano comunque la strada con cura amorevole, facendo addirittura in modo di prendere contatti con l’editore quando neppure hai finito di scrivere la tua cagat il tuo romanzo?

  • per tutti gli altri, ricordiamolo, bisogna attendere la fine della stesura, la correzione delle bozze, l’eventuale aiuto di un agente letterario e, infine, un tempo che oscilla fra i tre mesi e l’anno e mezzo per l’EVENTUALE, e alquanto remota, uscita alle stampe.

Dunque pubblicare il proprio romanzo a puntate potrebbe essere un’idea, in mancanza di queste necessarie basi per emergere: anche King, volendo dirla tutta, ha iniziato coi racconti e i romanzi d’appendice, dunque why not? Non può certo essere più degradante dell’autopubblicazione, e di certo lo è meno che pagare Albatros – il Filo :P

A suo tempo avevo fatto una ricerca, quando mi era venuto lo sclero di provarci, e adesso condivido quello che trovai (e che è rimasto finora in una cartella dei preferiti di Explorer) con voi Perfetti Sconosciuti.
Andiamo con ordine: una delle pubblicazioni più citate nei forum specializzati sembra essere Inchiostro, di cui fornisco link. Bene, leggete ora che cosa dicono nella pagina relativa alle pubblicazioni con loro…

[…]
Perché i racconti, le poesie o le illustrazioni possano essere presi in  considerazione è necessario che vengano inviati a: Inchiostro – Rivista  di storie e racconti da leggere e scrivere – Il Riccio Editore – Via  Risorgimento 30 – 37126 Verona, unitamente al tagliando, debitamente  compilato, che è possibile trovare a pagina 98 di ogni numero della rivista.
I lavori vanno spediti su carta (dattiloscritti o stampati da file di computer).  È possibile (anzi consigliato) inviare i racconti o le illustrazioni anche su  cd o altro supporto elettronico, oppure tramite e-mail, ma è in ogni caso  indispensabile spedire sempre la versione su carta.
[…]

Dunque per prima cosa apprendiamo che dobbiamo accattarci almeno un numero della rivista, e poi che dobbiamo sottoporci pure qui al ciclo mestruale della stampa su carta (in ogni caso, eh?!? Sennò ti tagliamo le p@££€!). Proseguiamo, saltando i classici vincoli di lunghezza – che ogni rivista impone a chi desidera inviare materiale – fino ad arrivare alla parte più succosa:

[…]
In caso di pubblicazione, tutti i diritti di utilizzazione dell’opera (ivi compresi  il diritto di pubblicazione parziale o totale, sia sulla rivista Inchiostro, sia in  raccolte successive, e il diritto di mettere in circolazione l’opera), nonché  tutti gli eventuali, conseguenti profitti, sono da considerarsi automaticamente ceduti a Il Riccio Editore.
Il Riccio Editore si riserva il diritto di introdurre nel testo da pubblicare  quelle modifiche di forma e di coerenza contenutistica che vengano  ritenute opportune o consigliabili dalle esigenze editoriali e/o stilistiche.
[…]
Se l’opera verrà pubblicata, sarà indicato il nome (o lo pseudonimo, in caso di  esplicita richiesta in tal senso) dell’autore.

…IL CAZZO?!?

Spero di aver capito male io, di essere ignorante in materia, di non avere afferrato qualcosa che invece è sottinteso a chi mastica queste cose da mane a sera…perché detta semplicemente così vuol dire che tu, inviando loro un racconto per farti conoscere, rinunci a priori a qualsiasi cosa sulla tua opera (meno, credo, il copy, che dalla legge del ’41 nasce con l’opera stessa e non viene conferito in virtù dell’iscrizione alla SIAE o ad altre organizzazioni che semmai ti danno soltanto il patrocinio legale quando devi difendere i tuoi diritti) per un periodo di tempo indefinito, che nel caso coincide coi 70 anni dopo la tua morte :P ripeto: il cazzo?!?
L’ultima frase, poi, letta in questo consenso è quantomeno ridanciana: in pratica, dopo che ci hai regalato le tue mutande, noi ti diamo il diritto di ficcarti un pollice in bocca e l’altro su per il culo, che ti sia gradito, lunghi giorni e piacevoli notti ^________^ di nuovo spero di essere io quello cretino che non ha capito: ma se le cose stanno in diverso modo, cari signori di Inchiostro, se la rinuncia ai diritti è temporanea e/o subordinata a qualcos’altro, premuratevi di spiegarlo meglio nella pagina che un visitatore clicca dieci secondi dopo essere capitato sul vostro sito, se è venuto con gli stessi intenti con cui sono venuto io…

