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Archivio mensile:novembre 2013

Il Coniglio del Venerdì #1 – rolata di coniglio alla frutta

Buonsalve Sconosciuti, lunghi giorni e piacevoli notti a voi! ^_^ oggi ho voglia di commettere un plagio *_* anche se preferirei chiamarla ispirazione creativa; dunque, per prima cosa vi segnalo la fonte: sul sito del Duca, in particolare qui, potete trovare una rassegna invidiabile di filmati teneri che coinvolgono coniglietti teneri e puccipucciosi ^_____^ come omaggio a questa pietra miliare della tenerezza, ho deciso di inaugurare una nuova rubrica culinaria: il Coniglio del Venerdì, nell’ambito della quale mi pregerò di offrirVi alcuni tra i migliori modi di onorare la memoria di queste creature, una volta che la vita ha abbandonato – o più probabilmente, è stata strappata via in modo brutale – dai loro teneri (e non intendo solo in senso morale) corpicini…

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Pubblicato da su 29 novembre 2013 in Il Coniglio del Venerdì, Ricette

 

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Natale è già arrivato…

E con oggi sono ventisette giorni a Natale…

…ma Natale in realtà è già arrivato, nelle pubblicità e nelle vetrine dei negozi! Non vi si allarga il cuore di fronte a questa esplosione di ori, rossi e argenti, a questa musica di campanelle, a queste silvicolture di abeti di plastica ammantati di neve finta, a queste carrellate di cibi favolosi, tutto organizzato per farvi comprare cose di cui NON avete il benché minimo bisogno?

…a me NO, anzi, questo richiamo martellante al paradigma “produci-consuma-crepa” che si intensifica tutti gli anni, proprio sotto Natale (come se non bastasse la pubblicità che ci fanno mangiare tutti gli altri giorni) mi fa venire voglia di ficcarmi un dito in gola e vomitare la cena davanti alla famigliola felice e politicamente corretta – un uomo, una donna, un maschietto e una femminuccia, questi ultimi bambini o in età scolare; perché invece non mostrare una famiglia diversa? Disturba le vostre povere coscienze? – riunita presso l’immancabile tavola imbandita che sembra presa di peso dai film di Harry Potter x.x

Una Famiglia Natalizia™. Voglio il mio machete.

A proposito di questo, vi offro una semplice riflessione in tema di spirito natalizio: amici miei carissimi, noi ci detestiamo per trecentosessantaquattro giorni l’anno, e in un giorno, un solo fottuto giorno mettiamo tutto da parte e ci vogliamo BBBBENE come se il mondo dovesse finire domani. Perché cazzo?

Secondo me Tommaso Marinetti non festeggiava il Natale; e voi? Che rapporto avete col Natale, o miei perfetti sconosciuti?
Io, quand’ero piccolino e ancora innocente, vivevo con un senso di attesa che cresceva già a partire da fine Settembre: a metà Novembre, poi, iniziavo a contare i giorni…poi le scuole finivano per un po’…e io ritornavo nella mia Solitudine, ma ero comunque felice che il giorno venisse: non per i festeggiamenti e il pranzo immancabile coi parenti che non vedi mai durante l’anno, ma semplicemente perché era Natale.

Natale sta arrivando…viene per TE…

Ingenuo bastardo ^_^ sarà perché ne ho passate molte, da quegli anni felici, ma ora mi viene l’orticaria già prima di iniziare a vedere le luci nelle vetrine e le pubblicità martellanti, perché per quanto mi riguarda Natale è vuoto, non ha significati, se non il pretesto per bere un po’ più del solito. Per i regali ci sono le occasioni, non c’è la festa comandata, ma soprattutto deve esserci un significato…mentre, se lo si desidera, il ritrovarsi davanti a un buon pranzo è una cosa che si può fare anche al di fuori di qualsiasi ricorrenza.

Fate un favore al mondo: non festeggiate Natale quest’anno, piuttosto festeggiate ogni volta che sentite di averne un motivo, anche senza alberi, luci e colori sgargianti. E fatelo senza ipocrisia, io prego: non abbiate timore di detestare il prossimo, non c’è niente di male, così come non c’è nulla di male nello scegliere con cura a chi voler bene. Al di là del politicamente corretto e del sentire comune.

Il banner della campagna "Natale, perché?"

Il banner del Cal-pensiero: “Natale, perché?”

Come potete vedere, è presente un banner per chi vuole sostenermi; se anche voi trovate estremamente fastidioso questo periodo e le sue insensate, indiscriminate manifestazioni di affetto e pucciosità, fate click sopra, quindi salvatevi l’URL e replicatelo nei vostri blog.

