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Tisane time – malva e ibisco!

13 Nov

Un articolo sulle tisane mi mancava: d’ora in poi non mi mancherà più.

malva1Dunque: tempo fa ho scoperto di essere a corto di the, era estate, e invece di andare a comprarlo ho cercato nell’orto qualcosa che potesse fare al caso mio. Fortuna ha voluto che io trovassi, sparse in giro e allo stato totalmente brado, numerose piante di malva che usava già mia nonna per prepararsi la tisana della buona notte: inutile dire che, dopo averla provata a mia volta, io abbia deciso di organizzare una coltivazione trapiantando senza troppo riguardo le piante più belle, come potete vedere in foto ^_^

Ordunque, la malva selvatica (articolo di Wikipedia linkato) è una pianta perenne dai fiori lilla e le foglie spesse, dal gambo molto lungo e la vaga conformazione stellata, che in età adulta sviluppa un fusto notevole in altezza; fiori e foglie vengono utilizzate in erboristeria per la preparazione di decotti e il trattamento di numerosi disturbi che vanno dalla tosse, alla stitichezza, alle infiammazioni della bocca, della gola e della vagiàina :P il decotto di malva si prepara con una tazza d’acqua e un cucchiaio di foglie disseccate: unire i due, quindi portare a ebollizione e lasciare in infusione per dieci minuti. Filtrare e poi bere liscio oppure utilizzare per gargarismi o lavande delle parti offese.

Nel caso volessimo prepararci una tisana invece, per sfruttare al meglio le proprietà rilassanti e depurative della pianta dovremmo aumentare leggermente la dose, e prediligere i fiori invece delle foglie, dolcificando a infusione completata con zucchero o miele, e assumendo la tisana così preparata prima di coricarci.

malva2

Se voleste allestire una coltivazione come ho fatto io, tenete presente che la malva è una pianta infestante: in primavera si propaga a tradimento e può diventare una spina nel culo, dunque scegliete un posto lontano da altre colture, in mezza ombra, meglio se a ridosso di qualche muro di cinta. Coltivatela in vaso, ancora meglio, un bel vaso rotondo da 30 litri dovrebbe andare alla perfezione.
A tal proposito io non ho usato terre particolari, credo che il terriccio universale da fioraio possa andare benissimo, si tratta di una pianta selvatica e resistente dopotutto: trapiantate in autunno, al termine del ciclo vegetativo, e soltanto piante giovani avendo cura di prelevare senza rovinare le radici; dopodiché bagnate, eventualmente concimate, e poi dimenticatevene, passando alla cassa soltanto quando è ora di raccogliere i fiori e le foglie – in quest’ultimo caso, solo le più piccole e tenere: e attenzione a non strappare l’occhio della pianta! – che metterete ad essiccare al sole nei mesi estivi, e conserverete in un barattolo di vetro il più possibile ermetico (un Bormioli va benissimo, se non ce l’avete anche quelli del Nescafé sono ottimi). Se avete coltivato in orto potete valutare se coprire le piante in caso di climi particolarmente rigidi, ma io credo che la malva sia una pianta che si arrangia da sé e se uno la cura troppo ottiene soltanto di farla morire.

Per quanto riguarda l’ibisco, ho ritrovato pochi giorni fa una partita di fiori essiccati che devono per forza di cose risalire a un viaggio in Egitto nel 2006: voi invece potete acquistarli in drogheria, avendo cura di chiedere i fiori interi che sono indice di buona qualità della merce. Non ho informazioni sulla sua coltivazione, se non che si tratta di arbusti perenni della stessa famiglia della malva.

Un cesto di fiori d’ibisco.

L’infuso di fiori d’ibisco è comunemente detto karkadè o the rosa, e si presta bene sia come bevanda da consumare fresca, sia come tisana rilassante: preparerete l’infusione con 4-5 fiori interi per tazza, lasciando riposare per 5 minuti, quindi filtrerete ottenendo un infuso viola scuro che potrà essere dolcificato con lo zucchero – eviterei personalmente il miele per conflittualità di sapori – secondo il vostro gusto, ricco di vitamina C e dotato di proprietà diuretiche antiossidanti (bevuto liscio ha un sapore asprigno che sicuramente a qualcuno piacerà).
L’alternativa dell’ibisco per uso esterno è disinfettante e lenitiva: utilizzatelo, freddo, per fare delle lavande sulla pelle infiammata, ne trarrete senza dubbio sollievo :)

 
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Pubblicato da su 13 novembre 2013 in Agricoltura, Cose utili

 

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