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Aggiornamenti dall’orto: il ravanello, questo sconosciuto

29 Set

…il che non mi ha impedito di farmene una bella scorpacciata oggi a pranzo, per questo vi offro lo spunto.

Dunque: a questo link potete istruirvi in modo accademico sulla materia in oggetto; se non avete voglia di visitarlo, riassumo dicendo che oggi parliamo di una coltura umile, ma non per questo meno meritevole di far parte del nostro orto: il ravanello comune (Raphanus Sativus), verdura dalla radice commestibile che un sacco di volte avrete visto sulle bancarelle del mercato, e sicuramente consumato in insalate varie ed eventuali.

  • piccola parentesi: se andate ad acquistarli, scegliete quelli che hanno le foglie ancora verdi all’attaccatura della radice…

Il ravanello è una pianta primaverile e autunnale, a seconda della varietà che scegliete; io l’ho sempre seminato in Aprile-Maggio e Settembre-Novembre, raramente a Dicembre se non con l’intento di lasciare i semi sottoterra anticipando la semina dell’anno successivo (ma è un costume, ripeto, che nella mia famiglia non si è mai usato). Ci sono in ogni caso indicazioni sulle bustine.
Il seme del ravanello è piccolo e scuro, di forma rozzamente arrotondata, la pianta arriva a maturazione in 40-50 giorni producendo una radice di colore rosso acceso (ci sono anche le varietà nere) dal gusto delicato, che si presta bene ad entrare nelle insalate miste *.*

COLTIVAZIONE

Prendete un appezzamento di terra ben lavorata e concimata – sotto serra se seminate in Ottobre o più avanti – e scavate piccoli solchi ad una distanza di 10cm uno dall’altro, non più profondi di 1,5 cm, quindi bagnate il fondo utilizzando una bottiglia di plastica e per finire disponete i semi: alcuni effettuano semina a spaglio e successivo diradamento, io personalmente non amo questo approccio e dunque metto i semi uno per uno, a distanza di 3 centimetri circa, in modo che le radici abbiano spazio per svilupparsi. Chiudete i solchi, bagnate a pioggia con un annaffiatoio dotato di opportuno bocchettone, e valutate se coprire o meno la terra con uno straccio in modo da preservare l’umidità (non necessario a parer mio se la semina viene effettuata nella seconda metà di Settembre): nel caso tenete d’occhio e rimuovete la copertura al primo spuntare dei virgulti.

  • valutate l’idea, invece di seminare un unico, enorme appezzamento, di scaglionare le semine nel tempo e nello spazio: dedicate alla coltivazione del ravanello piccoli fazzoletti di terra, e distanziate le semine di 2-3 settimane una dall’altra per evitare di essere invasi dai ravanelli che maturano tutti insieme; sono buoni per carità, ma dopo un po’ stufano anche loro :S

Per la gestione della coltura, io consiglio di ricavare altri solchi più larghi sfruttando lo spazio lasciato tra una linea e l’altra, che riempirete d’acqua ogniqualvolta la terra inizia a seccarsi, ricordandovi di gettare di tanto in tanto qualche manciata di concime in granuli o pellets (attenzione a non esagerare!).
Periodicamente sarà necessario effettuare un rincalzo in modo da mantenere sempre coperta la radice (se si scopre non cresce più, quindi occhio) perché l’irrigazione dilaverà in modo fisiologico la terra intorno alle piante: iniziate a rincalzare quando i virgulti sono alti 2-3 centimetri, fatelo quando la terra intorno è asciutta, e continuate a farlo fino al raccolto.

  • a proposito di raccolto: il ravanello è maturo quando il bulbo è rosso e grosso: ve ne accorgete perché tende a sporgere dalla terra, quando è così, la pianta è pronta per essere tolta e mangiata *.* abbiate cura in ogni caso di colmare i buchi lasciati tra una pianta e l’altra, quanto estirperete le radici giunte per prime a maturazione, in modo da non disturbare quelle più in ritardo.

UNA SEMPLICE PREPARAZIONE

I ravanelli si mangiano in insalata: li affettate e li utilizzate nelle insalate miste (qualche temerario li usa anche in quella di riso, o di pollo); io preferisco mangiarli da soli in una insalata dedicata a loro, rapidissima da preparare.

Procuratevi per incominciare tre o quattro ravanelli belli grossi, poi qualche fogliolina di rucola, del grana padano/parmigiano reggiano e dell’olio extravergine di oliva. Affettate i ravanelli con uno strumento da cucina, non troppo spessi né troppo sottili, in una ciotola abbastanza capiente da poterci rimestare dentro, quindi tritate grossolanamente la rucola e riducete in scaglie un po’ di formaggio grana o parmigiano in quantità che assecondi il vostro gusto, aggiungendo il tutto. Condite con olio e sale (escluderei l’aceto, anche se siete consumatori, perché trovo che i sapori rotondi delle verdure chiamate in causa legnino male con l’aspro) e mangiate accompagnando con grissini o pane arabo.

 
2 commenti

Pubblicato da su 29 settembre 2013 in Agricoltura, Colture, Ricette

 

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2 risposte a “Aggiornamenti dall’orto: il ravanello, questo sconosciuto

  1. Gaia Cincia

    29 settembre 2013 at 17:41

    Correggo la parte “Una facile preparazione”: Sciacquateli dalla terra e mangiateli a morsi, se qualcuno frigna per il vostro alito di ravanelli ruttategli in faccia *_*
    Amo i ravanelli <3<3<3

    Mi piace

     

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