Ok, ho capito che Inchiostro non fa per me; sul sito del Duca avevo letto della rivista Fantasy Magazine e loro sembrano più amichevoli! Nella pagina “Collaborare”, infatti, si viene a sapere che possiamo inviare racconti (al di sotto delle 30k battute, che diventano 50k nel caso della rivista cartacea, formattati secondo vincoli precisi ecc ecc) all’attenzione di due indirizzi E-Mail; dalla lettura, alla stessa pagina, del punto relativo agli articolisti, si può evincere che le collaborazioni avvengono soltanto a titolo gratuito (ma chiedere lumi non fa mai male!)…e alla fine della pagina possiamo leggere quanto segue:

Condizioni e diritti

Inviando un articolo o un racconto per la pubblicazione su FantasyMagazine si accettano contestualmente le seguenti condizioni:
— l’autore propone a FantasyMagazine articoli inediti;
— l’autore cede a FantasyMagazine il diritto non esclusivo di pubblicazione del materiale inviato, per la durata di cinque anni tacitamente rinnovabili;
l’autore conserva i diritti sul proprio materiale ed è libero di riutilizzarlo nei modi che ritiene più opportuni, in proprio o presso altri editori.

Questa cosa già mi quaglia di più: se ho capito bene, loro possono pubblicarti come vogliono nei 5 anni successivi (e se tu non manifesti esplicitamente il contrario, possono continuare) ma tu puoi allo stesso modo disporre del tuo materiale “nel modo che ritieni più opportuno”; che un editore, molto probabilmente, non accetti di pubblicare una storia che non è assolutamente inedita, è un altro paio di bonghe, ma almeno non sono loro che te lo impediscono!

Vediamone un’altra: Writer’s Magazine è a sua volta citata nei discorsi sui forum, loro dicono subito che NON vogliono romanzi da pubblicare a puntate, ma accettano racconti – al massimo di 15k battute – inviati in formato elettronico accompagnati da curriculum letterario e formattati secondo le loro linee guida (ben specificate nella pagina) senza fare cenni alla cessione di diritti; implicitamente ciò vorrebbe dire che il detentore rimani tu, ma sarebbe opportuno, se si desiderasse rivolgersi alla loro attenzione, chiedere prima chiarimenti via mail all’indirizzo della redazione.

Un’altra: AltriSogni, rivista di fantascienza, horror e new weird, non accetta più materiale dal 15 Ottobre, ma sono ancora presenti le linee-guida; racconti inediti, massimo 35k battute, inviati per via elettronica e accompagnati 1) da una scheda di presentazione del racconto stesso, inserita nel corpo della mail, e 2) da una sinossi. Anche qui non si fa menzione ai diritti e alla loro eventuale cessione, quindi varrebbe il discorso del chiedere info in via preliminare, ma fino a quando non riaprono la ricezione del materiale…x.x

Un’altra: Toilet – spero che il nome non sia un programma – vuole un solo racconto (sennò, di nuovo, ti verranno tagliate le p@££€!) inviato in formato elettronico, accompagnato da scheda e sinossi, lunghezza massima 12 cartelle (se intendono quella standard da 1800 battute, siamo a quota 21600 caratteri). L’unico accenno “legale” è relativo alla liberatoria per il trattamento dei dati personali: anche qui chiedere info, prima di inviare, sarebbe una buona politica…

