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La Mia Avventura Editoriale – Prologo

10 Ott

Io voglio scrivere un libro.
Di più, io voglio pubblicare un libro.
Di più ancora, io voglio vendere un libro, e farci i soldi: guadagnare con la mia passione nascosta è un fine per il quale venderei tranquillamente la mia anima nera; così inauguro una nuova categoria di articoli, nei quali chi lo desidera può seguire passo-passo le mie vicissitudini.

Il prologo è esattamente questo, ciò che viene prima. Nel mio caso, il libro (…banana? banana): ho iniziato a scriverlo esattamente un anno fa, e oggi voglio dire di aver finito, prima di tutto perché ho trovato un amico che me ne stamperà qualche copia da inviare agli editori che vogliono la versione cartacea >.< e poi perché è necessario mettere un termine alle revisioni e alle correzioni. A scuola era la campanella, che ti diceva che dovevi consegnare il tema ricopiato in bella; qui è la consapevolezza, semplicemente, che se non la pianto potrei non riuscire mai più a farlo. E poi lo dice anche “la scrittrice Italiana di fèntasi più venduta al mondo”, che alla fin fine qualcosa di sensato l’ha scritto :P parlando proprio della prossima pubblicazione di Nashira 3; cito testualmente:

Ieri sera ho iniziato la correzione delle bozze, l’ultimo atto che prelude alla stampa, e dunque alla vita adulta del libro. E vi assicuro che fino a ieri pomeriggio dentro di me sentivo che c’era ancora un sacco di lavoro da fare, che mancava omogenieità, che quel passaggio psicologico lì andava approfondito di più, che questa scena avrei potuto descriverla meglio…E invece, mentre leggevo i primi venti capitoli di Nashira 3, improvvisamente mi sono accorta di una cosa: che ormai era un libro. Non era più una bozza, un insieme di capitoli di rivedere, una storia con delle cose ancora fuori posto. Era proprio in libro. Pronto per andare in giro per il mondo. E quando uno scrittore dice che un libro, una volta stampato, non gli appartiene più, non sta facendo allegoria di bassa lega, sta esprimendo una cosa vera, provata. Perché una volta che l’hai stampato, al libro non puoi più metterci mano. È così, è giunto alla sua forma definitiva, quella sulla quale non hai più potere. Se ne andrà per il mondo, ognuno ci leggerà quel che vorrà, ognuno lo capirà a modo suo, e tu non ci potrai più fare niente.

Aspettando per l’n-esima volta di venire smentito – magari Nashira 3 sarà un bel libro, ma viste le premesse ritengo più probabile una nevicata d’Agosto su Torino – su queste parole mi trovo d’accordo in pieno: c’è un momento in cui devi dire basta. Per me quel momento è arrivato, dopo aver limato e cambiato per la millesima volta, dopo aver controllato le fonti della mia ispirazione per renderlo più “canon” possibile…e dopo aver menomato il mio testo per farlo restare dentro le 800k battute del regolamento di Masterpiece – Cristo, quanto tempo sprecato – io dico che la pianto.
Basta.
Come è venuto, è venuto; domani porterò il file a questo mio amico e lui me ne farà quattro o cinque copie, che, come da accordi, mi fatturerà se arriverò a stamparne centomila. Qui voglio postare un’immagine che rappresenta tutto il mio lavoro…

Commala come-come, the journey is almost done...
Commala come-come, the journey is almost done…

Potete leggere il prologo nella sezione “Racconti”; se vi è gradito vorrei un parere :) è un caso se in questo momento sto ascoltando questo pezzo? Probabilmente si.
Se qualcuno mi chiede “di cosa parla”, leggetevi la sinossi; su scrittoridellanotte mi hanno detto che è simile a Hunger Games o.O se non fosse che ho iniziato a leggere questo ottimo libro solo quest’estate, mentre è da un anno che scrivo…in qualsiasi caso.

Ho già mandato questo libro parecchio in giro, i nomi più eclatanti sono Mondadori, Einaudi e Piemme; ora lo invierò in cartaceo a Sperling&Kupfer – prima che chiudano di nuovo la ricezione dei manoscritti – e alla casa editrice La Corte, che sembra essere una realtà minore, e che per questo magari potrebbe risultare una scelta vincente (e poi, è pure delle mie parti! *.*). Avrei voluto inviarlo anche alla Newton Compton, e tante altre, ma non ricevono. In ogni caso che la fortuna sia con me (e qui non ci metto nessuna virgoletta, anche se preferirei mettercele…e non avrei nessun problema a farlo, perché il sottoscritto è cinico e odioso, e chi ha orecchie per capire, capisca): sono sfiduciato, specie dopo che anche a Masterpiece mi hanno ignorato, ma non si può mai dire :)

Ho creato una categoria apposita, come detto, in cui metterò tutti questi rant. Prevedo che non saranno molti, comunque.

 
1 Commento

Pubblicato da su 10 ottobre 2013 in La Mia Avventura Editoriale

 

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Una risposta a “La Mia Avventura Editoriale – Prologo

  1. Gaia Cincia

    13 ottobre 2013 at 09:21

    Non ti abbattere Cal :)
    Nel 1790 i Francesi cantavano questo ritornello: «Ah, ça ira, ça ira, ça ira! En dépit d’z aristocrat’ et d’la pluie, Ah, ça ira, ça ira, ça ira! Nous nous mouillerons, mais ça finira!»
    Andrà, in qualche modo andrà ;)

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