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2013 in Fuffosità, Generale

 

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Pubblicare romanzi a puntate: può essere un’idea…

…se non si hanno “fortuna” e/o genitori potenti, famosi o granosi che stampano a loro spese il tuo primo libro e lo spammano distribuiscono in tutte le librerie del Montana (Mister Paolini, nice to meet you! ^_____^) oppure, vedasi link, anche senza giungere a tanto ti preparano comunque la strada con cura amorevole, facendo addirittura in modo di prendere contatti con l’editore quando neppure hai finito di scrivere la tua cagat il tuo romanzo?

  • per tutti gli altri, ricordiamolo, bisogna attendere la fine della stesura, la correzione delle bozze, l’eventuale aiuto di un agente letterario e, infine, un tempo che oscilla fra i tre mesi e l’anno e mezzo per l’EVENTUALE, e alquanto remota, uscita alle stampe.

Dunque pubblicare il proprio romanzo a puntate potrebbe essere un’idea, in mancanza di queste necessarie basi per emergere: anche King, volendo dirla tutta, ha iniziato coi racconti e i romanzi d’appendice, dunque why not? Non può certo essere più degradante dell’autopubblicazione, e di certo lo è meno che pagare Albatros – il Filo :P

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Pubblicato da su 20 novembre 2013 in Cose utili, Scrittura

 

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La lunghezza ideale di un libro

Oggi vi propongo un sondaggio: l’idea viene dal fatto che ho finito di scrivere una storia, sono 217 pagine A5, molto al di sotto del mio standard. La storia, anzi, diciamo pure che è corta…
…ma funziona bene così, almeno, questa è la sensazione che ho rileggendola in fase di correzione di bozze: scorre, mi quaglia, c’è tutto quello che volevo metterci, non ha bisogno di altro, perché se ci mettessi altro vorrebbe dire che sto uscendo da questa storia per entrare in un’altra che ne è il seguito…

…però sono indeciso comunque. Così, ecco alla vostra attenzione un sondaggio: dite quello che pensate se vi va, magari riuscite a sciogliermi l’inquietudine…

AI PARTECIPANTI: vi andrebbe di commentare qui sotto il vostro voto? Solo se credete eh, io ammiro l’anonimato in ogni sua forma…è solo che mi servono commenti per il blog! Vorrete mica che il sito di Licia ne abbia più di me?? :P

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2013 in Generale, Scrittura

 

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Masterpiece puntata #1

Ieri è iniziato il talent letterario di Rai3. L’ho trovato affrettato: un’ora e mezza – dalle 23 alle 00:30 – e dopodiché tanti saluti. A mio parere avrebbero dovuto dedicare almeno due puntate all’esame di ogni gruppo di concorrenti, così il tutto è scivolato via troppo velocemente, come una storia raccontata da un esordiente che non sa dosare i tempi e i ritmi della narrazione.

Masterpiece è il nuovo talent letterario di Rai 3.
…io non sono stato invitato, quindi spero che vadano in mona, che il vincitore non venda nemmeno una copia, e che il gatto del direttore di Fremantle si strozzi coi croccantini.

Malgrado questo, il programma non è stato noioso: e se forse non è stato nemmeno originale, almeno è stato divertente, per chi come me ha un’indole estremamente sadica, vedere i Giudici – quello Paterno, quello Stronzo e quello Emotivo/Indeciso/Tentennante – massacrare i concorrenti; parlando delle opere, una addirittura è stata definita “il peggiore libro inviato a Masterpiece” di 5000 che ne hanno ricevuti, e il Giudice Stronzo si è rammaricato del fatto che non esistesse un premio all’uopo da assegnare (e come era del tutto naturale attendersi, dietro le quinte il Giudice Emotivo/Indeciso/Tentennante gli ha detto, che non doveva esagerare così, non doveva essere così duro, perché poi il concorrente, povero pucciolo, la prende male! ç__ç).

  • …mi è venuta voglia di leggere quel libro per vedere se è così pessimo, tanto non ho un cazzo da fare in questo periodo, quindi…:P la concorrente si chiama Giulia Terrana, probabilmente ha Facebook, io che NON HO Facebook posso solo sperare che passi un giorno da queste parti e legga. Davvero però, mi incuriosisce un libro definito con un giudizio così tranciante, nemmeno l’avessi tranciato io xD farà così schifo? Sarei davvero curioso di leggerlo.

Andiamo avanti: l’idea di mettere i concorrenti in due realtà differenti, sia tra loro che dal vissuto dei concorrenti stessi, è carina: dopo le selezioni preliminari, in cui da una rosa di sei si è arrivati ad avere soltanto più 4 malcapitati, due li hanno spediti in una comunità di accoglienza e due…in un dancing per vecchi o.O e poi gli hanno dato il compitino da fare; penso che, esattamente come a scuola, sarebbe bastato per tutti e quattro intuire ciò che i Giudici volevano sentirsi dire e scriverlo, per essere tutti quanti meritevoli di proseguire (e dunque metterli amabilmente in imbarazzo). Invece a quanto pare i concorrenti hanno scritto ciò che sentivano…e per questo le prove dei due della casa d’accoglienza sono state strappate in diretta dal Giudice Stronzo (immagino il picco di share in quel momento d.d) con uno dei quali licenziato in tronco (l’ex-carcerato palermitano, peccato, mi garbava) e l’altra tenuta in sospeso per altri dieci minuti a friggere sulla graticola in attesa del giudizio su quelli della balera :P.