Un’altra, cazzo! Robot, rivista di fantascienza nata negli anni ’70, accetta racconti di 60.000 caratteri al massimo nell’ambito di un contest letterario annuale, il Premio Robot, che offre al vincitore la pubblicazione sulla rivista. Ho chiuso la pagina quando ho letto che, per partecipare, bisogna essere abbonati >.<

EDIT DEL 30/11: la rivista Terre di confine, di nuova riapertura, accetta a quanto ho avuto modo di vedere racconti senza limiti di lunghezza (almeno, nell’area pubblica non se ne fa menzione) e senza clausole vessatorie, ma sotto l’egida della solita collaborazione gratuita e specificando che vengono ammessi solo contenuti originali; nella sezione “Writing” del sito, alla voce “Istruzioni”, viene specificato che bisogna essere registrati per poter contribuire, non essendolo, non so se vengono fornite informazioni più precise in merito. La pubblicazione è moderata ed è presente un elenco dei generi accettati, che comunque sono quelli classici.

…portei andare ancora avanti, ma mi fermo qui per adesso; tra tutte le fonti che trovai a suo tempo, nessuna si allineava alla mia idea, ovvero quella di una pubblicazione di romanzo a puntate. E naturalmente, nessuno paga d.d ma la strada potrebbe essere quella giusta, in mancanza d’altro, per farvi conoscere, se riuscite a tirare giù racconti brevi che possano piacere al pubblico. Probabilmente riprenderò la mia ricerca, tempo che mi passi la depressione, per vedere se oltre ai racconti effettivamente esiste gente che si prende in carico anche romanzi veri e propri…

Certo, se conoscete personalmente Christopher Paolini, Licia Troisi o chi per loro, e riuscite a farvi mettere una buona parola, è tutto un altro discorso. E se ci riuscite, ricordate il volto dei vostri padri e pensate anche a me, si? :)

Il banner della campagna “Mi manda MAMMA!” lanciata da Knight&Princess nel 2011.
…Princess, pur non conoscendoti, io dico che dovevo conoscerti venticinque e passa anni fa: quanti castelli di sabbia avremmo costruito insieme sulla spiaggia, tirandoci la sabbia negli occhi, facendoci le boccacce e dicendoci l’un l’altro, dal profondo del cuore: “Blutto, blutto! Cativo!” *_______*

 
3 commenti

Pubblicato da su 20 novembre 2013 in Cose utili, Scrittura

 

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3 risposte a “Pubblicare romanzi a puntate: può essere un’idea…

  1. Werehare

    23 novembre 2013 at 16:47

    > quanti castelli di sabbia avremmo costruito insieme sulla spiaggia, tirandoci la sabbia negli occhi, facendoci le boccacce e dicendoci l’un l’altro, dal profondo del cuore: “Blutto, blutto! Cativo!”

    Sarai felice di sapere che faccio tuttora di queste cose (e molto peggio): contattami se quest’estate sei al mare in zona Bibione, cosi vengo a saltare sul tuo castello di sabbia <3
    *fugge prima di essere lapidata per l'OT*

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    • Cal Mood

      23 novembre 2013 at 20:36

      …non ci credo, ho evocato Princess: credo che ciò sia soltanto paragonabile, come soddisfazione, all’attrarre un mietitore cornuto in un livello di Dungeon Keeper *_* benvenuta! ^_^

      Mi piace

       
      • Werehare

        24 novembre 2013 at 11:25

        > credo che ciò sia soltanto paragonabile, come soddisfazione, all’attrarre un mietitore cornuto in un livello di Dungeon Keeper *_*

        Anche come irresistibile simpatia e fascino, temo xD
        (comunque per evocarmi basta linkare uno dei miei obridi post, metto sempre il naso in casa degli altri quando posso parlare della mia vita :P)
        Adesso vado a sbirciare qui in giro, e a commentare a sproposito un altro po’ *O*

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