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La coltivazione in serra

22 Set

(se ancora non avete letto i miei articoli sull’agricoltura da città e sulla semina, siete pregati di farlo prima di proseguire )

La serra è l’alternativa al semenzaio per le colture protette su larga scala: le aziende agricole coltivano SEMPRE sotto serra, come alternativa al pieno campo, anche in estate; noi invece useremo la serra per la sua funzione primaria: ospitare colture nei mesi freddi, quando la semina non protetta impedirebbe alle piante di arrivare allo sviluppo a causa delle temperature rigide.

Per prima cosa stabiliamo delle dimensioni: la nostra serra non potrà competere con quelle per la produzione intensiva, che sono lunghe dai 50 ai 200 metri e molteplici su uno stesso campo – e in molti casi anche riscaldate – quindi non facciamoci illusioni; avremo invece a disposizione un piccolo appezzamento di 6-8 metri di lunghezza per 3-4 di larghezza, e già così lo spazio per sostenere una produzione invernale c’è…senza contare che le cose che mettete sotto la serra, poi vanno curate, e non sempre c’è tutta quella voglia di lavorare nell’orto, a Dicembre, quando al mattino ci sono 4 gradi sottozero…
Dunque, fatta la premessa, ecco come potrebbe apparire la nostra serra; uso ad esempio la mia, che sta nelle dimensioni che ho portato ad esempio (è leggermene più piccola) e ci permetterà di coltivare bietole da taglio, insalata, finocchi e persino una pianta di pomodori sopravvissuta all’estate *.*

  • vale la considerazione secondo cui le colture non ospitate in serra vanno protette, anche quando si tratta di piante invernali, come i cavoli e cavolfiori: predisporrete a questo proposito dei tunnel coperti di nylon
  • la reale differenza che c’è rispetto alla serra, è che le colture nei tunnel non sono facilmente monitorabili; in una serra invece, ci entrate e ci rimanete anche abbastanza comodamente!

…non divaghiamo; ecco un’istantanea della serra che abbiamo tirato su io e mio padre:

La nostra serra

La nostra serra

Come vedete, lo spazio interno è suddiviso in modo razionale in piccoli appezzamenti; ci sono delle sponde di legno per tenere su la terra, e ovviamente un nylon, qui ancora in versione “estiva” (quando farà più freddo metteremo quello spesso che coprirà fino a terra) e c’è persino una porta.
Per arrivare a un risultato il più possibile simile a questo, è necessario prima di tutto farsi uno schema su carta delle misure; ciò che vi servirà dopo il termine della fase progettuale saranno dei pali di ferro da ponteggio (ve li procurate andando da un rottamaio o in una discarica, oppure chiedendo a un amico che lavora nell’edilizia) e dei tubi semirigidi che andranno a formate il telaio della struttura: questi ultimi li trovate in vendita presso i vivai o nei consorzi, non sono così facili da trovare in ogni caso, quindi teneteli da conto. La lunghezza complessiva è sui 5-6 metri, e vanno piantati nella terra per una 30ina di centimetri da una parte e dall’altra; la distanza tra gli estremi sarà in funzione dell’altezza della serra, ovviamente compatibile con la lunghezza complessiva del tubo: più vi tenete distanti, più la serra sarà bassa, più spazio avrete all’interno…e viceversa, più vi avvicinate, più avrete una serra alta e stretta.

  • nella serra che è mostrata in foto, il diametro della semi-ellisse è di 2,5 metri e la distanza tra un tubo e l’altro è di 1,10 metri

Stabilite su carta il numero di tubi necessari e la loro distanza, dopodiché scegliete un appezzamento di terra già lavorato e concimato, e iniziate piantando i pali di ferro sull’asse della serra, vale a dire nel punto in cui i tubi semirigidi faranno la cuspide: i pali vanno piantati lasciando al massimo due tubi tra l’uno e l’altro, come mostrato in foto, e vanno interrati per almeno 30cm. La serra va iniziata e terminata da un palo come in foto.

  • per facilitare questo lavoro, potreste voler utilizzare un palanchino (o “barramina”): si tratta di un’asta di ferro massiccio, appuntita, che serve ad iniziare lo scavo per la posa di un palo; semplicemente la abbattete più volte nel punto in cui dovete piantare il vostro palo, così da allargare la terra. Il palo va conficcato nel buco così creato, e battuto alla sommità con una mazza da spaccapietre fino a quando non penetra per bene nella terra; come fare ad arrivare alla sommità del palo? Ma con una scala, perdio! >.<
  • i pali vanno piantati dritti, e in modo tale che sporgano tutti quanti della stessa misura dalla terra!

 serra3Successivamente piantate i tubi semirigidi alla distanza che avete stabilito (suggerisco non più di un metro e mezzo uno dall’altro, altrimenti il nylon poi tende ad afflosciarsi) e terminate con un architrave creata utilizzando bastoni di legno o traversine di ferro, eventualmente raccordate insieme da giunti provvisori (= ci imbullonate sopra un pezzo di ferro dopo aver fatto i buchi col trapano) se non sono abbastanza lunghe: questa architrave andrà poi assicurata ai pali di sostegno e agli archi semirigidi con corde o scotch industriale (quello marrone da pacchi) per garantire tenuta alla serra.

  • Se la struttura traballa un po’, non preoccupatevi, è normale: non deve mica portare un carico di un quintale, basta che non venga giù al primo sbuffo di vento!

Il nylon va teso per ultimo, anche qui dovete calcolare le dimensioni utilizzando il rettangolo dell’appezzamento e tenendovi un po’ abbondanti perché deve arrivare fino a terra (potreste calcolare con precisione assimilando la serra a un cilindro, tirando fuori la superficie esterna e poi dividendo per due…@___@) e va fermato sui pali utilizzando dei manicotti di plastica che molto probabilmente vi venderanno coi tubi: abbiate cura di inserire tra il manicotto e il nylon uno straccio, in modo da non tagliare il telo!

  • dovete averne abbastanza per chiudere la serra sul fondo e, qualora non avesse la porta, anche sul davanti; a questo proposito, forse, è meglio predisporre un secondo nylon che fermerete in modo indipendente dal primo, in modo da poterci entrare e uscire agevolmente…

La serra si completa vangando e pareggiando la terra – che presumibilmente sarà calpestata come se ci fosse passata sopra una mandria di bufali – e inserendo sul perimetro, incastrate fra un arco e l’altro, delle piccole sponde ricavate da assi di legno in modo da evitare che la terra stessa scappi via.
Dentro potete suddividere l’appezzamento come credete: è comunque opportuno ricavare dei sentieri, se non altro perché fa bello ordinato – e tenere le colture separate fra loro; come vedete in foto, inoltre, è anche possibile utilizzare la serra per riporre colture in vaso in attesa del trapianto in pieno campo. E’ in ogni caso estremamente importante fare in modo di tenere la serra ben chiusa di notte, specie quando viene a gelare…altrimenti è come non averla! X.x

serra2

La serra sarà dunque il rifugio delle vostre piante, non soltanto con la fine della bella stagione, ma anche (e soprattutto) nell’attesa della messa a dimora in pieno campo delle nuove varietà, all’inizio della primavera…oppure per la produzione anticipata di varietà che richiederebbero climi esterni più clementi!

In primavera, la nostra serra si riempie!

In primavera la nostra serra si riempie!

 
1 Commento

Pubblicato da su 22 settembre 2013 in Agricoltura, Cose utili

 

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Una risposta a “La coltivazione in serra

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