I due sopravvissuti sono stati spediti alla Mole Antonelliana (ho detto che tutto l’ambaradan si è svolto a TO?) e chiusi in ascensore con la direttrice editoriale di Bompiani: come chi è salito almeno una volta sulla Mole sa, quel simpatico armadio di vetro trasparente impiega esattamente un minuto per arrivare in cime. In un minuto i Malcapitati dovevano convincere il Direttore a pubblicarli, semplicemente perché loro valgono! Questa crudelissima tortura, che personalmente ho apprezzato molto, è stata chiamata elevator pitch e dovevate sentire quanta fuffa hanno sbrodolato i Concorrenti: roba da sciaguattarci dentro come una trota crescentina!

“Perché io VALGO!”. L’alluce testimonial di L’Oréal, simbolo gnoseologico dell’elevator pitch dei concorrenti!

Il vincitore della puntata…beh, potete scoprirlo voi stessi guardandovi il podcast dal sito ufficiale (non c’è ancora l’alternativa YouTube, purtroppo x.x): devo dire che a me personalmente piace, questo finalista, ha stile…ma non è il genere di individuo che vorrei trovare in un vicolo buio d.d peccato per il carcerato, mi piaceva anche lui.

Gli altri li ho trovati simpaticamente dimenticabili. Vediamo come andrà la prossima puntata.

 
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Pubblicato da su 18 novembre 2013 in Concorsi, Recensioni, Scrittura

 

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Recensione: i Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli

I Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli

Il 29 Ottobre è uscito Nashira 3, in concomitanza con il Lucca Comics. Non sono ancora riuscito a metterci le grinfie sopra, in ogni caso lo attendevo, pure se non con il sacro zelo dei Licia-fèns più scatenati. Lo attendevo perché dal primo al secondo, come ribadirò più di una volta da qui in avanti, Licia è migliorata.

Ebbene si, l’evento impossibile profetizzato da tanto tempo si è finalmente avverato! *____* Lieto & gaio happyfaic come non mai, a suo tempo lo scrissi in un commento sul blog dell’autrice (accompagnato ad una critica su Nashira 1) ma non sono stato pubblicato: di certo per via di un qualche disguido alla connessione, in fondo tu, scrittore Italiano di fantasy più venduto al mondo, non puoi DAVVERO prendertela se io, ultimo cane fra i cani, ti dico che uno (uno? PfahahahahHAHAHAHAHAHAHAAaaaaaH!) dei tuoi libri è pieno di buchi di trama e corbellerie stilistiche – e perciò innescherebbe movimenti peristaltici anche in un missionario stitico – fintantoché do fondamento e motivazione alle mie critiche, GIUSTO cocchi della mamma? =)

In qualsiasi caso, passata la festa e campato lo santo, da qui in poi parliamo de I Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli e le chiacchiere stanno a zero.

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Pubblicato da su 17 novembre 2013 in Fuffosità, Recensioni

 

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Tisane time – malva e ibisco!

Un articolo sulle tisane mi mancava: d’ora in poi non mi mancherà più.

malva1Dunque: tempo fa ho scoperto di essere a corto di the, era estate, e invece di andare a comprarlo ho cercato nell’orto qualcosa che potesse fare al caso mio. Fortuna ha voluto che io trovassi, sparse in giro e allo stato totalmente brado, numerose piante di malva che usava già mia nonna per prepararsi la tisana della buona notte: inutile dire che, dopo averla provata a mia volta, io abbia deciso di organizzare una coltivazione trapiantando senza troppo riguardo le piante più belle, come potete vedere in foto ^_^

Ordunque, la malva selvatica (articolo di Wikipedia linkato) è una pianta perenne dai fiori lilla e le foglie spesse, dal gambo molto lungo e la vaga conformazione stellata, che in età adulta sviluppa un fusto notevole in altezza; fiori e foglie vengono utilizzate in erboristeria per la preparazione di decotti e il trattamento di numerosi disturbi che vanno dalla tosse, alla stitichezza, alle infiammazioni della bocca, della gola e della vagiàina :P il decotto di malva si prepara con una tazza d’acqua e un cucchiaio di foglie disseccate: unire i due, quindi portare a ebollizione e lasciare in infusione per dieci minuti. Filtrare e poi bere liscio oppure utilizzare per gargarismi o lavande delle parti offese.

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Pubblicato da su 13 novembre 2013 in Agricoltura, Cose utili

 

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